“La narrazione co-autoriale come ponte per l'inclusione”: a Teramo il convegno sulle nuove frontiere dell'inclusione scolastica
L'evento, promosso dall'Istituto Comprensivo Teramo 1 “Torricella-Zippilli-Lucidi”, si propone come un momento di alto profilo scientifico e pedagogico per riflettere sulle dinamiche della partecipazione attiva
- La Redazione
TERAMO - Tutto pronto nella Sala Conferenze del Polo D’Annunzio dell’Università degli Studi di Teramo, dove mercoledì 21 maggio, a partire dalle ore 10:00, sarà tenuto il convegno intitolato “La narrazione co-autoriale come ponte per l'inclusione”. L'evento, promosso dall'Istituto Comprensivo Teramo 1 “Torricella-Zippilli-Lucidi”, si propone come un momento di alto profilo scientifico e pedagogico per riflettere sulle dinamiche della partecipazione attiva, del superamento del disagio e dell’inclusione attraverso il potere della scrittura e del racconto condiviso.
In un contesto sociale ed educativo sempre più caratterizzato da frammentazione e barriere relazionali, la co-autorialità emerge come una metodologia innovativa d'eccellenza. Costruire storie a più mani all'interno delle classi non è soltanto un esercizio didattico, ma si configura come un vero e proprio dispositivo istituzionale capace di favorire l'empatia, valorizzare le diversità e contrastare attivamente i fenomeni di isolamento e marginalizzazione.
“La scuola – è il commento in merito della dirigente scolastica Lia Valeri – ha il dovere costituzionale e morale di essere un laboratorio permanente di democrazia partecipativa e accoglienza. Attraverso la pratica della narrazione co-autoriale, i nostri studenti non si limitano a scrivere un testo, ma sperimentano concretamente il valore dell'altro. Imparano a negoziare significati, ad ascoltare e a riconoscere il compagno di banco come parte essenziale del proprio orizzonte di crescita, trasformando la pluralità in una risorsa collettiva straordinaria”. Il riferimento è a “Clementino”, il progetto realizzato tra le mura della scuola primaria di Torricella Sicura, dove, grazie al coordinamento della docente Claudia Di Giovanni, è stato prodotto e pubblicato un libro illustrato di 48 pagine, contenente un racconto fantastico corredato da tavole artistiche realizzate dagli alunni con tecnica mista.
La mattinata vedrà l'avvicendarsi di esperti del settore, docenti universitari e rappresentanti delle istituzioni locali, i quali approfondiranno il ruolo strategico della parola e della metafora narrativa come elementi di inclusione. Al centro del dibattito vi sarà inoltre la necessità di strutturare alleanze educative stabili per dare vita a progetti di inclusione permanente nel tessuto cittadino.
“Questo incontro – continua la dirigente Valeri – non vuole essere un evento isolato, bensì il punto di partenza per consolidare una sinergia strutturale e permanente tra Università, scuole e territorio. Solo attraverso una rete istituzionale solida e coesa possiamo intercettare precocemente le aree di fragilità e offrire risposte educative efficaci. Dare voce a ciascun alunno, nessuno escluso, significa porre le basi per una società più giusta, coesa e pacifica”.
L'iniziativa ha già riscontrato adesione da parte di dirigenti scolastici, docenti, educatori e rappresentanti del terzo settore, a testimonianza della profonda rilevanza del tema nel dibattito educativo contemporaneo. La partecipazione è aperta a tutta la cittadinanza interessata a comprendere come la cultura e l'educazione possano farsi promotrici di reale coesione sociale.