L’Unione degli Universitari di Teramo aderisce alla mobilitazione nazionale del 17 ottobre
L’Unione degli universitari di Teramo si prepara a far sentire la propria voce aderendo alla mobilitazione nazionale “Via Maestra”
- La Redazione
TERAMO - Studiare è diventato un lusso che sempre meno persone possono permettersi. Di fronte a un’inflazione fuori controllo, all’impennata dei costi abitativi e all’assenza di risposte strutturali da parte delle istituzioni, l’Unione degli universitari di Teramo si prepara a far sentire la propria voce aderendo alla mobilitazione nazionale “Via Maestra” prevista sabato 17 ottobre.
La condizione della comunità studentesca a Teramo e in tutto il Paese ha superato il livello di guardia. L’accesso all’istruzione universitaria, sancito come diritto costituzionale, è quotidianamente eroso da barriere economiche e sociali insostenibili che colpiscono in particolare le fasce più vulnerabili della popolazione studentesca.
I nodi critici della nostra protesta:
Diritto allo studio sottofinanziato: Risorse regionali e nazionali inadeguate che lasciano troppi studenti e studentesse idonee senza borse di studio o con coperture tardive;
Emergenza abitativa e caro affitti: Canoni di locazione sempre più alti a fronte di alloggi spesso fatiscenti o inadeguati, uniti ad una cronica carenza di posti letto pubblici nelle residenze universitarie, esempio concreto sono i 33 posti letto messi a disposizione a fronte delle oltre 800 richieste di locazione nella struttura Studi Hub;
Trasporti pubblici carenti e onerosi: Collegamenti urbani ed extraurbani inadeguati a fronte di abbonamenti e titoli di viaggio a costi esorbitanti rispetto al servizio offerto;
Non accettiamo che il prezzo del sottofinanziamento ministeriale ricada su chi costruisce il futuro proprio e del Paese attraverso l’istruzione. Al fianco dei lavoratori, delle lavoratrici e degli studenti e studentesse, chiediamo:
Un piano strutturale e strutturato per l’emergenza abitativa: Investimenti solidi negli studentati pubblici e l’introduzione di misure di calmierazione dei canoni d’affitto per gli studenti e le studentesse universitarie;
Finanziamento integrale al diritto allo studio: Nessun idoneo e idonea non beneficiaria, adeguamento degli importi al reale costo della vita ed ampliamento delle soglie ISEE per la richiesta di agevolazioni e per la No-Tax Area;
Misure reali per eliminare la precarietà dei servizi: Gratuità dei trasporti pubblici locali e regionali per tutti gli studenti e studentesse, calmierazione dei prezzi per mense e materiali didattici.
Non sono solo gli affitti, ci sono le bollette, i trasporti, la spesa. Oggi gli studenti e le studentessa devono scegliere se comprare l’olio o un libro per sostenere un esame. Questa situazione è insostenibile.
Vogliamo investimenti strutturali e duraturi sul diritto allo studio e sull’università: ciò che chiediamo sono 2 miliardi di euro a livello nazionale per garantire l’università gratuita a tutti e tutte, risorse adeguate per la copertura totale delle borse di studio per tuttie e tutti gli idonei e idonee.
Vogliamo dire a questa classe politica che se la loro soluzione è la svendita del Diritto allo Studio e del patrimonio pubblico ai privati, noi non ci stiamo.
Far sentire la voce della comunità universitaria non è più rimandabile: il diritto allo studio è dignità e giustizia sociale.
Ci vediamo in piazza il 17 ottobre a Roma.