Referendum, ANPI Val Vibrata: "Trionfa la Costituzione"

Cittadini e giovani uniti nel NO per difendere i principi antifascisti e la separazione dei poteri

- La Redazione

Referendum, ANPI Val Vibrata: "Trionfa la Costituzione"

VAL VIBRATA - La sezione ANPI Val Vibrata, nel ricordo profondo e sentito dell’eccidio delle Fosse Ardeatine perpetrato a Roma il 24 marzo 1944 dai nazisti con la collaborazione dei fascisti, esprime profonda gratitudine a tutte le cittadine ed a tutti i cittadini che nelle giornate del 22 e 23 marzo si sono recati ai seggi per difendere la nostra Carta Costituzionale antifascista nata dalla lotta di Resistenza.

Si perché ieri con la netta vittoria del NO, grazie anche ai tantissimi e meravigliosi giovani, ha trionfato la Carta Costituzionale con i suoi valori e principi: si è scelto di difendere i principi della separazione dei poteri, della indipendenza ed autonomia della magistratura, negando la sottoposizione della giustizia a logiche di parte ed alla discrezionalità del potere esecutivo, che ne avrebbe minato l’imparzialità e l’indipendenza.

E’ stato respinto l’ennesimo tentativo di imporre riforme su temi così complessi a colpi di maggioranza.

L’Anpi Sezione Val Vibrata ringrazia vivamente i tanti cittadini ed operatori del diritto, Avvocati e Magistrati, che unitariamente, all’interno del Comitato della società civile per il NO, si sono spesi instancabilmente per sensibilizzare, mobilitare e respingere una riforma truffa in difesa della Carta Costituzionale, ed oggi più che mai valgono le riflessioni di Piero Calamandrei in occasione di un suo discorso all’Assemblea Costituente nel 1947:

L'indipendenza che noi rivendichiamo per i magistrati non è un privilegio dei magistrati: è una garanzia dei cittadini. 

Perché il cittadino sia libero, occorre che il giudice sia indipendente.

Ma v'è un punto su cui la discussione è stata più viva: quello del Pubblico Ministero. Si è detto da alcuni: "Sia pure l'indipendenza per il giudice che giudica; ma il Pubblico Ministero, che è il promotore della giustizia, che è l'organo che deve dare l'impulso al processo, deve essere in qualche modo collegato al Potere esecutivo". Noi abbiamo risposto di NO.

Abbiamo risposto che anche il Pubblico Ministero deve essere un magistrato; che anche il Pubblico Ministero deve avere le stesse garanzie di indipendenza del giudice.

Perché se voi lasciate il Pubblico Ministero sotto la dipendenza del Governo, voi venite a mettere la giustizia penale sotto la dipendenza della politica.

Se il Pubblico Ministero deve attendere un cenno del Ministro per sapere se deve o non deve iniziare un processo penale contro un uomo politico, se deve o non deve insistere nell'accusa, in quel momento la giustizia penale è finita, e la libertà del cittadino è perduta.

Il Pubblico Ministero, nell'ordinamento che noi abbiamo tracciato, non è l'avvocato dell'accusa: è un magistrato, il quale ha l'obbligo di cercare la verità, anche se la verità giova all'imputato. Egli appartiene all'ordine giudiziario; egli respira la stessa aria di imparzialità che respira il giudice.

Questa è l'unità della magistratura che noi abbiamo voluto difendere: l'unità che deriva da una comune cultura, da un comune concorso, da una comune coscienza di magistrato che non deve servire nessun altro padrone se non la legge.

Caro Calamandrei, anche il popolo italiano ieri ha risposto con un fermo e netto NO. - Francesco Antonini Presidente Anpi Sezione Val Vibrata -