La scuola non si ferma: un’estate da record per l'Istituto “Margherita Hack” di Castellalto-Cellino
Dall’8 giugno al 25 luglio, grazie ai fondi europei, 649 studenti si sono candidati per vivere esperienze capaci di unire apprendimento, socialità e benessere
- La Redazione
CASTELLALTO - Quando a giugno il calendario decreta la fine dell’anno scolastico, la scuola potrebbe sembrare pronta al silenzio. Non l’Istituto comprensivo “Margherita Hack” di Castellalto-Cellino, che ancora una volta ha scelto di non interrompere la propria funzione educativa, con un duplice obiettivo: in primis offrire agli studenti un’occasione di crescita in ambienti diversi, dove poter sperimentare, scoprire e consolidare relazioni e competenze e poi venire incontro alle esigenze delle famiglie impegnate a conciliare lavoro, cura e tempi dei figli.
È così che, dall’8 giugno al 25 luglio, grazie ai fondi europei, 649 studenti della Scuola dell’Infanzia, Primaria e Secondaria si sono candidati per vivere esperienze capaci di unire apprendimento, socialità e benessere. Grazie a una macchina organizzativa complessa e alla collaborazione tra i diversi soggetti coinvolti - compresi i Comuni che, ove necessario, hanno garantito il trasporto - le attività di quest’anno hanno raggiunto una varietà senza precedenti: percorsi di orientamento per gli studenti della Secondaria, campus in lingua inglese per Infanzia e Primaria e percorsi estivi per la Primaria.
«Gli studenti della Secondaria - spiega il Dirigente Scolastico Simona Piantieri - sono stati coinvolti in un percorso di orientamento al quale hanno collaborato diverse imprese del territorio (alimentare, tessile, studi tecnici, sanitario…), insieme alle agenzie esterne che hanno messo a disposizione “orientatori” e professionisti di diversi settori (ingegneria, architettura, sanitario, ambiente, estetica …). I campus estivi Piano Estate e English Summer Camp hanno invece visto in azione istruttori di nuoto, volleyball, atletica leggera e insegnanti di madrelingua inglese; iniziative tutte supportate da ventitré docenti interni.»
Un percorso condiviso in cui gli studenti si sono sentiti accolti e valorizzati, in cui i bambini e i ragazzi sono stati tutti protagonisti di una pedagogia implicita che insegna accoglienza, responsabilità e cura reciproca.
«Le attività svolte nella nostra scuola – sottolineano i docenti coinvolti in queste settimane - si sono rivelate molto più di un’occasione di gioco e socialità: è stato un contesto privilegiato per osservare come la diversità, nelle sue forme relazionali e culturali arricchisca profondamente il gruppo dei pari. Accanto ai compagni speciali i bambini hanno imparato gesti che nessuna lezione insegna: la cura che nasce da un passo più lento, l’empatia che precede il giudizio, la spontaneità di relazioni fondate sulla presenza più che sulle parole. Allo stesso modo, il tempo disteso del gioco ha favorito l’incontro tra culture: chi arriva da altri Paesi ha imparato ancora di più codici e linguaggi del nuovo contesto, mentre i compagni hanno scoperto modi diversi di comunicare e stare insieme.»
In quest’ottica l’Istituto Comprensivo Margherita Hack guarda già a settembre: prima dell’avvio ufficiale delle lezioni è stata organizzato una nuova iniziativa pensata per accompagnare gli studenti nel rientro e sostenere le famiglie nei primi giorni di transizione. Un impegno che continua, perché una scuola aperta è quella che sceglie di garantire continuità, presenza e sostegno reale.