Movida senza regole all’Aquila
La mancata nomina del comandante della Polizia Municipale ha conseguenze sulla vita quotidiana dei cittadini
- Walter Cori
L'AQUILA - La mancata nomina del comandante della Polizia Municipale dell’Aquila in divisa e che non sia un impiegato amministrativo inadatto al ruolo, non è una semplice questione burocratica o un atto amministrativo che interessa soltanto gli addetti ai lavori. È una scelta che ha ricadute concrete e quotidiane sulla vita dei cittadini.
Troppo spesso, infatti, il dibattito pubblico tende a considerare la nomina del comandante come un tema tecnico, quasi interno all’organizzazione dell’ente. La realtà è ben diversa: senza una guida stabile del Corpo di Polizia Municipale viene meno quella capacità di coordinamento, programmazione e controllo del territorio che è indispensabile per garantire il rispetto delle regole.
Gli effetti sono ormai evidenti nella gestione della cosiddetta movida cittadina. Assistiamo a una progressiva perdita di controllo degli spazi pubblici: strade e piazze vengono occupate oltre i limiti autorizzati, con casi nei quali a fronte di concessioni per pochi tavolini si arriva a occupazioni ben più ampie; gli orari di chiusura dei locali vengono spesso disattesi; le prescrizioni sui limiti acustici vengono ignorate.
L’ultimo episodio, avvenuto nel fine settimana scorso nella zona del Castello, è emblematico: musica protratta fino alle tre e mezza/quattro del mattino a livelli ampiamente superiori a quelli consentiti, con grave pregiudizio per il riposo dei residenti e per la qualità della vita di un’intera area della città.
A questo si aggiungono situazioni di crescente disagio legate all’occupazione indiscriminata degli spazi pubblici, con strade e aree di passaggio rese difficilmente accessibili, fino a creare potenziali problemi anche per il transito dei mezzi di soccorso.
Sia chiaro: nessuno vuole una città spenta. La vita notturna, gli eventi e le attività economiche sono una componente importante di una comunità dinamica. Ma una città equilibrata è quella nella quale i diritti convivono: il diritto degli esercenti a lavorare e quello dei cittadini a vivere, riposare e utilizzare gli spazi pubblici.
Il problema non è la movida. Il problema è una movida senza regole.
Questa situazione non nasce dal caso, ma da precise scelte politiche. La sensazione sempre più diffusa tra i cittadini è che questa amministrazione abbia scelto di privilegiare il consenso di una parte della città, quella legata alle attività della notte, trascurando le esigenze e i diritti di migliaia di residenti che chiedono semplicemente il rispetto delle regole.
Amministrare significa assumersi la responsabilità di fare scelte anche quando non sono le più semplici o le più convenienti dal punto di vista elettorale. Significa tutelare l’interesse generale, non quello di una singola categoria.
Per questo chiediamo nuovamente all’amministrazione comunale di procedere senza ulteriori ritardi alla nomina del comandante della Polizia Municipale e di restituire alla città un sistema efficace di controlli e di rispetto delle norme.
Le regole approvate da un Comune non possono rimanere sulla carta. Devono valere per tutti - Enrico Verini e Gianni Padovani -