L'opposizione chiede a Biondi attenzioni per le educatrici dell’asilo nido Casetta Fantasia
Romano e Rotellini: "L'adeguamento salariale è una questione aperta da anni e non può più essere rimandata"
- La Redazione
L'AQUILA - “Biondi, parlaci dell’Afm”. Lo striscione che abbiamo affisso all’ingresso della sede comunale di Villa Gioia non è stata una provocazione, ma una richiesta di verità e rispetto rivolta direttamente al sindaco e alla sua amministrazione che da anni evitano di assumersi una responsabilità politica chiara sulla situazione.
Al centro del problema c’è da anni una disparità salariale ormai storica e non più giustificabile: le educatrici dell’asilo nido Casetta Fantasia continuano a percepire, a parità di mansioni, retribuzioni inferiori rispetto alle colleghe degli asili comunali. Una situazione che non è frutto del caso, ma della mancata volontà, finora, di intervenire per correggerla.
A questo si aggiunge la condizione di adeguamento contrattuale che riguarda anche il personale del pre e interscuola, lasciato senza certezze da anni di rinvii e decisioni mai assunte.
Nel febbraio 2026 l’amministrazione aveva indicato una possibile svolta con l’approvazione del DUP e del Bilancio 2026–2028, impegnando AFM a individuare strumenti concreti per migliorare le condizioni economiche delle educatrici. Un impegno politico preciso, che però è rimasto sulla carta.
A oggi, infatti, nonostante una bozza di contratto già trasmessa da un anno agli assessori competenti, il tema non è stato portato né in Commissione né in Consiglio comunale. Un ritardo che non può più essere giustificato e che chiama in causa direttamente le responsabilità dell’amministrazione.
Il 23 febbraio 2026, inoltre, il Consiglio comunale ha respinto un nostro ordine del giorno che proponeva l’istituzione di un tavolo tecnico-politico sul tema. Una scelta politica precisa, che mostra quanto questa maggioranza abbia a cuore il lavoro di chi si prende cura dei bambini.
Le educatrici chiedono solo un trattamento equo, non favori. Servono decisioni politiche chiare: continuare a rinviarle significa scegliere di non intervenire. Il loro adeguamento salariale è una questione aperta da oltre vent’anni e non può più essere rimandata. Il rinnovo del contratto di servizio AFM è lo strumento decisivo, ma spetta all’amministrazione portarlo finalmente nelle sedi istituzionali.
Perché, a questo punto, il problema non è più capire cosa fare, ma se c’è davvero la volontà politica di farlo.
Paolo Romano - L'Aquila Nuova
Lorenzo Rotellini - Capogruppo AVS