L’Aquila, Padovani: "Bilancio consolidato 2025” evidenzia gravi criticità nella gestione delle partecipate"

l dopo Biondi è già cominciato e il rischio è di assistere a mesi di immobilismo e confusione.

- La Redazione

L’Aquila, Padovani: "Bilancio consolidato 2025” evidenzia gravi criticità nella gestione delle partecipate"

L'AQUILA - L'ultima seduta del Consiglio comunale, precedente a quella odierna, ha messo in evidenza tutte le difficoltà della maggioranza di centrodestra: è mancato persino il numero legale per approvare il Bilancio consolidato 2025 e, sui punti successivi, la maggioranza si è divisa.

Con l'avvicinarsi delle elezioni, molti sembrano ormai più impegnati a costruirsi una posizione per il futuro che a governare la città. Il dopo Biondi è già cominciato e il rischio è di assistere a mesi di immobilismo e confusione.

Ma veniamo al bilancio consolidato 2025.

Al di là dei numeri e dei proclami, questo documento racconta una realtà molto diversa da quella che ci viene presentata. Racconta un'Amministrazione che ha fatto tante promesse, ma ha realizzato pochi risultati concreti.

Pensiamo alla TARI. Da anni si promette di ridurla, ma i cittadini continuano a pagare tariffe tra le più alte d'Italia. E cosa ricevono in cambio? Cumuli di rifiuti, strade sporche, tombini intasati, frazioni abbandonate e un servizio che peggiora continuamente. La tariffa resta sostanzialmente invariata, anche per il 2027.

Il problema riguarda soprattutto le società partecipate. Quando si è insediato, il sindaco Biondi aveva promesso una vera rivoluzione in termini di efficienza ed efficacia. Ma questa rivoluzione non c'è stata. E, dove c'è stata, è andata nella direzione sbagliata: penso soprattutto ad AMA e ASM.

AMA ha dovuto utilizzare le proprie riserve per coprire le perdite. Ancora più preoccupante è la situazione di ASM, che presenta circa 8 milioni di euro di debiti consolidati e oltre 2,5 milioni di debiti scaduti.

Una situazione allarmante, che non può essere affrontata continuando a tagliare i servizi. Perché i cittadini stanno già pagando il prezzo di questa crisi: raccolta dei rifiuti insufficiente, spazzamento carente, periferie e frazioni sempre più trascurate. E il rischio concreto è che anche altri servizi essenziali, compresi quelli cimiteriali, finiscano in difficoltà.

E non possiamo accettare che, dopo aver pagato tasse elevate per anni, i cittadini siano chiamati domani a pagare anche il conto della cattiva gestione.

Ma il quadro del bilancio consolidato è preoccupante anche per altri aspetti: la liquidità diminuisce del 30%, il debito cresce del 4% e il risultato della gestione peggiora di quasi 2 milioni di euro.

Altro che conti in salute! Questi numeri raccontano un progressivo deterioramento della situazione finanziaria, che contraddice le promesse fatte in questi nove anni, a cominciare da quella di ridurre la pressione fiscale.

Ecco perché diciamo che un bilancio non si giudica soltanto dalla correttezza delle addizioni. Si giudica soprattutto dai servizi che riesce a garantire ai cittadini.

E gli aquilani sanno bene qual è la realtà: trasporti pubblici inadeguati, gestione dei rifiuti insoddisfacente, strade sporche e malmesse, Smart Tunnel ancora inattivo, Gran Sasso poco valorizzato e decoro urbano concentrato soltanto in alcune zone della città.

In questi anni si sono spese ingenti risorse, spesso inseguendo grandi eventi e una politica dell'immagine, mentre i servizi quotidiani sono progressivamente peggiorati.

Questa è la vera eredità dell'Amministrazione Biondi: tante promesse, molta propaganda, ma una città che oggi ha bisogno di ritrovare una prospettiva.

L'Aquila merita servizi efficienti, tasse più giuste e una vera strategia di sviluppo, capace di creare opportunità e futuro soprattutto per i giovani.

 

Gianni Padovani 

(Consigliere Comunale dell’Aquila)