L'Aquila Capitale della Cultura, mostra antologica di Lea Contestabile a Palazzo Benedetti
50 opere in esposizione come 50 sono gli anni di attività dell'artista e si articola durante tutto l’arco solare del 2026
- La Redazione
L'AQUILA - Venerdì 17 luglio 2026 alle ore 18.00 inaugura "Con le mani sporche di terra ti ho baciata", la prima sezione curata da Mariano Cipollini della Mostra Antologica di Lea Contestabile inserita nel programma dell’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026, sostenuta e promossa dal Comune dell’Aquila.
L’Antologica è, per ogni sezione, curata da diversi storici tra cui Barbara Drudi, Francesca Franco, Simone Battiatto e altri. Il progetto prevede l’allestimento di circa 50 opere, come cinquanta sono gli anni di attività artistica di Lea Contestabile. La mostra, diffusa nel tempo e nello spazio, si articola durante tutto l’arco solare del 2026 in diverse sedi espositive istituzionali a L’Aquila e in alcune città della provincia, destinate ciascuna a raccontare un particolare aspetto o un particolare momento della ricerca di Lea Contestabile. Le opere sono state selezionate seguendo non un criterio cronologico quanto piuttosto dialogico, teso a valorizzare forme e temi presenti nella sua ricerca e la varietà di soluzioni materiali con cui l’artista ha saputo svilupparla.
"Con le mani sporche di terra ti ho baciata", ospitata nelle dieci sale di Palazzo Benedetti, riaperto alla città per L’Aquila Capitale della Cultura, è pensata come un viaggio lungo una vita, poche le fermate, solo il tempo per ristabilire i contatti con il proprio vissuto.
Scrive il curatore Mariano Cipollini: "Il lavoro di Lea Contestabile, letto nella sua globalità, ci aiuta ad affrontare alcune possibili interpretazioni che non focalizzano esclusivamente le peculiarità della sua lunga ricerca. Se il tempo, la memoria, la purezza trascendente di un’infanzia creativa e il desiderio del recupero testimoniale fatto di orgoglio di appartenenza, ne hanno fondato i presupposti essenziali per procedere nel mondo delle arti visive, è altrettanto palese che l’immenso lavoro da lei svolto ci ha consegnato una più sfaccettata visione della personalità della donna e dell'artista. Le eccezioni della conoscenza maturata la portano a concepire la tangibilità e l’intangibilità delle sue opere e di lei stessa, in uno spazio senza più tempo, in cui materia e pensiero potrebbero svanire inducendola ad affrontare senza rinvii la durezza della fine. […] Tutto trae origine da un microcosmo che, dopo averla modellata, le ha concesso di raccogliere le eredità custodite nel punto più alto espresso a suo tempo, in cui l’amare e la dignità dell’essere sono relazione viscerale e inscindibile fatta di terra e carne. Opere liberate dalle titubanze dell’agire nel giusto santificano, ora, la completezza della comprensione depurata dalle paure del trapasso. […] Lea Contestabile modifica il mosaico che compone il curriculum vitae dei suoi protagonisti. Fa riaffiorare volti e scelte di un tempo ormai concluso, costruisce habitat modificabili all’occorrenza per le sue affettività, in cui il turbamento, di matrice ancestrale-evocativa, è vena creativa. Tra arazzi, tappeti, terrecotte, simulacri religiosi e pagani, intesse credibili storie, ponti tra il suo romanzo, i trascorsi e le probabili indagini conoscitive, demandati alle future generazioni. Poetessa caparbia e puntigliosa, fa dei piccoli o grandi racconti modellati sulle peculiarità morfologiche del suo territorio, rinnovati luoghi di ristoro per il pensiero. Nelle sue mani sono penna e inchiostro. Trascrive l’archivio in suo possesso non per evocare rimpianto, ma per concepire collegamenti disponibili a colmare le esigenze della contemporaneità la cui meta ultima agogna l’eternità".