Villaggio del Fanciullo di Silvi, le opposizioni: i fondi sono a rischio
Una interrogazione e una mozione sui fondi Pinqua discusse nell'ultimo Consiglio: "non risposte ma attacchi personali"
- La Redazione
SILVI - Nella seduta del Consiglio Comunale del 29 giugno 2026, rispondendo all'interrogazione e alla mozione dell'opposizione sui fondi PINQuA, l'Assessore Giampaolo Lella ha di fatto confermato ciò che da tempo denunciamo: i finanziamenti regionali su cui l'Amministrazione ha puntato tutto non sono al sicuro. Per rassicurare il Consiglio, l'Assessore ha citato un messaggio ricevuto in cui si comunicava che probabilmente a luglio potrebbero essere disponibili nuovi canali di finanziamento. Probabilmente. A luglio. Per un patrimonio storico abbandonato da anni.
Anziché fornire atti ufficiali, l'Amministrazione ha risposto con nervosismo, cercando di spostare l'attenzione citando le dichiarazioni del Sindaco di Pineto - amministratore di centrosinistra - nel tentativo di mettere in cattiva luce la coerenza dell'opposizione e allontanare dall’amministrazione ogni responsabilità politica. Una mossa che tradiva più imbarazzo che solidità argomentativa.
Per capire quanto accaduto bisogna tornare al 13 giugno 2024. In quella seduta furono discusse due mozioni sul Villaggio del Fanciullo, accorpate in un'unica discussione ma votate separatamente. La prima, presentata dall'opposizione, denunciava lo stato di abbandono della struttura, i continui episodi di incendio e vandalismo, e impegnava l'Amministrazione a definire un piano urgente di recupero e messa in sicurezza, con tempistiche certe e individuazione delle future destinazioni d'uso. Quella mozione non fu approvata: 5 voti favorevoli, 11 astensioni della maggioranza.
La seconda, presentata dallo stesso Sindaco Scordella, riguardava il cosiddetto "Progetto Bellezza": un finanziamento ministeriale da 1,2 milioni di euro assegnato a Silvi nel 2016 sotto un governo di centrosinistra, e successivamente definanziato con la delibera CIPE n. 45 del 27 dicembre 2022, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 35 dell'11 febbraio 2023, sotto il governo Meloni. La mozione chiedeva di fare fronte comune con altri Comuni per sollecitarne lo sblocco. Va precisato che quella mozione arrivò in ritardo: fu presentata soltanto a seguito di una interrogazione consiliare e di un intervento in Parlamento dell'On. Luciano D'Alfonso. Ciononostante, fu approvata all'unanimità - votata anche dall'opposizione, in uno spirito di responsabilità e collaborazione per il bene comune di Silvi.
In quella stessa seduta, il Sindaco respinse ogni richiesta di intervento immediato con una metafora destinata a restare: paragonò il Comune al buon padre di famiglia che non rifà il motore alla macchina vecchia, sapendo che quella nuova arriva domani. Investire 100 o 200 mila euro in interventi tampone sarebbe stato, parole sue, "denaro buttato al vento", vista l'imminenza del cantiere da 4,5 milioni. La politica aveva fatto tutto il possibile. Restava solo da attendere l'apertura delle buste di gara. A distanza di due anni, la macchina vecchia è ancora ferma. E quella nuova non è mai arrivata.
L'interrogazione e la mozione presentate il 29 giugno non contestano i ritardi in sé - che dipendono dalla Regione Abruzzo come soggetto attuatore unico - ma una scelta politica precisa: aver affidato il destino di un bene storico come il Villaggio del Fanciullo a un unico canale di finanziamento regionale, senza mai esplorare alternative, senza mai costruire un piano B. Quella scelta ha esposto Silvi a un rischio evitabile. I fondi PINQuA destinati a 61 Comuni abruzzesi - Silvi compresa - rischiano la revoca per errori procedurali e ritardi accumulati dalla Regione, nonostante le risorse fossero disponibili dal 2022. Il cantiere non è mai partito. Le scadenze annunciate - da ultimo marzo 2026 - sono trascorse senza che un solo atto ufficiale fosse prodotto.
Di fronte a domande legittime su fondi pubblici, il Sindaco Scordella ha scelto la strada degli attacchi personali. Ha definito i consiglieri di minoranza "indegni di stare seduti lì", ha liquidato le interrogazioni come "stupidaggini", ha accusato l'opposizione di "mistificare la realtà" e ha commentato con fastidio l'uso di cartelli e manifesti come strumento di denuncia pubblica, definendolo "lavoro sprecato".
Nel 2024 Scordella chiedeva pazienza, prometteva cantieri imminenti, si presentava come l'amministratore che aveva fatto tutto il possibile. Nel 2026, di fronte al mancato avvio dei lavori, ha abbandonato la dialettica tecnica per gli attacchi frontali, scaricando ogni responsabilità sulla Regione e attaccando chi ha il dovere istituzionale di chiedere conto.
Chiedere conto di fondi pubblici non è mistificare la realtà. È fare il proprio lavoro. La città di Silvi merita risposte, non insulti. E merita un'Amministrazione che, di fronte al rischio di perdere un finanziamento, cerchi soluzioni alternative invece di cercare colpevoli altrove. Noi continueremo a farlo. -
I Consiglieri di Opposizione del Comune di Silvi
Vito Partipilo
Antonio Di Blasio
Claudia Cameli
Giuseppe Gentile
Simona Monticelli
Dino Cipriani