Teramo, il Coordinamento Codice Rosso chiede chiarezza sui Centri antiviolenza: basta ambiguità
Le pari opportunità non possono diventare una passerella. La lotta alla violenza sulle donne non può ridursi a una successione di presentazioni e annunci
- La Redazione
TERAMO - La lotta alla violenza di genere non può diventare terreno di visibilità politica né essere utilizzata per alimentare percorsi istituzionali poco chiari. Servono coerenza, trasparenza e, soprattutto, risultati concreti per le donne e per chi ogni giorno lavora al loro fianco.
La vicenda delle proposte legate alla “Lettera per la vita”, nata dal lavoro congiunto delle operatrici dei Centri antiviolenza (CAV), della Commissione Pari Opportunità della Provincia di Teramo e di docenti ed esperte dell’Università degli Studi di Teramo, solleva interrogativi che meritano risposte.
Perché presentare inizialmente il progetto all’onorevole Mara Carfagna e successivamente riproporlo alla Camera dei Deputati con l’onorevole Giulio Sottanelli? Qual è il percorso istituzionale seguito? Si tratta di un’unica iniziativa condivisa, di una nuova interlocuzione politica oppure di una strategia di presentazione attraverso diversi riferimenti partitici?
Non si contesta la possibilità di rivolgersi a esponenti politici diversi per sostenere una causa importante. Si chiede, però, che siano chiariti il percorso, i ruoli e la reale portata delle iniziative, evitando che il lavoro delle operatrici dei CAV e delle professioniste coinvolte diventi uno strumento di rappresentanza politica.
C’è poi un altro aspetto che non può essere ignorato: quali possibilità concrete hanno queste proposte di tradursi in provvedimenti e interventi effettivi? Presentare proposte in Parlamento non significa automaticamente che esse siano calendarizzate, discusse o approvate. È quindi necessario distinguere tra un’iniziativa di sensibilizzazione istituzionale e un percorso parlamentare formalmente avviato.
Nel frattempo, occorre riconoscere il lavoro svolto sul territorio abruzzese. L’assessore regionale Roberto Santangelo ha affermato di aver accolto le richieste avanzate dai Centri antiviolenza regionali, garantendo loro supporto. Se questo è il percorso dichiarato, è giusto riconoscere il ruolo delle istituzioni regionali e delle operatrici che hanno rappresentato direttamente i bisogni dei servizi.
È inoltre importante valorizzare il ruolo della CPO della Regione Abruzzo e del progetto “On the Road”, quale percorso istituzionale e territoriale volto a promuovere sensibilizzazione, prevenzione e contrasto alla violenza di genere. La Consigliera Marilena Rossi ha presentato e divulgato il Progetto sulla provincia di Teramo Il sostegno ai CAV non può essere attribuito a una sola commissione CPO PROVINCIA DI TERAMO né diventare motivo di rivendicazione politica. I Centri antiviolenza hanno bisogno di risorse, continuità, personale adeguato e strumenti concreti per accompagnare le donne fuori dalla violenza. Hanno bisogno di essere ascoltati, non di essere messi al centro di competizioni istituzionali.
La Commissione Pari Opportunità della Provincia di Teramo, proprio per il ruolo che ricopre, ha una responsabilità particolare: mantenere una posizione istituzionale riconoscibile, garantire imparzialità e rendere trasparenti le proprie interlocuzioni politiche. Quando le iniziative vengono presentate attraverso esponenti appartenenti a differenti schieramenti, è legittimo chiedere chiarezza, senza per questo mettere in discussione il valore del confronto trasversale.
La questione non è con quale partito dialogare, ma con quale coerenza si agisce e quali risultati si ottengono.
Le pari opportunità non possono diventare una passerella. La lotta alla violenza sulle donne non può ridursi a una successione di presentazioni e annunci, mentre sul territorio i servizi devono affrontare quotidianamente emergenze e difficoltà.
Come Coordinamento Codice Rosso, riteniamo necessario fare chiarezza sul percorso della “Lettera per la vita”, sul coinvolgimento effettivo dei CAV regionali, sulle interlocuzioni istituzionali avviate, sul ruolo della CPO della Regione Abruzzo e sulle prospettive concrete del progetto “On the Road” e delle proposte presentate.
Alle donne non servono bandiere da sventolare. Servono risposte, protezione, autonomia e giustizia.
Meno ambiguità, meno protagonismi, più responsabilità istituzionale. Perché la credibilità delle istituzioni si misura con i fatti, non con il numero delle sedi parlamentari in cui una proposta viene presentata.
Coordinamento Codice Rosso