Volley A, Paola Ruggieri porta Teramo ai vertici nazionali
Dal parquet di casa ai massimi livelli con la maglia del Brescia. La 18enne teramana: "Un'emozione indescrivibile"
- Walter Cori
di Stefano Vecellio
TERAMO - Dai primi bagher sul parquet del Montorio Volley al palcoscenico dorato del massimo campionato nazionale: il volo di Paola Ruggieri non è soltanto la storia di un talento precoce, ma un capitolo storico per l'intero movimento sportivo abruzzese.
Classe 2008, libero di ruoli e dotata di una maturità tattica e caratteriale fuori dal comune, la giovane e bella atleta teramana è diventata la prima sportiva della sua città a conquistare la Serie A1 Femminile, vestendo i colori della Valsabbina Millenium Brescia. Un traguardo prestigioso costruito con determinazione e sacrificio: dalle Finali Nazionali Under 16 con la Volley Academy Piacenza fino al triennio dorato a Roma tra le fila del Volleyrò Casal de’ Pazzi in Serie B1, culminato con la conquista dello Scudetto Under 18.
Paola affiancherà la capitana Beatrice Parrocchiale nel reparto difensivo bresciano, in vista dell'esordio casalingo fissato per domenica 4 ottobre 2026 nello scontro tra neopromosse contro il Volley Talmassons. Ansia per il debutto, attesa per la sfida e fiducia per il futuro: tanti i pensieri che girano nella testa della giovane aprutina.
- L’anno scorso la vittoria da protagonista nel Campionato Italiano Under 18 con il Volleyrò Casal de’ Pazzi, ora la preparazione per l'esordio assoluto in Serie A. Che sensazioni si provano alla vigilia di un passo così determinante per la tua carriera?
“Sto vivendo un’emozione indescrivibile e davvero profonda. Poter calcare i parquet di una categoria così prestigiosa è il coronamento di un grande percorso, ma soprattutto una straordinaria opportunità di crescita professionale. Guardare indietro al titolo tricolore conquistato a Roma e proiettarmi ora verso un palcoscenico di primissimo livello mi riempie di orgoglio e mi dà una motivazione enorme per lavorare ogni giorno al massimo delle mie possibilità”.
- Montorio, Piacenza, Roma e oggi Brescia. Un’escalation importante per un’atleta di appena 18 anni. Quanto è complesso cambiare continuamente città e realtà sportive e quanto ti sta arricchendo sotto il profilo umano?
“È innegabile che fare i bagagli e cambiare ambiente così spesso non sia cosa semplice, specialmente quando si è molto giovani e ci si trova ad affrontare la vita lontano dalle proprie certezze. Tuttavia, è un’esperienza formativa impagabile che ti fa maturare in fretta, regalando insegnamenti preziosi anche nella vita di tutti i giorni. Sono sfide e sensazioni fortissime che, secondo me, ogni atleta dovrebbe avere il coraggio di vivere almeno una volta nel proprio percorso”.
- Un cammino d’élite costruito con lavoro, dedizione e tantissimi sacrifici. Che ruolo ha avuto la tua famiglia in questa scalata verso l'alto?
“La mia famiglia è stata e continua a essere il mio punto di riferimento fondamentale. I miei mi hanno accompagnata ovunque, passo dopo passo, fin dai primi passi a Montorio, garantendo una presenza costante e sacrificandosi per portarmi a ogni singolo allenamento. Il loro supporto non è mai venuto meno nemmeno negli anni a Roma: sapere di averli sempre al mio fianco mi ha dato la forza e la serenità necessarie per inseguire i miei obiettivi”.
- Teramo e l'Abruzzo guardano con enorme orgoglio ai tuoi successi. Cosa ti ha lasciato la tua città e quali radici porterai sempre con te sul campo?
“Teramo per me rappresenta l'origine di tutto: è e sarà sempre casa mia. È una sensazione bellissima sapere di poterci tornare ogni volta che ne avrò l'occasione e ritrovare quel calore autentico, così come l'ho lasciato. Quelle radici sono la mia ancora e la mia forza e le porterò sempre con me, dentro e fuori dal campo”.