VIDEO | La Casa dello Sport futura sede delle associazioni, nel frattempo D'Angelo individua una sede per Teramo Nostra

Le soluzioni da attuare sono due: quella temporanea è la sistemazione in altri locali come l'ex sede della Uil e poi nella Casa dello Sport. La Provvisiero difende Teramo Nostra: non va lasciata sola

- La Redazione

VIDEO | La Casa dello Sport futura sede delle associazioni, nel frattempo D'Angelo individua una sede per Teramo Nostra

TERAMO - C'è una buona prospettiva per le associazioni cittadine.

Stamane in consiglio provinciale durante il voto per il regolamento legato agli immobili provinciali, il presidente Camillo D'Angelo nel rispondere ad una sollecitazione della consigliera Caterina Provvisiero, ha annunciato un piano a medio termine e a lungo termine. 

La problematica di Teramo Nostra e di altre associazioni che dovranno presto andare via dai locali del Milli, in via Fedele Romani, è di fatto risolvibile. Le soluzioni da attuare sono quelle a stretto giro, in maniera temporanea, con la sistemazione in altri locali, come l'ex sede della Uil e del Centro per l'Impiego, in via Campana: è un'ipotesi. Martedì 27 si terrà proprio un incontro con la stessa associazione e con le altre che erano ospitate nei locali del Milli. Tuttavia D'Angelo ha sottolineato che in prospettiva convoglierà tutte le associazioni in un unico luogo, ovvero nella Casa dello Sport. "Sarà il luogo delle associazioni e della comunità, per tutti coloro che vorranno. La mia idea è che si convogli tutto nella struttura, se la Regione ci darà quello spazio", ha detto D'Angelo che ha ricordato di non aver voluto sfrattare alcuna associazione. "Ci sono dei lavori da effettuare, nessuno sfratto. Incontrerò le associazioni il 27 per capire le loro esigenze e troverò il locale provvisorio alternativo".

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A difendere l'associazione Teramo Nostra e le altre reatà associative la consigliera provinciale Caterina Provvisiero. "Le associazioni sono in difficoltà e va trovata necessariamente una sede alternativa per tutte. Comprendiamo che dobbiamo mettere a norma, anche attraverso questo regolamento, tutti i contratti. Tuttavia è impossibile mettere alla porta tutte le associazioni, che sono le radici culturali della città. Non vanno lasciate sole", ha detto la Provvisiero

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