Scerne di Pineto, sequestrata azienda del maxi rogo

Sui cancelli della Kemipol è stato apposto un provvedimento di sequestro preventivo da parte del Nucleo Ispettorato del Lavoro

- La Redazione

Scerne di Pineto, sequestrata azienda del maxi rogo

PINETO - Sui cancelli della Kemipol, azienda chimica che nel settembre 2024 è
stata teatro di un grave incidente con incendio di sostanze chimiche e delle coperture in amianto, è stato apposto un provvedimento di sequestro preventivo da parte del Nucleo Ispettorato del Lavoro.

Accogliamo con favore l’intervento della Procura di Teramo, che sta attualmente conducendo indagini presumibilmente incentrate sulla sicurezza dei lavoratori. Auspichiamo che vengano approfonditi anche gli ulteriori elementi contenuti nel nostro esposto-denuncia, relativi alla situazione della Kemipol precedente all’incidente.

Già nel 2021 emergeva la necessità di sottoporre l’azienda a
valutazione di impatto ambientale, in relazione ai quantitativi di
sostanze detenute e all’applicazione della normativa sugli impianti a
rischio di incidente rilevante — rischio che, come purtroppo accaduto,
si è concretizzato quattro anni dopo. Ulteriori criticità riguardavano
la prossimità al fiume Vomano e gli aspetti idrogeologici legati alla
vulnerabilità della falda acquifera.

Anche il Comune di Pineto, tramite l’Ufficio Ambiente, aveva richiesto approfondimenti sulle misure di prevenzione e sulla necessità di eliminare le criticità ambientali riscontrate. L’iter amministrativo avviato dall’azienda per ottenere l’autorizzazione all’aumento dei quantitativi di stoccaggio dei prodotti chimici è stato successivamente abbandonato dalla stessa impedendo di fatto l’avvio della procedura di valutazione ambientale.

Studi condotti da ARPA avevano già evidenziato la presenza di sostanze
chimiche nella falda sotterranea, situata in prossimità dell’abitato
di Scerne.

Ribadiamo la necessità di fare piena chiarezza su alcuni aspetti fondamentali: quale fosse il quantitativo di materiale stoccato al momento dell’incendio; per quale motivo l’area operativa dell’azienda risultasse più estesa rispetto a quella dichiarata nella precedente istanza alla Regione nel
2021; per quali ragioni non siano stati disposti controlli da parte degli
uffici regionali già a partire dalle criticità emerse nel 2021.

Il Comitato Ambiente e Territorio continuerà a monitorare con attenzione la vicenda, affinché vengano accertate eventuali responsabilità e garantita la tutela della salute pubblica, dell’ambiente e dei lavoratori.

 

Comitato Ambiente e Territorio di Torre San Rocco e Scerne –
presidente Clelia Delle Curti