Teramo, intitolazione di giardini a Falcone e Borsellino
Venerdì l’inaugurazione dei giardini di via Francesco Paolo Tosti a Fonte Baiano
- La Redazione
TERAMO - Nell’ambito del percorso di valorizzazione della toponomastica non solo come procedura amministrativa ma come custode dell’identità dei territori e delle comunità, venerdì 25 settembre, alle ore 10:00, il Comune di Teramo intitolerà i giardini di via Francesco Paolo Tosti a Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e al personale delle loro scorte, accogliendo una richiesta arrivata dal Sindacato Autonomo di Polizia SAP.
Alla cerimonia, saranno presenti il Sindaco Gianguido D’Alberto, l’Assessore con delega alla toponomastica Pina Ciammariconi, il Segretario Generale SAP Stefano Paoloni e le istituzioni del territorio.
Con questa iniziativa, l’Amministrazione e il SAP vogliono non solo omaggiare la memoria di quegli uomini delle istituzioni che hanno sacrificato la propria vita per difendere i valori della legalità e della giustizia, ma soprattutto trasmetterne il testimone alle nuove generazioni.
“Abbiamo accolto da subito, con grande convinzione, la proposta del SAP di intitolare i giardini di via Tosti ai giudici Falcone e Borsellino e alle loro scorte – sottolineano il primo cittadino l’Assessore Ciammariconi - consegnando al presente e al futuro il messaggio straordinario che tutti coloro che hanno sacrificato la loro vita per la lotta alla mafia ci hanno consegnato: quello dell’impegno civile e morale verso la giustizia e contro la sopraffazione. Un impegno che dobbiamo portare avanti ogni giorno nella consapevolezza che la mafia non è solo quella delle stragi e del pizzo. La mafia è una cultura: quella di chi distoglie lo sguardo davanti a un reato, quella di chi giustifica le scorciatoie, quella dell’omertà e del condizionamento. Una cultura che dobbiamo combattere a partire dalle famiglie e dalla scuola, ricordando sempre lo straordinario sorriso di Falcone e Borsellino, il loro coraggio e quello delle loro scorte. Coraggio che, come abbiamo avuto modo di sottolineare in più occasioni, non era assenza di paura ma il simbolo di una sfida più grande che tutti gli uomini e le donne rappresentanti delle istituzioni sane hanno lanciato e lanciano alla mafia”.