Riforma idrica, D'Alberto: "Penalizzato il teramano, aumenteranno i costi"
Preoccupazione del sindaco per l'accelerazione dell'iter di approvazione ed emendamenti peggiorativi rispetto alla proposta iniziale
- La Redazione
TERAMO - “L’accelerazione impressa all’iter di approvazione della legge di riforma del sistema idrico, insieme ad emendamenti che sarebbero addirittura peggiorativi rispetto alla proposta iniziale, non possono che acuire la preoccupazione per l’ennesima penalizzazione del nostro territorio. La nostra provincia, grazie agli investimenti portati avanti negli anni e ad una gestione oculata del servizio da parte della Ruzzo Reti, è la provincia più virtuosa d’Abruzzo, dove si paga la tariffa più economica e dove si registra la percentuale più bassa in termini di dispersione della risorsa idrica. Con questa riforma, ancora una volta, le criticità degli altri territori verranno scaricate sulla provincia di Teramo e a pagare per le inefficienze altrui sarà la nostra comunità. E questo è inaccettabile. L’accorpamento in due sub-ambiti con altrettanti gestori, se non addirittura la conferma di un unico ambito con un gestore unico su tutto il territorio regionale, non sarà neutro, ma si configurerà come una redistribuzione dei costi territoriali, con il teramano che risulterà il più penalizzato, registrando in ogni caso un aumento importante della tariffa pagata dai cittadini”.
Intervenendo nuovamente sulla riforma del sistema idrico regionale, che dopo la chiusura della fase delle audizioni dovrebbe arrivare in consiglio per l’approvazione entro la fine di maggio – almeno nelle intenzioni dei proponenti – il Sindaco Gianguido D’Alberto torna ad esprimere la propria preoccupazione per il futuro del servizio sul territorio teramano. E questo anche alla luce di alcuni emendamenti che, per il primo cittadino, andrebbero a disegnare ancora una volta un Abruzzo a due velocità.
“Nell’ipotesi dei due sub ambiti, si va a spostare ancora una volta l’asse su L’Aquila e Pescara, a discapito di Teramo e Chieti – prosegue D’Alberto – e lo conferma, tra le altre cose, l’emendamento relativo alla nuova Assemblea dei Sindaci. Il testo originario prevedeva infatti che nel caso della suddivisione in due sub ambiti ogni ASSI fosse presieduta e convocata dal Presidente della Provincia con il maggior numero di abitanti. Con l’emendamento che sarà presentato viene previsto invece che a presiederle sia il Sindaco del Comune demograficamente più grande, che nel caso dei sub ambiti saranno ovviamente Pescara e l’Aquila. L’ennesima conferma di quanto abbiamo sempre sostenuto”.
Per il Sindaco di Teramo l’attuale proposta, oltre a non tenere in alcuna considerazione le istanze arrivate dal territorio teramano, non risponderebbe nemmeno all’obiettivo dichiarato di raggiungere economie di scala e un miglioramento del servizio complessivo su tutto il territorio regionale con un tariffa equa per tutti i cittadini.
“La qualità e l’economicità del servizio non dipendono solo dall’ampiezza degli ambiti e da eventuali accorpamenti – conclude il primo cittadino – perché è essenziale tenere conto delle specificità di ogni territorio. Mettere insieme territori con situazioni molto diverse, anche in termini di reti e investimenti, rischia di penalizzare i territori più virtuosi e generare miglioramenti solo ed esclusivamente per quelle realtà che ad oggi registrano le criticità maggiori. La solidarietà tra territori non può penalizzare sempre il Teramano, che in termini di servizi pubblici essenziali vanta sicuramente delle eccellenze. Se la suddivisione in due sub ambiti è a mio avviso sbagliata, lo è ancor di più l’ipotesi di un solo ambito con un unico gestore. In questo caso, inoltre, anche l’ipotesi di forme di collaborazione, compresa quella consortile, tra gli attuali gestori in house del servizio, non può che intendersi come una strada transitoria verso il gestore unico, altrimenti si andrebbe, anche in questo caso, in direzione contraria agli obiettivi perseguiti”. - Ufficio Stampa -