Referendum, vince chiaramente il NO sul SI del centro destra
Abbiamo raccolto le impressioni sull'esito di Manola Di Pasquale e di Tommaso Navarra
- Walter Cori
TERAMO - I nostri interlocutori nel corso della campagna referendaria si sono esposti ed impegnati personalmente nel Comitato per il NO (Avv. Manola Di Pasquale) ed in rappresentanza della Società Civile fortemente impegnata per il NO (Avv. Tommaso Navarra). La loro soddisfazione:
Manola Di Paquale: "Quando ho visto le prime proiezioni del risultato elettorale, che davano il “No” nettamente in vantaggio e con una partecipazione significativa degli elettori, mi sono profondamente commossa. Ho avuto la chiara sensazione che gli italiani abbiano compreso fino in fondo l’importanza di questo voto. Non era una scelta neutra: in gioco c’era una precisa visione dello Stato, accentratrice, orientata a operare senza adeguati contrappesi, e distante dall’equilibrio tra i poteri voluto dai nostri Costituenti. Un equilibrio costruito a garanzia della democrazia, delle libertà e dei diritti, conquistati anche attraverso sacrifici enormi e la perdita di vite umane. Questo risultato mi conforta profondamente. La nostra Costituzione è il baluardo della democrazia e la guida del nostro ordinamento: non può essere piegata o modificata per meri capricci politici o esigenze contingenti. Il voto di oggi dimostra che questo messaggio è stato compreso. Ora è necessario costruire un progetto per l’Italia, credibile , attuale riformatore ed aggregante di tutte le forze politiche e civiche per dare una risposta ai veri problemi dell’Italia".
Tommaso Navarra: Il dato di proiezione va preso sempre con estrema cautela anche se, soprattutto in questo caso, esprime una volontà popolare di ampia e piena partecipazione che non si vedeva da decenni.
I cittadini hanno compreso l'importanza dello scrivere insieme le regole costituzionali e ancora una volta hanno espresso un attaccamento “di testa e di cuore” ai valori costituzionali e ad un testo normativo limpido frutto storico, per dirlo con le parole di Aldo Moro, di un “vero e proprio miracolo costituente” che seppe unire i Padri delle nostre Istituzioni da Calamandrei a Crisafulli, da Mortati a Terracini, da La Pira a Togliatti, da De Gasperi a Nenni.
Ho visto molti, molti giovani per la prima volta interessarsi all'esito politico di un referendum; l'ultima volta era stata nel 1991 con il referendum Segni, il cui esito aprì una nuova stagione politica frutto di volontà di cambiamento.
Penso che oggi si apra una nuova fase e tutti i partiti ne possano e ne debbano essere umilmente consapevoli per non tradire la loro indispensabile ma non sempre attuata funzione di “concorrere con metodo democratico alla vita del paese”.