VIDEO | Incendi, le opposizioni: criticità e tagli certificati nel piano della Regione
"Nessun seguito al piano varato, carenze su molti aspetti, c'è una mancanza assoluta di programmazione"
- La Redazione
PESCARA - “Fondi 'scarni'; un modello di finanziamento della prevenzione che 'ne abbassa enormemente l’efficacia'; rete radio incompleta; necessità di manutenzione delle vasche antincendio; Coordinatori delle operazioni di spegnimento (COS) ridotti e organizzazione con i Vigili del Fuoco dichiarata non definitiva. Dopo un’estate segnata da incendi diffusi sul territorio, c’è da chiedersi se Regione, Presidente Marsilio o l’esecutivo, lo abbiano mai letto e perché non si è intervenuti prima sulle criticità che l’Ente stesso ha certificato. Quello che emerge dall’analisi del Piano AIB 2026-2028 non è il quadro rassicurante che oggi si vorrebbe rappresentare. È un documento ufficiale della Regione che mette nero su bianco problemi, carenze e debolezze del sistema e che rende ancora più urgente capire quali scelte politiche e finanziarie siano state compiute in questi anni”. Questo uno dei principali punti della conferenza stampa convocata dai consiglieri di opposizione in Consiglio regionale del Patto per l’Abruzzo, che hanno annunciato il deposito di un’interpellanza sullo stato della Campagna AIB regionale che chiede conto alla Giunta delle scelte assunte dal 2019 al 2026 e degli orientamenti che intende tradurre nel prossimo bilancio 2027-2029. Presenti in conferenza i consiglieri Luciano D'Amico, Silvio Paolucci, Antonio Blasioli, Antonio Di Marco ed Erika Alessandrini.
I punti critici. “Basta leggere il Piano. A pagina 102 è la stessa Regione a scrivere che il sistema utilizzato per finanziare gli interventi di prevenzione presenta un limite che, testualmente 'ne abbassa enormemente l’efficacia', perché le procedure concorsuali non consentono necessariamente di intervenire nelle aree a maggior rischio dell’intero territorio regionale. Poche righe dopo il documento parla, ancora testualmente, di 'scarni fondi a disposizione' e indica come soluzione più efficace una regia diretta regionale per concentrare le risorse dove il rischio è maggiore. Sempre a pagina 102 il Piano ammette che non è possibile formulare una previsione schematica delle risorse finanziarie per il triennio AIB, perché queste vengono assegnate annualmente in bilancio dalla Giunta regionale. È un’ammissione pesantissima, abbiamo un Piano triennale, ma non una corrispondente certezza finanziaria triennale sulle risorse con cui attuarlo”, aggiungono i consiglieri.
Altre ammissioni evidenziate dal Patto per l'Abruzzo: “Il Piano dice che le infrastrutture AIB hanno bisogno di controllo continuo, di un censimento sempre aggiornato e di una revisione prima del periodo di alta pericolosità. Sulle vasche antincendio arriva a scrivere che è necessaria una manutenzione più tempestiva perché possono risultare “fuori uso a causa di perdite o invasioni eccessive di vegetazione, che possono restare non segnalate per lunghi periodi”. La cartografia degli invasi, inoltre, fa riferimento a un censimento aggiornato al 2024 e successivamente interessato da aggiornamenti definiti dallo stesso Piano “minimi”. Sono elementi che impongono una domanda precisa: quale prevenzione concreta è stata fatta, anno per anno, prima che arrivassero le fiamme? Il riferimento è al capitolo sulla prevenzione strutturale, in particolare alle pagine 42, 51, 52 e 67 del Piano AIB".
Il buco nella comunicazione. “Ancora più grave è il quadro delle comunicazioni. Il Piano definisce una rete radio efficiente indispensabile per le operazioni e per la sicurezza degli operatori. E subito dopo certifica che il vecchio impianto VHF regionale non era funzionante a seguito del danneggiamento del centro stella della Majelletta; che il nuovo impianto acquistato nel 2025 serviva la sola provincia di Chieti, coprendone il 60%; e che “le restanti tre province regionali […]non sono ancora raggiunte da alcun segnale radio”, mentre il nuovo sistema digitale risultava ancora in progettazione. Non è una nostra ricostruzione ma è ciò che la Regione ha scritto nel proprio Piano, alle pagine 52-53”.
Coordinamento delle forze a terra. “A pagina 93 il Piano afferma che il numero dei COS, i Coordinatori delle operazioni di spegnimento delle squadre terrestri del volontariato, “si è ridotto tra incrementi di funzioni e pensionamenti […] non supera le 10 unità, contando 1 COS regionale (non operativo) e 9 Parchi (non operativi)”, riportando un COS regionale e nove dei Parchi indicati come ‘non operativi’. E lo stesso documento rinvia ancora alla definizione di uno specifico piano formativo la possibilità di formare nuovi COS nel volontariato. Parliamo di figure alle quali il Piano affida il coordinamento delle squadre e il raccordo con la Sala operativa. Anche su questo il Presidente della Regione deve dire come sia stato possibile arrivare alla Campagna AIB 2026 con la situazione descritta dal documento regionale”.
