Sanità, la contraddizione politica di Cavallari

Verrecchia (FdI) replica alle dichiarazioni del consigliere di Abruzzo Insieme sulla gestione e sulle risorse destinate al Servizio sanitario

- La Redazione

Sanità, la contraddizione politica di Cavallari

L'AQUILA - “Prima di lanciare accuse al governo nazionale, Cavallari dovrebbe avere l’onestà politica di ricordare da dove veniamo e quali sono le responsabilità di chi ha governato il Paese e la Regione negli anni precedenti. E, soprattutto, dovrebbe aggiornarsi sui dati delle liste d’attesa in Abruzzo, che raccontano una realtà ben diversa da quella che descrive”. È quanto dichiara Massimo Verrecchia, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale d’Abruzzo, replicando alle dichiarazioni del consigliere Giovanni Cavallari sulla gestione della sanità e sulle risorse destinate al Servizio sanitario nazionale.

“La contraddizione politica che Cavallari cerca di attribuire al presidente Marsilio - afferma Verrecchia - in realtà, è tutta nelle sue dichiarazioni. Non si può ignorare che proprio i governi di centrosinistra che hanno preceduto l’attuale esecutivo abbiano avuto anni e occasioni per affrontare le criticità strutturali della sanità italiana, senza riuscire a garantire risposte adeguate. Oggi, invece, si pretende di far passare per insufficiente un incremento di risorse che ha portato il finanziamento nazionale della sanità a livelli mai raggiunti prima".

"I numeri - evidenzia - sono chiari: secondo i dati diffusi dal ministero della Salute, il Fondo sanitario nazionale è passato dai circa 126 miliardi del 2022 a quasi 143 miliardi nel 2026. Parliamo di un incremento di circa 17 miliardi nell’arco di quattro anni. A questi si aggiungono gli ulteriori stanziamenti previsti dalla legge di Bilancio, con 2,38 miliardi in più per il 2026 e 2,63 miliardi annui a partire dal 2027. Cavallari cita i 2,4 miliardi come se rappresentassero l’intero investimento del governo Meloni nella sanità, omettendo invece il quadro complessivo delle risorse e la progressiva crescita del finanziamento del Servizio sanitario nazionale".

"Una rappresentazione parziale che non aiuta a comprendere la reale dimensione degli stanziamenti - aggiunge il capogruppo di Fratelli d’Italia -. Sulle liste d' attesa, Cavallari si aggiorni: l'Abruzzo è al settimo posto in Italia. Ma c’è un altro aspetto che evidentemente sfugge al consigliere Cavallari, forse troppo impegnato a occuparsi di Protezione civile per seguire con la necessaria attenzione l’evoluzione dei dati sanitari regionali. Secondo gli ultimi dati Agenas riferiti al periodo gennaio-settembre 2026, l’Abruzzo ha raggiunto l’84,9% delle prime visite specialistiche erogate entro i tempi previsti, rispetto al 75,7% dello stesso periodo del 2025. Un miglioramento di 9,2 punti percentuali che colloca la nostra regione al settimo posto nella graduatoria nazionale. Anche sul fronte degli esami diagnostici si registra un avanzamento: la percentuale delle prestazioni erogate nei tempi è salita dal 74,7% al 79,8%, con un incremento di 5,1 punti".

"Sono risultati che non significano affatto che tutti i problemi siano risolti - commenta Verrecchia - perché ben sappiamo che le criticità esistono e che occorre continuare a lavorare ma raccontano un percorso di miglioramento concreto, che Cavallari dovrebbe almeno riconoscere prima di formulare giudizi così categorici".

"La battaglia per il riparto del Fondo sanitario nazionale è una battaglia per l'equità - torna a ribadire Verrecchia -. Il presidente Marsilio non ha mai smesso di rivendicare una diversa e più equa ripartizione del Fondo, perché l’Abruzzo non può continuare a essere penalizzato da criteri che non valorizzano adeguatamente le caratteristiche della nostra popolazione, le condizioni territoriali e i reali bisogni assistenziali. Questa istanza non è alternativa alla richiesta di maggiori risorse nazionali: le due cose vanno di pari passo. Servono più finanziamenti, ma serve anche che vengano distribuiti secondo criteri realmente equi, capaci di garantire a tutte le Regioni le risorse necessarie per assicurare i Livelli essenziali di assistenza".

"Quanto alla mobilità sanitaria, alle criticità organizzative e alla pressione fiscale - continua il Consigliere - nessuno pensa di negare i problemi. Sono questioni che richiedono interventi strutturali, programmazione e responsabilità. Ma non si può pretendere di risolvere in pochi anni criticità che si sono stratificate nel corso di decenni, facendo finta che le responsabilità del passato non esistano. Cavallari farebbe bene, quindi, a evitare lezioni di coerenza e a confrontarsi con la realtà dei numeri. Il governo Meloni ha progressivamente incrementato le risorse destinate alla sanità, mentre la Regione Abruzzo sta portando avanti un lavoro che, sui tempi delle prime visite, trova oggi un riscontro concreto anche nei dati Agenas".

"La sanità non è materia sulla quale fare propaganda o costruire polemiche strumentali. È una responsabilità istituzionale che richiede serietà, investimenti e risultati. Ed è esattamente su questi tre fronti che continueremo a lavorare, nell’interesse dei cittadini abruzzesi”, conclude Verrecchia.