Avviati i primi balletti di prove politiche
Chi ama questa fase ha da divertirsi (tanto)
- La Redazione
TERAMO - Il reale impatto che avrà la nuova legge elettorale si potrà valutare concretamente solo dopo l'esito della sua prima applicazione, nella prossima primavera o al massimo in autunno, quando saremo chiamati alle urne per rinnovare la composizione di Camera e Senato. A una prima lettura, però, si evidenzia la volontà di blindare la governabilità con un premio di maggioranza nel caso si raggiunga il 42% del voti; la soglia di sbarramento del 3% per le liste singole e del 10% per le coalizioni; il sensibile aumento delle sottoscrizioni per la presentazione delle liste (occorreranno circa 6.000 firme) e il ritorno a un parziale sistema di preferenze per l'elezione dei candidati. Blindato il capolista, per gli altri nominativi si potranno esprimere tre preferenze e verrà eletto chi avrà riportato il maggior numero di voti, ovvero: dove la nuova legge sembra voler limitare la rappresentatività in Parlamento di piccoli partiti o formazioni estemporanee, rende però possibile l'elezione di un candidato al di là della sua posizione in lista.
Tradotto in soldoni, il ritorno alla percentuale proporzionale per i candidati in lista (fatto salvo il capolista deciso dai partiti, ovvero da Roma) potrebbe essere un vantaggio per la provincia di Teramo poiché, nonostante la perdita del collegio, c'è l'opportunità di recuperare i voti direttamente sul territorio, al di là dell'area di provenienza e della posizione in lista.
Riaprendo una serie di considerazioni. La prima è che il partito di Azione, che ora conta nell'on. Giulio Sottanelli il suo unico rappresentante in provincia, potrebbe essere preoccupato per le soglie di sbarramento e quindi ripensare se collocarsi in uno schieramento, cosa che in realtà si realizza già in un alcune amministrazioni locali. Si riapre il discorso dei “grandi candidati” dei partiti maggiori di cui si rincorrono voci già da tempo: il dualismo D'Annuntiis/Gatti da una parte, tanto per fare qualche nome, e Pepe/Mariani dall'altra; ma questa scelta sarà determinata anche dalle elezioni amministrative di Teramo previste nel 2028. Fermi restando i candidati “blindati” come D'Alfonso e Fina, ad esempio, in Abruzzo.
Fra i rumors insistenti torna in ballo il nome di Camillo D'Angelo, al momento in “ballottaggio” tra Regione e Parlamento (ma saldamente alla presidenza della Provincia fino al 2028), mentre per Gianguido D'Alberto potrebbe aprirsi la via del Senato, sempre che non decida di rimanere sindaco di Teramo fino alla scadenza naturale del mandato, nel 2028.
Insomma, il ciac è dato e il toto candidato è avviato. Chi ama la politica e i balletti avrà da divertirsi da qui al prossimo anno. - Carla Dragoni -