Pezzopane: "80 anni dal primo voto delle donne grazie alle madri costituenti"

"Il loro coraggio hanno aperto una strada nuova per l’Italia" prosegue la consigliera

- La Redazione

Pezzopane: "80 anni dal primo voto delle donne grazie alle madri costituenti"

L'AQUILA - Ottant’anni fa, il 2 giugno 1946, milioni di donne italiane entrarono nella storia. Per la prima volta votarono da cittadine, non da spettatrici. Scelsero la Repubblica, e con essa un nuovo inizio. Andarono al seggio con il vestito della festa, come nel film di Paola Cortellesi: non leggerezza, ma la dignità solenne di chi sa di attraversare un confine della storia.

A quelle donne e a tutte le donne che scelsero la Repubblica e il cambiamento, lasciandosi alle spalle la monarchia complice del nazifascismo, va la nostra più profonda riconoscenza. Un pensiero particolare va oggi qui a L’Aquila a Maria Federici Agamben, alla quale abbiamo  reso  omaggio, tra le protagoniste di quella stagione costituente. Una delle 5 donne presenti nella Xommsiione speciale che scrisse la Costituzione. Come lei stessa affermava: "Ogni conquista civile è fragile se non viene continuamente difesa dalla coscienza e dall’azione dei cittadini". Con il loro coraggio hanno aperto una strada nuova per l’Italia.

Da allora sono arrivate conquiste decisive: il diritto al lavoro, l’accesso a professioni prima negate, il divorzio e, insieme a questo, il diritto all’interruzione volontaria di gravidanza. Il diritto di famiglia, le norme contro la violenza maschile ed il femminicidio e tante altre battaglie vinte. Diritti che hanno reso possibile una parola semplice e rivoluzionaria: scelta.

Oggi, però, troppo spesso il voto rischia di diventare distanza. Troppe donne si allontanano dalle urne, come se quel diritto non fosse più una conquista da vivere, ma una libertà da lasciare in disparte. Il voto non è mai stato solo un diritto: è un modo di esserci nel mondo. E ogni volta che non lo si esercita, si rende un po’ più silenziosa la democrazia. Riprendiamo i quelle schede in mano con lo stesso desiderio di cambiamento del 2 giugno 1946.

Quel primo 2 giugno ci ha affidato un compito: ricordare che l’uguaglianza non si eredita, si pratica. Nei giorni di tutti i giorni. E in quell’atto semplice e decisivo che è il voto. Grazie a quelle magnifiche donne, alle nostre madri costituenti. Viva la Festa della Repubblica. - Stefania Pezzopane Consigliera comunale L’Aquila -