Malasanità è anche il non essere in possesso di un po' di sensibilità

Il fatto a Giulianova: in preda ad una forte colica renale è stato in attesa per circa tre ore prima di andar via sentendosi dire: "Faccia pure!"

- Walter Cori

Malasanità è anche il non essere in possesso di un po' di sensibilità

TERAMO - Quando si parla di sanità, tra tante cose positive, ce ne sono di altre che le cancellano quasi indelebilmente.

A Giulianova, nel secondo pomeriggio di oggi, esattamente nel Pronto Soccorso che immaginiamo essere stato anche superaffollato, c'era un ospite che, attonito, ci racconta il fatto... "Ero in preda ad una forte colica renale, un'infezione batterica evidente. Avvertivo febbre ed accusavo del tremore, sempre più accentuato".

Ha chiesto più volte l'intervento di un medico, senza ottenere riscontri per circa tre ore ed alla fine, esausto, ricolgendosi ad un'infermiera ha chiesto: "Che devo fare, non ce la faccio più! Devo andare in un altro Pronto Soccorso?". E lei: "Va bene, faccia!".

Ora va detto che la combinazione di febbre, tremori ed anche brividi scuotenti, indicano quasi sempre una complicazione infettiva, anche delle vie urinarie, ed il trattamento medico dovrebbe essere tempestivo, o almeno celere quanto più possibile.

Cosa è stato fatto per provare, almeno, a tranquillizzare il paziente?

Nulla, anzi dinanzi alle giuste rimostranze (dopo circa tre ore di vana attesa...) ed alla domanda "...che devo fare? Andar via?" si è sentito rispondere: "Va bene!" ed Infatti il paziente se ne è andato, tra dolori lancinanti.

Sensibilità? Zero spaccato.

Anche questa è malasanità e ci auguriamo che il Manager Maurizio Di Giosia, che non ha responsabilità se non indirette, assuma prontamente informazioni sulla vicenda ed intervenga di conseguenza.