Prospettiva Atri: ci siamo e ci mettiamo la faccia
Molte cose non funzionano nei primi due anni dell'amministrazione Ferretti
- Walter Cori
ATRI - Il 19 giugno siamo tornati in piazza per fare ciò che la politica dovrebbe sempre avere il coraggio di fare: esserci, metterci la faccia, spiegare le proprie posizioni e confrontarsi direttamente con i cittadini.
Abbiamo tracciato il bilancio dei primi due anni di questa amministrazione Ferretti, ma non ci siamo limitati a denunciare ciò che non funziona. Abbiamo rimesso al centro le nostre proposte, la nostra idea di governo e il progetto della città che vogliamo ricostruire dopo anni di scelte che hanno progressivamente ridimensionato Atri.
Prospettiva Atri è una comunità politica coesa che studia i problemi,ne discute, propone soluzioni, crede nella socialità e nella coesione della nostra comunità ed è pronta ad assumersi la responsabilità di governare la città.
Abbiamo parlato di un Comune sceso sotto i diecimila abitanti, di giovani costretti ad andare via, di famiglie in difficoltà e di un Piano di riequilibrio determinato dalle scelte politiche dell’intera maggioranza Ferretti.
Un piano che condizionerà Atri per quindici anni, limitandone la capacità di investire nello sviluppo, nei servizi e nella manutenzione. A questa situazione non contrapponiamo slogan, ma una prospettiva: politiche capaci di attrarre investimenti, sostenere le attività economiche, semplificare la burocrazia e creare
nuove opportunità di lavoro.
VIABILITÁ - Abbiamo contestato una viabilità modificata pesantemente, in maniera confusionaria e senza confronto con cittadini e commercianti, l’aumento dei parcheggi a pagamento, la cancellazione del trasporto urbano e i ritardi sulla sicurezza stradale.
Provvedimenti che evidenziano criticità anche dal punto di vista amministrativo e che fanno esporre il comune ad altri danni economici.
Dove erano gli assessori quando queste decisioni venivano assunte? Più volte interrogati in Consiglio comunale, non hanno mai spiegato le proprie posizioni.
La nostra alternativa è una mobilità costruita attraverso l’ascolto e un Piano di Traffico Urbano condiviso e puntuale, fondato su sicurezza, accessibilità, trasporto pubblico e tutela del centro storico.
CASE POPOLARI - Abbiamo ricostruito la vicenda degli alloggi ATER, ricordando che è stato necessario il Consiglio comunale straordinario richiesto dalla minoranza perché la situazione iniziasse finalmente a essere affrontata.
Pochi giorni dopo il Consiglio si è tenuto un primo sopralluogo congiunto tra ATER e Comune. Se è bastato così poco per cominciare ad affrontare concretamente il problema, è legittimo chiedere dove siano stati in questi anni l’assessore al sociale e gli altri componenti della Giunta, nonostante le telefonate, le PEC e le segnalazioni dei residenti. Eppure durante le campagne elettorali questa maggioranza é stata sempre pronta a salire sul “Treno”.
Per noi la casa è un diritto, non un favore concesso dalla politica. L’ATER deve garantire manutenzione, sicurezza e dignità. Quando questo non accade, la politica ha il dovere di tutelare i cittadini. Noi lo stiamo facendo concreramente. CIMITERI - Abbiamo denunciato per l'ennesima volta le condizioni del cimitero e ricordato l’ennesimo impegno non mantenuto da questa maggiornaza, che durante il Consiglio dell’8 giugno per mezzo del sindaco aveva dichiarato di poter migliorare la manutenzione entro dieci giorni. Noi e la città, purtroppo, siamo ormai abituati a promesse che non vengono seguite dai fatti.
SCUOLA MEDIA - Abbiamo chiesto prudenza e trasparenza sulla demolizione della scuola Mambelli e sul rinvenimento di materiali contenenti amianto: pubblicazione degli atti, controlli ambientali e massima tutela della salute pubblica.
Abbiamo presentato richieste precise, ma i documenti non sono ancora pervenuti. In questa vicenda i gravi silenzi del sindaco e della giunta hanno prodotto soltanto incertezza, confusione e preoccupazione tra i cittadini.
SERVIZI LAVORO e SVILUPPO - Abbiamo parlato di sviluppo, lavoro e servizi. In Consiglio comunale abbiamo chiesto più volte all’assessore al lavoro quali politiche e quali provvedimenti fossero stati messi in campo. Anche in questo caso abbiamo ricevuto soprattutto silenzi.
