Ospedale Val Vibrata, squilibrio nella programmazione sanitaria
Dopo l'assemblea del 6 marzo il Comitato chiede ulteriori incontri con le istituzioni
- La Redazione
SANT'OMERO - Il Comitato Civico per la tutela dell'ospedale Val Vibrata e della sanità pubblica torna a farsi sentire. Forte della Piattaforma programmatica — il documento di analisi e proposta già presentato e condiviso pubblicamente all'assemblea del 6 marzo scorso — il Comitato avvia ora una nuova fase di iniziative, che prevede un piano strutturato di interlocuzione istituzionale a partire dai Sindaci della Val Vibrata, ai quali è stata inoltrata una richiesta ufficiale di incontro e con i quali si auspica di aprire un confronto concreto nell'interesse dei cittadini vibratiani e dell'intera provincia teramana.
Nel mirino c'è la Legge regionale n. 60 del 2023, che disciplina la programmazione dell'offerta sanitaria in Abruzzo. L'analisi condotta dal Comitato nella propria Piattaforma programmatica evidenzia come il metodo applicato dalla Regione per distribuire le risorse ospedaliere sul territorio produca un grave squilibrio a danno della provincia di Teramo.
I numeri non lasciano spazio a interpretazioni. Il caso più emblematico riguarda le Unità Operative Complesse (UOC) di Chirurgia Generale. La normativa nazionale — in particolare il DM 70/2015 — individua un bacino d'utenza compreso tra 100.000 e 150.000 abitanti per ciascuna UOC. Su una popolazione regionale di circa 1,3 milioni di abitanti, il numero totale di UOC è stato correttamente fissato in 13. Il problema sta nel come si è arrivati alla distribuzione territoriale.
La prassi corretta — quella che la logica stessa della norma impone — prevede che si parta dalle singole ASL: si calcolano i residenti, si applicano i bacini d'utenza previsti dal DM 70/2015, e si determina quante unità operative spettano a ciascun territorio. Solo alla fine si sommano i risultati per ottenere il totale regionale. La Regione Abruzzo ha invece invertito il procedimento: ha fissato prima il totale di 13, e poi lo ha ripartito tra le ASL secondo criteri che i dati stessi smentiscono. Il risultato: 4 UOC all'Aquila, 4 a Chieti, 3 a Pescara, sole 2 a Teramo.
Le conseguenze sono plasticamente evidenti: la ASL di Teramo si ritrova a coprire un bacino di 154.000 abitanti per ognuna delle 2 UOC previste — il valore più alto tra le quattro province, superiore persino al tetto massimo fissato dalla norma (150.000 abitanti). A L'Aquila, al contrario, il bacino scende a 74.000 abitanti per UOC, meno della metà. Se si fosse applicato il metodo corretto, Teramo avrebbe 3 UOC, Pescara 3, Chieti 4, L'Aquila 3: il totale regionale resterebbe invariato a 13, ma la distribuzione rifletterebbe i bisogni reali del territorio.
Il paradosso si aggrava se si considera che una delle quattro UOC attribuite a L'Aquila corrisponde alla Clinica privata convenzionata "L'Immacolata" di Celano, che in base alla dotazione di 21 posti letto, viene equiparato a una UOC pubblica; 21 posti letto nonostante i report di attività fino al 2019 — anno di riferimento della legge di riordino — attestino un loro tasso di utilizzo inferiore al 50%.
Lo squilibrio si ripete anche sul fronte dei posti letto complessivi: Teramo registra 3,29 ogni mille abitanti, contro i 3,38 di Chieti, i 4,34 di Pescara e i 4,41 de L'Aquila. Lo stesso metodo distorto, gli stessi effetti; si prestabilisce l’indice di posti letto ogni mille abitanti e il loro numero complessivo degli stessi, che poi vengono distribuiti nelle singole ASL, in maniera disomogenea.
"È la somma che fa il totale, non viceversa" commenta il Comitato, con l'ironia di chi sa che certe verità non andrebbero nemmeno enunciate, perché dovrebbero essere ovvie. "Non è una nostra tesi: è la logica elementare che dovrebbe guidare qualsiasi programmazione sanitaria equa. La Regione l'ha capovolta, e i cittadini della Val Vibrata e dell’intera provincia di Teramo, ne pagano il prezzo".
Il Comitato rivolge alle istituzioni le seguenti richieste:
- L'avvio di incontri ufficiali con i sindaci della Val Vibrata, per l’esame ed eventualmente la condivisione della Piattaforma programmatica;
- la revisione del criterio di distribuzione delle UOC e dei posti letto nella programmazione regionale, in applicazione rigorosa del DM 70/2015 e della sua logica territoriale;
- il ripristino della UOC di Chirurgia del Val Vibrata, sottratta al territorio da una distribuzione delle risorse che i dati dimostrano essere iniqua;
- il ripristino della UOC di Ostetricia-Ginecologia dell’ospedale Val Vibrata, pienamente giustificata dal dm 70 e dal numero dei parti;
- il ripristino della UOSD di Oncologia Giulianova-Sant’Omero, inspiegabilmente declassata a semplice servizio.
Il Comitato esprime apprezzamento per i segnali di apertura già manifestati da alcune istituzioni e confida che la solidità dell'analisi tecnica, unita alla mobilitazione della comunità civica, possa tradursi in un percorso concreto di riequilibrio — che, per quanto graduale, non può essere ulteriormente rinviato. - Comitato Civico Ospedale Val Vibrata -