Rapporto con i Vigili del Fuoco. “Un aspetto delicatissimo è rappresentato dal rapporto con i Vigili del Fuoco. Il Piano afferma che, alla data della sua approvazione, il Servizio Emergenze e la Direzione regionale dei Vigili del Fuoco “non avevano ancora raggiunto un accordo in Commissione paritetica per la definizione dell’Accordo di Programma 2026-2028” e precisa che l’organizzazione descritta doveva quindi considerarsi “non definitiva”. Contestualmente, la Determinazione n. 113/APC del 25 giugno 2026 dava ancora “in via di sottoscrizione” il Programma Operativo Annuale 2026-2027. Qual era dunque, all’avvio della fase più delicata della stagione, l’assetto effettivamente definito? Quali risorse erano disponibili? E perché strumenti così importanti risultavano ancora in questa condizione?", incalzano i consiglieri di opposizione.
"Tutto questo avviene in una Regione il cui stesso Piano ricorda che tra il 2012 e il 2025 si sono verificati '900 eventi che hanno interessato complessivamente 20.295 ettari' e arriva ad affermare che le superfici medie percorse dal fuoco per incendio in Abruzzo risultano fra le più alte in Italia. Non stiamo dunque parlando di un rischio sconosciuto, improvviso o mai studiato. Il problema era conosciuto, analizzato e scritto nei documenti regionali. Piano AIB 2026-2028, pagg. 4-5", commentano.
Poi sono arrivati luglio e agosto. Secondo quanto riportato da Il Centro nell’edizione del 12 agosto, la Campagna AIB aveva raggiunto 168 roghi in 38 giorni. Alcuni organi di stampa il 7 agosto, raccontavano l’emergenza nell’Aquilano e riportavano da Roio la richiesta dei volontari di avere più uomini a terra. Il 13 e 17 agosto, documentavano il protrarsi dell’incendio sul Morrone e nuovi fronti a Rocca di Cambio e Bisegna, dove veniva riferita anche l’evacuazione di sei abitazioni. L’interpellanza ricostruisce proprio questo contesto e lo mette a confronto con le criticità già contenute nel Piano.
"Davanti a tutto ciò è inaccettabile che il dibattito venga ridotto alla sola conta dei mezzi messi in campo quando gli incendi sono già scoppiati - afferma il Patto per l'Abruzzo -. L’efficacia dell’azione politica si valuta soprattutto in base a quello che fa prima dell’emergenza. Per questo vogliamo sapere quanto la Giunta ha stanziato e realmente speso dal 2019 a oggi per prevenzione e lotta attiva; quanto per mezzi aerei e accordi con i Vigili del Fuoco; quale fosse anno per anno la consistenza reale di mezzi e attrezzature; cosa sia stato fatto su vasche, infrastrutture, radio, formazione e coordinamento; perché le tutele dell’articolo 39 per consentire l’effettiva partecipazione dei volontari siano state attivate con la tempistica contestata nell’interpellanza; e soprattutto quali risorse il Presidente e la Gunta di destra intendano mettere nel bilancio 2027-2029". Sono questi i principali quesiti posti formalmente alla Giunta nella interpellanza depositata.
"La verità - incalzano dall'opposizione - è che se la Giunta non conosceva queste criticità significa che non conosceva fino in fondo il Piano che la propria amministrazione ha approvato il 25 giugno. Se al contrario le conosceva, deve spiegare quali interventi sono stati assunti e perché siamo arrivati alla stagione degli incendi con il Piano che continuava a certificare fondi scarsi, limiti nella prevenzione, infrastrutture da manutenere, una rete radio ancora incompleta, pochi COS e un’organizzazione con i Vigili del Fuoco dichiarata non definitiva. Uno stallo organizzativo che rende ancora più importante il sacrificio di tutte le forze di operatori e volontari che in questi giorni stanno cercando di salvare il Morrone, a cui va il nostro più sentito ringraziamento".
"Il Presidente Marsilio deve limitare la propaganda e non prendersela con chi fa notare vulnerabilità che non dovrebbero esserci su un’azione di tale importanza. Serve rispondere con fatti, numeri, atti, risorse, date per valutare eventuali responsabilità. È esattamente ciò che gli chiediamo di fare in Consiglio regionale per la sicurezza dei territori e di chi li abita. E deve farlo nel più breve tempo possibile”, concludono.
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