Prospettiva Atri non vuole iniziative occasionali o posti di lavoro utilizzati come annunci temporanei, incapaci di offrire stabilità alle persone che servono solo a preparare la campagna elettorale. Vogliamo politiche strutturate per giovani, famiglie,imprese, professionisti e attività commerciali. Servono scelte coraggiose, concrete e verificabili.
Va ricordato come l’assessore ha inoltre accettato che nel Documento unico di
programmazione economica il capitolo dedicato al lavoro venisse fortemente ridimensionato.
Un assenso tacito condiviso, politicamente, dall’intera Giunta. Abbiamo riproposto la trasformazione di Palazzo Cardinal Cicada in uno spazio permanente dedicato a coworking, smart working, formazione, incubazione di imprese e start-up, un
lungo che incentivi soprattutto l'impresa giovanile e attiri i nomadi digitali Per fare questo peró serve anche una cittá accessibile.
Non un contenitore utilizzato per progetti a scadenza e fotografie durante i tagli del nastro, ma un luogo capace di produrre opportunità durature.
TURISMO - Anche sul turismo la differenza è chiara.
Non basta riempire Atri per tre o quattro giornate e lasciare la città vuota per il resto dell’anno. Servono una strategia annuale, il collegamento costante e garantito tra centro storico, costa, Calanchi e frazioni, la promozione nazionale e internazionale del patrimonio e un sistema capace di generare pernottamenti, commercio ed economia. Nonostante la lunga continuità di governo dello stesso assessore, che ricopre anche il ruolo di vicesindaco, il turismo ad Atri continua a essere gestito in maniera approssimativa e senza una visione riconoscibile.
Lo stato di abbandono delle fontane archeologiche, insieme all’incuria che interessa la città e le sue frazioni, dimostra quanto sia ancora distante la propaganda dalla cura concreta del patrimonio.
CULTURA - Sulla cultura abbiamo posto una questione politica fondamentale. Le associazioni, grazie alle loro idee e al loro impegno, svolgono un ruolo essenziale per la vita culturale e sociale di Atri. Eppure i fondi pubblici continuano a essere assegnati senza bandi strutturati e aperti, senza criteri preventivamente definiti e senza garantire a TUTTE le realtà associative del Comune la stessa possibilità di partecipare. Le risorse pubbliche non appartengono a un assessore o a una maggioranza. Appartengono all’intera comunità. Queste devono essere distribuite attraverso bandi, regole trasparenti, valutazioni motivate e pari accessibilità per tutte le associazioni.
SPORT - Abbiamo infine denunciato le condizioni inaccettabili nelle quali versano da anni praticamente tutte le strutture sportive comunali.
Anche l’assessore allo sport e alla manutenzione è stata più volte interrogata. Le abbiamo chiesto quale fosse il suo progetto per recuperare gli impianti e quali provvedimenti intendesse adottare per tutelare la salute dei bambini che frequentano palestre nelle quali è stata segnalata da tempo la presenza di muffa.
Anche qui abbiamo assistito a pesanti silenzi o a risposte vaghe, prive di tempi e impegni concreti. La nostra idea è semplice: lo sport è un servizio pubblico. Significa giovani, salute, inclusione e comunità. Considerando le condizioni alle quali sono state lasciate tutte le strutture, è necessaria una programmazione puntuale degli interventi. Non bastano targhe, fotografie, post sui social o una panchina collocata in mezzo "al deserto".
CONCLUSIONI - Di tutto questo non risponde soltanto il sindaco. Ogni componente della Giunta ha precise responsabilità politiche e gestionali: per le scelte compiute, per i problemi ignorati e per il silenzio mantenuto davanti al Consiglio comunale e alla città.
La strategia appare evidente: mentre il sindaco si avvia verso la conclusione del suo ultimo mandato e si espone in prima persona, gli altri componenti della Giunta sembrano pensare di poter nascondere dietro di lui le proprie mancanze politiche e amministrative. Non è così.
Non è così.
Chi fa parte della Giunta condivide le decisioni, le omissioni e i risultati dell’Amministrazione.
Sottrarsi al confronto e non assumersi le proprie responsabilità significa mancare di rispetto ai cittadini.
Noi abbiamo scelto un’altra strada.
Abbiamo scelto la piazza, l’ascolto e il confronto. Abbiamo scelto di raccontare i problemi, ma soprattutto di indicare una direzione.
Prospettiva Atri continuerà a esserci: in Consiglio comunale, nelle frazioni, nei quartieri e nelle piazze. Continueremo a costruire e presentare la nostra idea di governo : un Comune trasparente. Una città curata. Servizi accessibili. Politiche sociali. Cultura aperta a tutti. Sviluppo economico. Turismo programmato. Impianti dignitosi. Diritti garantiti senza favori.