Promozione, Lamedica: "Voglio l'Eccellenza e nient'altro"

Clamoroso lo sfogo del presidente delusissimo per la situazione della sua Rosetana

- La Redazione

Promozione, Lamedica: "Voglio l'Eccellenza e nient'altro"

di Stefano Vecellio

TERAMO - Il sipario sulla stagione della Rosetana si è chiuso nel modo più doloroso all'Ughetto Di Febo di Silvi Marina, teatro della finalissima playoff di Promozione contro il Montesilvano. Un match equilibrato e vibrante, che ha visto la Rosetana inseguire e agguantare per due volte i rivali grazie alla reazione d'orgoglio firmata da capitan Soria e Gomara, capaci di fissare il punteggio sul 2-2 al termine dei 120 minuti di battaglia. Alla lotteria dei calci di rigore, però, la Dea Bendata ha voltato le spalle ai biancazzurri, con l'errore decisivo di Valentino Cernaz che ha spalancato le porte dell'Eccellenza ai pescaresi. Per la Rosetana, reduce anche dal trionfo in Coppa Italia di categoria, resta il sapore amaro della beffa dopo una stagione da incorniciare, ma il futuro potrebbe riservare un dolce finale sulle rive dell’Adriatico, con il presidente Giuseppe Lamedica pronto a riaccendere la luce sulla nuova stagione tra le nebbie dei ripescaggi.

  • Presidente Lamedica, la sconfitta ai rigori contro il Montesilvano è una ferita ancora aperta. Come si riparte dopo una serata del genere?

“Siamo delusi, è innegabile. C'è dell'amarezza per non aver chiuso con un lieto fine una stagione che definire bellissima e stratosferica è poco. Però la Rosetana ha già messo da parte questi sentimenti negativi. Da subito ho parlato chiaramente con tutto il mio staff, con l’allenatore, con la dirigenza e con la squadra: ho detto a ognuno di loro che deve sentirsi libero di fare le scelte che ritiene più giuste per il proprio percorso, senza alcun tipo di vincolo. Non voglio obbligare nessuno a rimanere a tutti i costi. C’è consapevolezza di quello che valiamo ed è da qui che guardiamo avanti”

  • Analizzando la finale dal punto di vista tecnico, cosa è mancato alla squadra per completare l'opera nei 120 minuti?

“Abbiamo giocato al 50% delle nostre reali possibilità, e purtroppo c'è un motivo preciso. Siamo stati fermi per più di un mese prima della finale e questo stop infinito ci ha penalizzato tantissimo nel match contro il Montesilvano. Nel calcio l’aspetto mentale dei giocatori è molto più importante di quello fisico. Sulla condizione atletica in qualche modo ci puoi lavorare, ma la tenuta psicologica che determina l’approccio a una partita secca è difficile da recuperare dopo un'inattività così lunga. Questo ha creato un gap che sul campo non abbiamo potuto colmare”

  • Oltre al campo, c'è un forte rammarico che riguarda i regolamenti della Federazione. A cosa si riferisce nello specifico?

“Ci fa rabbia constatare che vincere la Coppa Italia di categoria, in tantissime leghe regionali italiane, garantisce un accesso prioritario nella griglia dei ripescaggi per la categoria superiore. In Abruzzo, purtroppo, non è così. Manca uniformità all'interno della LND, quando invece il regolamento dovrebbe essere identico in tutta Italia. Abbiamo dimostrato sul campo i nostri valori morali e sportivi, meritando ampiamente palcoscenici diversi”

  • A proposito di futuro, lei è stato categorico sulle intenzioni della società. La Rosetana accetterà di giocare ancora in Promozione?

“Su questo voglio essere chiaro e trasparente: noi vogliamo a tutti i costi giocare in Eccellenza. È la categoria che ci spetta per quanto espresso quest'anno. Non prendo minimamente in considerazione la Promozione. Se questa dovesse essere l'unica spiaggia rimasta, lo dico da ora, non iscriverò la squadra al campionato. Siamo comunque fiduciosi di ottenere il ripescaggio e guardiamo al futuro con assoluto ottimismo. La Rosetana c’è, io non mollo”

  • Per programmare un salto di categoria serve però una struttura societaria solida. Dopo i recenti addii, come vi state muovendo su questo fronte?

“È come quando progetti una casa: prima dobbiamo testare la solidità delle fondamenta e solo dopo si inizia a costruire la parte superiore. Ci stiamo muovendo con calma e lungimiranza. Attualmente sto cercando un direttore sportivo che faccia al caso nostro, oltre a figure dirigenziali che portino competenza e, soprattutto, tanta voglia di fare il bene della Rosetana. Credo che nel giro di un paio di settimane chiuderemo questi primi tasselli cruciali, poi penseremo al resto”

  • Cosa dobbiamo aspettarci invece sul fronte dei giocatori? Ci sarà una rivoluzione nella rosa?

“Siamo ancora in una fase di stallo legata alla questione del ripescaggio. Addirittura qualcuno, già prima della partita con il Montesilvano, mi aveva manifestato l'intenzione di lasciare la squadra. Ma non sono preoccupato: non ho bisogno di fare manifesti o proclami per convincere i calciatori a venire a giocare alla Rosetana. Anzi, ci potrebbero essere diverse conferme rispetto alla rosa di questa stagione, perché in gruppo abbiamo elementi di assoluto valore che potrebbero affrontare il campionato di Eccellenza senza alcun tipo di problema”

  • In questa fase di riorganizzazione, che ruolo giocheranno le istituzioni locali e il tessuto economico di Roseto?

“Sentiamo l’amministrazione comunale e la città molto vicine alla nostra causa. Il Comune sta pensando di fare un tavolo di riunione e sta sondando le intenzioni dell'Universal per capire se si possano creare sinergie a livello di sponsor e di risorse economiche. Dal mio punto di vista, unire le forze tra le due realtà calcistiche rosetane sarebbe la soluzione migliore. Se nel basket cittadino è stato possibile creare un consorzio di quote, una sinergia simile può e deve essere attuata anche nel calcio per garantire un futuro sportivo roseo. In primis, andranno comunque risolte alcune questioni aperte proprio con il Comune. Noi chiediamo solo di poter partecipare all'Eccellenza e dire la nostra, ma serve collaborazione da parte di tutti”.