Salita Izzone, i lavori ancora fermi e la pazienza infinita dei residenti

Di Marcantonio fortemente a disagio: "Abbiamo voluto una scelta di qualità e sensibilità che in qualche maniera al momento ci penalizza nelle tempistiche"

- La Redazione

Salita Izzone, i lavori ancora fermi e la pazienza infinita dei residenti

TERAMO -  I lavori infiniti in via Salita Izzone.

Iniziati in ritardo, poi bloccati, poi ripartiti e poi di nuovi fermati. Stiamo parlando del rifacimento della pavimentazione, che fino tre anni fa era di semplice asfalto. Era il 2023: poi l'intervento per la sistemazione delle acque nere e bianche, con il rifacimento dei sottoservizi ad opera della Ruzzo Reti.

In tutto questo il ritrovamento dell'antica pavimentazione, con pietre di fiume e un'antica scalinata. Dopo alcuni mesi arriva la decisione di dare maggiore dignità alla strada che corre parallela a vico del Nardo e via Mazzaclocchi, dove c'è una pavimentazione di sampietrini.

Parte il progetto per la riqualificazione. Tutto bellissimo se non fosse che da tre anni si assiste ad un rimpiallo di responsabilità tra Comune di Teramo e Soprintendenza sullo stato delle cose e sul progetto. Tutto da rifare?

Dalle parti di via Carducci tante promesse e pochi fatti: i residenti, per la maggior parte anziani e taluni anche disabili, l'infinita pazienza di dover attendere, ancora e ancora. La strada è impraticabile e pericolosa ma loro sanno bene cosa sia la resilienza, mentre Comune e Sopritendenza sembrano avere dimenticato una certa forma di sensibilità e di empatia, forse perchè immersi in tanti, troppi documenti. Il cittadino non è certo un numero astratto.

Colloquiando con l'assessore di competenza Marco Di Marcantonio, quasi in imbarazzo anche lui, si è solo riusciti a sapere questo: "Stiamo lavorando per far ripartire i lavori al più presto senza, speriamo, doverci più fermare. Non nego, come rappresentato a tutti gli attori, che vivo e viviamo per onestà intellettuale un forte disagio. Abbiamo voluto una scelta di qualità e di sensibilità che in qualche maniera, al momento, ci penalizza nelle tempistiche. Speriamo si chiuda quanto prima e non se ne parli più".

L'assessore parla di scelte di qualità ma nel frattempo sono oltre tre anni che i residenti hanno dimenticato cosa sia la qualità della vita.

C'è poco altro da aggiungere, diciamo così.