VIDEO | Roseto Opera Prima celebra il traguardo dei 30 anni nel segno della contemporaneità
E' tra i festival cinematografici di opere prime più longevi. Fu fondato da Tonino Valerii e ha portato alla luce registi come Ozpetek, Innaritu e Tanovic
- La Redazione
TERAMO - Si tratta di uno dei festival cinematografici più longevi dedicato ai registi esordienti, fondato nel 1996 dal compianto regista Tonino Valerii. Ha contribuito a far conoscere registi come Ferzan Ozpetek, vincitore dell’edizione 1997 con “Il bagno turco”, Alejandro Gonzalez Innaritu – vincitore dell’edizione 2001 con “Amores perros” e Premio Oscar come miglior regista sia nel 2015 con “Birdman” sia nel 2016 con “Revenant” – e Danis Tanovic, vincitore dell’edizione 2002 con “No Man’s Land” e nello stesso anno del Premio Oscar.
A presentare l'evento, questa mattina alla Provincia di Teramo, il sindaco Mario Nugnes, la consigliera provinciale nonchè presidente del Consiglio di Roseto, Gabriella Recchiuti; l'assessore alla Cultura, Francesco Luciani, il direttore artistico di Roseto Opera Prima, Carlo Liberatore e il presidente di "Sulmonacinema APS", associazione che supporta l'organizzazione, Marco Maiorano.
Il Roseto Opera Prima compie trent'anni: tre decenni spesi a credere in chi comincia, a dare spazio e voce agli esordi attraverso il prestigioso concorso dedicato alle opere prime di lungometraggio, a scommettere sul futuro del cinema italiano. Un anniversario che il festival sceglie di celebrare non con lo sguardo rivolto al passato, ma con un tema che parla al presente con particolare urgenza: il desiderio come resistenza. Non il desiderio di possedere, ma quello di sentirsi vivi: il vitalismo che si rifiuta di spegnersi mentre tutto, intorno, spinge alla rassegnazione.
"In un'epoca che ci vorrebbe iper competitivi, disincantati, arresi, abbiamo scelto film capaci di infondere un rinnovato senso del desiderio e del cambiamento: opere in cui desiderare non è un capriccio o una fuga, ma un gesto ostinato di sopravvivenza. Il desiderio, espresso attraverso lo sguardo dei giovani, si declina qui in due direzioni complementari: come insurrezione contro un destino già scritto e come custodia di ciò che rischia di andare perduto. Insorgere e custodire: due volti di uno stesso impulso vitale, lo stesso che muove questo festival fin dalla sua nascita, credere in chi comincia", afferma il direttore artistico del concorso Carlo Liberatore.
Il cammino verso la trentesima edizione si aprirà venerdì 10 luglio alle ore 18:30, presso Destino - Churrascaria & Cocktail Bar di Roseto degli Abruzzi, con la presentazione del volume "Cinema in Abruzzo - Storia e luoghi" scritto, tra gli altri, da Federico Pagello (Università D'Annunzio). Insieme all'autore interverranno Giovanni Tavano (Carsa Edizioni), Marco Maiorano (Sulmonacinema APS), Guido Casale (Adriatic Film Festival), il sindaco di Roseto degli Abruzzi Mario Nugnes e l'assessore alla cultura Francesco Luciani; modera il giornalista Luca Maggitti Di Tecco. A seguire, aperitivo con il pubblico.
Domenica 12 luglio alle ore 21:15 pre-apertura del festival nella Piazza Principale di Casal Thaulero, con la proiezione di "Napoli - New York" di Gabriele Salvatores, nato da un soggetto ritrovato di Federico Fellini e Tullio Pinelli. Un'opera che entra in profonda risonanza con il tema di questa edizione: nell'italia in macerie del dopoguerra, il sogno testardo di due bambini di ritrovarsi al di là dell'oceano è la forma più limpida di resistenza al buio della Storia.
Il Festival si svolgerà dal 15 al 18 luglio nella suggestiva cornice della Villa Comunale di Roseto degli Abruzzi, con quattro giornate dense di proiezioni, incontri e ospiti. La manifestazione e organizzata e promossa dall'associazione Sulmonacinema APS, in collaborazione con Meta APS e con il contributo e la collaborazione del Comune di Roseto degli Abruzzi, che continua a sostenere con convinzione la crescita culturale e cinematografica del territorio.
Le tre opere prime selezionate saranno proiettate al pubblico a partire dalle ore 21:30 e concorreranno per il Premio "Roseto Opera Prima", assegnato durante la cerimonia conclusiva di sabato 18 luglio. I titoli in concorso per il 2026 sono: "Tienimi Presente" di Alberto Palmiero (mercoledi 15), "Avemmaria" di Fortunato Cerlino (giovedì 16) e "Gioia Mia" di Margherita Spampinato (venerdì 17). Tre opere prime, tre lungometraggi girati al Sud, tre storie in cui protagonisti sono ancora una volta i giovani: tre modi di non arrendersi, in cui desiderare è già, di per sé, un atto di resistenza.
