Madonna delle Grazie, la Lega difende i parcheggi
Rabbuffo: "Mancata la vera riqualificazione si pensi alle esigenze di cittadini"
- La Redazione
TERAMO - La riapertura del Santuario della Madonna delle Grazie e la ripavimentazione del piazzale antistante - che, a dirla tutta, non è altro che la sostituzione del vecchio asfalto ammalorato con asfalto stampato, non certo la posa di una pavimentazione di pregio - ha innescato in città un vivace dibattito: c'è chi avrebbe voluto alberi e prati, chi chiede di eliminare i parcheggi, chi esalta il nuovo asfalto come una vera riqualificazione urbana. Forse in pochi hanno letto l'intervento per quello che realmente è: un'occasione mancata. Quello spazio era ed è uno spazio urbano di pregio: l'accesso a un Santuario importante, luogo di storia e di memoria e, soprattutto, ciò che l'architettura urbana definisce un sagrato. Uno spazio filtro tra il Santuario e la città, a cui è collegato da quello che dovrebbe essere un percorso processionale. Uno spazio che, proprio per questo, avrebbe dovuto essere fortemente connotato, riconoscibile, e non omologato come una piazzetta qualunque.
Per farlo sarebbe servita una vera progettazione urbana, non un semplice intervento di stesura di asfalto stampato che nulla ha a che vedere con il contesto, con la sua storia e con la sua destinazione. Ed è proprio questa la parola che oggi accende il dibattito: destinazione. Quale destinazione per quel piazzale? Poiché ogni altra destinazione è stata di fatto preclusa dalle modalità dell'intervento, la questione si riduce a un aut aut molto più povero: parcheggi sì o parcheggi no? Vogliamo davvero che un'occasione mancata diventi anche causa di ulteriore disagio per i cittadini? Perché è questo il punto: dal momento che si è persa l'opportunità di qualificare quello spazio come si doveva, dal momento che invece di farlo dialogare con il Santuario e trattarlo come sua pertinenza culturale lo si è ridotto a un piazzale qualunque, non c'è più alcuna ragione per non guardare a ciò che gli sta intorno. Ai suoi lati insistono il Tribunale, la Procura, gli uffici dell'Agenzia delle Entrate: luoghi per loro natura frequentatissimi, che necessitano di servizi. Primo fra tutti, i parcheggi. A questo si aggiunga un dato evidente: il Santuario della Madonna delle Grazie è uno dei luoghi più frequentati della città. Necessita esso stesso di un parcheggio antistante, in modo particolare la domenica, ma anche il sabato e nei giorni feriali, quando le celebrazioni e l'afflusso dei fedeli sono costanti. Non addossiamo ai cittadini anche questo disagio in cambio di nulla.
Ci piacciono gli stalli per le auto davanti al Santuario, in un luogo che avrebbe potuto e dovuto essere qualificato ben diversamente? No, certo che no. Come non ci piacciono a Piazza Dante davanti a Palazzo Delfico, a Piazza Martiri a due passi dal Duomo, o davanti al Teatro Romano. Ma questa è ormai una scelta obbligata, senza alternative. Quando si rinuncia a progettare la città nel suo insieme e ci si limita a rattopparne piccoli pezzi; quando si ignora l'esistenza di parcheggi scambiatori, di navette per il centro, di piani per la sosta; quando non si governano i flussi di traffico e il ruolo stesso del centro storico; quando un Santuario viene trattato, sul piano urbano, come un qualsiasi palazzo di uffici, allora non resta che rispondere alle necessità più elementari. Per questo, la Lega Teramo invita l'Amministrazione comunale a considerare la città nella sua organicità e non a brandelli, a non ripetere l'errore già commesso con la chiusura di Largo Melatini, che, considerata a sé, con la sua pedonalizzazione ha stravolto l'intera logica di funzionamento del centro storico, e a non spacciare per vera riqualificazione urbana e per opera di architettura pensata e progettata in modo organico quella che è, in realtà, la semplice stesura di un asfalto, per quanto stampato.
I cittadini hanno diritto, almeno, a trovare un parcheggio se devono recarsi in un ufficio o partecipare a una funzione religiosa, visto che hanno già dovuto rinunciare - non per loro scelta - ad avere uno spazio architettonicamente e urbanisticamente degno. - Berardo Rabbuffo capogruppo LEGA Comune di Teramo -