San Nicolò a Tordino, intitolata una via a Graziano Petrini
Sabato 18, alle 18:30, a San Nicolò, l’intitolazione dell’attuale via Papa Giovanni XXIII a Graziano Petrini
- La Redazione
TERAMO - Sabato 18 luglio, alle ore 18:30, nell’ambito delle iniziative collegate alla rassegna di teatro dialettale “Sotto le Stelle”, giunta alla XXIV edizione ed organizzata, come ogni anno, dall’Associazione di promozione sociale Città Futura con il patrocinio e il contributo del Comune di Teramo, della Provincia di Teramo, del BIM e della Fondazione Tercas e il patrocinio della Presidenza del Consiglio regionale, si svolgerà la cerimonia di intitolazione dell’attuale via Papa Giovanni XIII a Graziano Petrini.
L’intitolazione, fortemente voluta dall’Amministrazione comunale, oltre a inserirsi nell’attività portata avanti dall’ente di revisione delle cosiddette “doppie vie” presenti sul territorio, intende onorare una figura particolarmente significativa della vita civile, sociale e associativa del territorio teramano.
Al suo lavoro in banca, ha infatti sempre affiancato l’attività di volontariato all’interno di diverse realtà associative e culturali locali e provinciali e, dopo la diagnosi di leucemia, dimostrando una straordinaria forza d’animo, trasformò dolore e paura in aiuto gli altri.
Nel 2010, insieme all’allora primario di Ematologia dell’ospedale di Pescara Giuseppe Fioritoni, contribuì a promuovere la realtà dell’AIL, l’Associazione Italiana contro le leucemie, i linfomi e il mieloma, nel territorio abruzzese. Un’attività che ha dato successivamente vita, anche grazie alla collaborazione del cognato di Petrini, Claudio Boffa, alla sezione AIL di Teramo, intitolata proprio a Petrini.
“La figura di Graziano Petrini è d’esempio per tutti noi – sottolineano il Sindaco Gianguido D’Alberto e l’Assessore Pina Ciammariconi – una figura a cui questo territorio è particolarmente legato e al quale, con questa intitolazione, vogliamo rendere omaggio. Graziano Petrini, con il suo impegno, ci ha ricordato come la solidarietà, il mettersi a disposizione dell’altro, il saper guardare alla malattia senza arrendersi mai, siano alla base di una comunità che non lascia nessuno indietro”.