Manca il numero legale, salta il Consiglio comunale a L'Aquila
Le opposizioni: la maggioranza antepone i propri equilibri alla città con la sua litigiosità e i posizionamenti interni
- La Redazione
L’AQUILA - Dopo una lunga pausa estiva, il Consiglio comunale dell’Aquila, regolarmente convocato, oggi non ha potuto svolgere i propri lavori per la grave assenza di consiglieri di maggioranza, con il venir meno del numero legale. Un fatto politicamente grave, che arriva mentre il centrodestra aquilano è sempre più attraversato da bracci di ferro interni, cambi di casacca e cinici calcoli legati ai futuri equilibri politici e alle prossime elezioni politiche. Ed è proprio questa litigiosità interna che oggi ha finito per paralizzare il Consiglio comunale.
La conseguenza è che non si è potuto discutere di questioni importanti che i cittadini attendono da tempo. Tra queste, finalmente, le risposte sugli indici di vulnerabilità sismica degli edifici scolastici, il futuro del Progetto CASE e il destino del Centro Turistico del Gran Sasso. Temi concreti, sui quali l’amministrazione avrebbe dovuto dare risposte alla città e che invece sono rimasti fuori dall’aula.
Mentre il Consiglio avrebbe dovuto occuparsi di questi problemi, il centrodestra continua a essere impegnato in una guerra interna fatta di spostamenti da un gruppo all’altro, posizionamenti e trattative. Molti di coloro che oggi siedono in Consiglio sembrano già concentrati sulla possibilità di riciclarsi, cercando di capire quale collocazione possa garantire loro maggiori possibilità di candidatura e di rielezione. Una dinamica che rischia di essere ulteriormente alimentata dalla sovrapposizione con le prossime elezioni politiche: il sindaco Pierluigi Biondi stia dedicando sempre più energie alla costruzione dei propri equilibri politici e alla ricerca di consiglieri in grado di sostenerne il percorso verso il Parlamento, mentre i problemi della città restano sullo sfondo.
L’Aquila non può essere il terreno sul quale si consumano questi bracci di ferro. Il Consiglio comunale non è un luogo nel quale regolare i conti interni o costruire candidature: è l’istituzione chiamata a discutere e decidere sui problemi della città. Oggi, ancora una volta, a pagare il prezzo di questa litigiosità è stata L’Aquila. La maggioranza si assuma la responsabilità politica di quanto accaduto e torni a garantire ciò che dovrebbe essere normale: un Consiglio comunale presente, operativo e capace di dare risposte ai cittadini. - Le consigliere e i consiglieri di minoranza Comune dell’Aquila -