Sicurezza idrica, anche l'Abruzzo protagonista

Un piano ambizioso che coinvolge i Consorzi e che vale oltre 7 miliardi e 57.000 posti di lavoro

- Walter Cori

Sicurezza idrica, anche l'Abruzzo protagonista

ROMA - Un cambio di paradigma, dalla gestione dell’emergenza alla costruzione di una strategia strutturale per il futuro dei territori: è questo il messaggio emerso dal convegno “Sicurezza idraulica e resilienza dei territori – La proposta concreta dei Consorzi di bonifica”, ospitato ieri nella Nuova Aula dei Gruppi Parlamentari alla Camera dei Deputati.
Al centro dell’iniziativa, promossa da ANBI, la presentazione di un pacchetto di interventi che punta a ridisegnare la politica idrica nazionale. Un piano ambizioso, che vale oltre 7 miliardi di euro di investimenti e che, secondo le stime, è in grado di attivare circa 57.000 posti di lavoro, generando una ricaduta economica annua di 1,5 miliardi sui territori. Numeri che da soli spiegano il peso strategico delle progettualità dei Consorzi di bonifica, che rappresentano il 46% del Piano Idrico Nazionale.
L’incontro ha riunito esponenti del Governo, del Parlamento, del mondo imprenditoriale e accademico, insieme ai rappresentanti dei Consorzi provenienti da tutta Italia. Tra questi, anche la classe dirigente dei Consorzi abruzzesi, per il Consorzio Nord di Teramo la direttrice Stefania Pastore e il presidente Roberto Battaglia, che hanno portato all’attenzione nazionale le criticità e le potenzialità di un territorio particolarmente esposto agli effetti dei cambiamenti climatici, tra siccità sempre più frequenti e rischio idrogeologico.
Nel corso della mattinata sono stati illustrati i progetti, con approfondimenti dedicati alle diverse realtà regionali. L’obiettivo condiviso è quello di rafforzare la capacità del Paese di prevenire le emergenze, superando un approccio che negli ultimi anni si è rivelato estremamente oneroso: circa
5 miliardi di euro spesi in soli quattro anni per danni causati da eventi estremi, a cui si aggiungono 20 miliardi di perdite nel comparto agricolo.
Da qui la necessità, ribadita più volte durante il convegno, di investire in prevenzione. Il Piano proposto dai Consorzi, infatti, ha un costo nettamente inferiore rispetto alle risorse impiegate per far fronte alle emergenze, e rappresenta una scelta strategica capace di coniugare sicurezza, sviluppo
economico e tutela ambientale.
In questo quadro si inserisce anche il progetto degli invasi multifunzionali, promosso da ANBI insieme a Coldiretti, considerato uno degli assi portanti della proposta per il Piano Idrico Nazionale.
Un’infrastruttura che punta a garantire disponibilità idrica, produzione energetica e difesa del suolo, con benefici diffusi su tutto il territorio.
A fare da filo conduttore all’intero evento è stato lo slogan “Save water, no war”, richiamato dal direttore generale ANBI, Massimo Gargano, nelle conclusioni. Un messaggio che sintetizza la visione emersa dal confronto: l’acqua come risorsa da tutelare e gestire in modo sostenibile, elemento chiave per la stabilità economica e sociale del Paese.
Il passaggio dall’emergenza alla prevenzione non è più rinviabile. E, come emerso anche grazie al contributo dei Consorzi – compresi quelli abruzzesi – la strada è tracciata: serve ora uno sforzo condiviso per trasformare questa visione in una politica strutturale, capace di entrare stabilmente nel
“DNA” dell’Italia.