Liste d’attesa, alla Asl di Teramo tre anni per un'eco doppler
Taglieri e Alessandrini (M5S): "Questa è la verità che smonta la propaganda di Marsilio e Verì”
- La Redazione
L'AQUILA - “Una cittadina abruzzese ha prenotato un’eco-color-doppler dei tronchi sovraortici il 28 maggio 2026. La ASL di Teramo le ha fissato l’appuntamento al 27 agosto 2029. Tre anni e tre mesi di attesa per un esame diagnostico. È questa la sanità reale dell’Abruzzo governato dal centrodestra, mentre Marsilio, Verì e la loro maggioranza celebrano sui giornali presunti miglioramenti delle liste d’attesa”. La denuncia arriva dai consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle Francesco Taglieri ed Erika Alessandrini.
“Davanti a una prenotazione sanitaria fissata a oltre tre anni di distanza, ogni parola di soddisfazione pronunciata dalla Giunta regionale rispetto alle liste d’attesa in Abruzzo diventa inaccettabile - aggiungono i Consiglieri regionali del M5S -. Questa non è amministrazione: è mistificazione della realtà. Soprattutto perché siamo di fronte a un caso che purtroppo non rappresenta un’eccezione: sempre più persone hanno ormai rinunciato a rivolgersi al sistema pubblico per TAC, risonanze magnetiche, ecografie e visite specialistiche, scegliendo direttamente il privato perché non possono attendere mesi o anni per una diagnosi”.
In merito ai recenti dati sulle iste d’attesa, i consiglieri del M5S commentano: “Il centrodestra abruzzese ha costruito l’ennesima passerella sul report Agenas, provando a trasformare qualche parziale variazione percentuale in un successo politico. Ma la vita reale delle persone non trova posto nei loro comunicati: nulla raccontano chi deve aspettare 40 mesi per un esame e sulle persone che rinunciano del tutto a curarsi di fronte ad una sanità pubblica che non funziona e l’impossibilità di pagare anche quella privata, dopo aver pagato le tasse. La propaganda di Marsilio e Verì crolla davanti a un foglio del CUP”.
“Ma i cittadini sanno bene qual è il prezzo che stanno pagando per la disastrosa gestione Marsilio, sostenuta da Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega - sottolinea Francesco Taglieri, capogruppo del M5S in Consiglio regionale -. Sanno che per far quadrare i conti sono state aumentate le tasse regionali. Sanno che operatori sanitari e personale amministrativo lavorano da anni in condizioni di forte pressione, con organici insufficienti e sacrifici continui. Ora devono sapere anche che si stanno programmando pesanti misure di riduzione della spesa sanitaria che avranno effetti anche nei prossimi anni. Ricordiamo, infatti, che dal gennaio 2026 la sanità abruzzese è tornata sotto una forma di controllo straordinario attraverso il nuovo Piano Operativo, che prevede per il triennio 2026-2028 tagli per oltre 80 milioni di euro. Un commissariamento di fatto che certifica il fallimento di Marsilio e conferma come la gestione della sanità regionale sia tutt'altro che risolta”.
“C’è qualcosa di profondamente grave, anche sul piano istituzionale, nel festeggiare mentre i cittadini vengono spinti fuori dal servizio sanitario pubblico - aggiunge Erika Alessandrini -. La destra abruzzese non sta solo fallendo nella gestione della sanità, sta tradendo l’idea stessa di sanità pubblica, universale e accessibile. Sta abituando le persone a pensare che il pubblico sia lento, inaffidabile, residuale. E questo è il danno più grande, perché quando si distrugge la fiducia nel sistema pubblico, si apre la strada a un modello in cui curarsi diventa sempre più una questione di reddito. Questo Governo regionale di destra dovrebbe smettere di recitare la parte di chi ha risolto il problema e cominciare finalmente a governarlo”.
“Il Movimento 5 Stelle continuerà a portare alla luce ciò che la propaganda regionale prova a seppellire sotto i comunicati. Perché la sanità non si misura dalle dichiarazioni dell’assessore, ma dalla qualità e dalla tempestività delle cure", affermano i consiglieri del M5S.
“Invece di celebrare percentuali parziali e tendenze limitate a pochi mesi, sarebbe necessario affrontare il nodo strutturale delle liste d'attesa, investire sul personale, rafforzare la medicina territoriale, potenziare la diagnostica pubblica e garantire ai cittadini tempi compatibili con i loro bisogni di salute. Quando gli abruzzesi smetteranno di essere costretti a rivolgersi al privato per ottenere una visita o un esame in tempi ragionevoli, allora ci sarà qualcosa da festeggiare. Fino ad allora, sarebbe auspicabile meno propaganda e più rispetto per i problemi reali delle persone”, concludono Taglieri e Alessandrini.