Orsa Amarena, udienza sul ricorso rinviata al 25 settembre

Il WWF ammesso tra le parti civili: si deciderà in quella data quale direzione prenderà il procedimento

- La Redazione

Orsa Amarena, udienza sul ricorso rinviata al 25 settembre

AVEZZANO - Dopo tre rinvii consecutivi per il processo dell’uccisione dell’orsa Amarena, nella discussione tenutasi ieri presso il Tribunale di Avezzano, si è avuto il provvedimento da parte del giudice che ha ammesso le parti civili. Sono state ammesse quasi la metà delle associazioni che avevano presentato istanza, tra cui WWF, rappresentato dall’avvocato Michele Pezone, e altre realtà impegnate nella tutela della fauna selvatica e della biodiversità.

In considerazione di questa nuova situazione, e del fatto che circa la metà delle associazioni è stata esclusa, il difensore dell’imputato ha chiesto un termine per rivalutare la strategia difensiva ed eventualmente richiedere un rito alternativo. Il giudice ha accolto la richiesta e ha disposto il rinvio dell'udienza al prossimo 25 settembre. Sarà quella la data decisiva per comprendere quale direzione prenderà il procedimento: patteggiamento, messa alla prova oppure processo dibattimentale.
 
L'uccisione dell'orsa Amarena, avvenuta nel territorio del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, continua a rappresentare uno dei casi più emblematici di reato contro la fauna selvatica in Italia. Amarena non era soltanto un esemplare simbolo dell'orso bruno marsicano, una delle sottospecie più rare e minacciate d'Europa, ma era diventata negli anni il volto di una possibile convivenza tra comunità locali e grandi carnivori.

La sua morte ha suscitato indignazione in tutto il Paese e ha riportato al centro dell'attenzione pubblica il tema dei crimini contro la natura, troppo spesso sottovalutati nonostante il loro impatto sulla conservazione delle specie e degli ecosistemi.

Il WWF ha rilanciato la campagna "Stop Crimini di Natura" - https://attivati.wwf.it/stop-crimini-di-natura, una petizione nazionale che chiede interventi più efficaci contro bracconaggio, avvelenamenti, traffico illegale di specie protette e altri reati ambientali che minacciano il patrimonio naturale italiano. Una mobilitazione che trova nel caso Amarena un simbolo potente della necessità di rafforzare prevenzione, controlli e tutela della biodiversità.

L'attenzione resta ora puntata sull'udienza del 25 settembre, quando si conosceranno le scelte processuali della difesa e il futuro del procedimento, destinato a rimanere centrale nel dibattito sulla protezione della fauna selvatica nel nostro Paese.