In Tienimi Presente, cinema sul cinema tenero e ironico, un giovane regista tornato nella provincia d'origine si riprende il proprio sogno, opponendo alla rassegnazione di un'intera generazione il gesto ostinato di chi rifiuta di spegnersi. Avemmaria, tratto dal romanzo dello stesso Cerlino "Se vuoi vivere felice", racconta la periferia napoletana dei primi anni Ottanta attraverso gli occhi di Felice, un bambino la cui immaginazione diventa l'unica arma capace di ribellarsi a un destino che sembra già scritto; nel cast Mario Di Leva, Salvatore Esposito e Marianna Fontana. Gioia Mia, pluripremiato a Locarno e ai David di Donatello, segue l'estate siciliana di Nico, undici anni, cresciuto tra schermi e connessioni, e della prozia devota e scorbutica che lo accoglie in un palazzo antico senza wi-fi: nel tempo sospeso di quei pomeriggi nasce un legame che protegge l'incanto, la lentezza, la memoria.
A valutare i film sarà una giuria di professionisti composta dal montatore Luigi Caggiano, dalla critica cinematografica Martina Barone e dal compositore Fabrizio Mancinelli, chiamati a esprimere il proprio giudizio sulla qualità artistica, narrativa e registica delle opere in gara.
Numerosi gli ospiti attesi sul palco della Villa Comunale, protagonisti dell'ormai consolidato format "Scena Prima - Storie di esordi": intervistati dal critico cinematografico Davide Stanzione, Fortunato Cerlino (16 luglio), Enzo Decaro (17 luglio) e Barbora Bobulova (18 luglio) partiranno dal racconto dei propri primi passi nel mondo dello spettacolo per ripercorrere l'intera traiettoria di un percorso artistico: scelte, incontri, svolte e maestri. Ad accompagnare le proiezioni in concorso saranno inoltre presenti in arena il regista Alberto Palmiero, lo stesso attore e regista Fortunato Cerlino e, per Gioia Mia, il protagonista Marco Fiore con i produttori Benedetta Scagnelli e Alessio Pasqua.
"L'esordio è il momento in cui tutto è ancora possibile, per questo ci piace partire da li. Nel racconto dei primi passi, complessi e faticosi eppure pieni di bellezza, si nasconde la chiave per leggere un'intera carriera. Da quell'inizio i nostri ospiti risalgono il filo del proprio percorso e restituiscono al pubblico non un aneddoto, ma una storia intera", ha dichiarato Patrizio Maria D'Artista, presidente di Meta APS.
Novità di questa edizione è ROP Memories, il momento a cura del giornalista Luca Maggitti Di Tecco che, nelle prime tre serate del festival, ripercorrerà le edizioni più belle di questi trent'anni: un viaggio nella memoria della manifestazione, tra ospiti, film e istantanee che ne hanno segnato la storia. La serata inaugurale di mercoledì 15 luglio sarà impreziosita dal Concerto di musica per il cinema dell'Orchestra / Musici Lotariani, formazione di quaranta elementi, mentre la serata conclusiva di sabato 18 luglio si aprirà con il live solo di Casadilego, vincitrice di X Factor 2020. La serata di premiazione riserverà inoltre due momenti speciali: la consegna, con Mario Giunco, degli attestati di partecipazione del progetto ROP a Scuola, realizzato di concerto con l'Amministrazione Comunale negli istituti scolastici di Roseto, e il riconoscimento a Luca Valerii, figlio di Tonino Valerii, regista e fondatore di Roseto Opera Prima, per un tributo all'ideatore del festival nell'anno del suo trentennale. Viene altresì confermato il Premio del pubblico, in collaborazione con il Sulmona International Film Festival, partner esclusivo della kermesse rosetana, attraverso la proiezione, durante la serata finale, di tre cortometraggi: A domani di Emanuele Vicorito (Italia), Retirement Plan di John Kelly (Regno Unito) e La mort di Jesús Martínez (Spagna).
La partecipazione a tutte le giornate del festival è gratuita.
"Trenta edizioni sono un patrimonio che appartiene a tutta la comunità - dichiara il presidente di Sulmonacinema APS Marco Maiorano -. Per noi fare un bilancio non significa voltarsi indietro con nostalgia, ma misurare la strada percorsa per scegliere con più consapevolezza la direzione da prendere. In un tempo in cui la fruizione dell'audiovisivo si fa sempre più frammentata e superficiale, i festival restano presidi culturali insostituibili: luoghi in cui si rallenta, ci si interroga, si guarda insieme, ci si confronta. Il nostro impegno è continuare a valorizzare i nuovi talenti e a favorire il dialogo tra le opere prime e il pubblico, in rete con le realtà culturali e artistiche del territorio".
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