Insieme Per Sant’Egidio sul "caso" della vigilessa archiviato

"Gli atti smentiscono la campagna politica costruita da Giuseppe Meco" sostengono Medori e Giovannini

- La Redazione

Insieme Per Sant’Egidio sul "caso" della vigilessa archiviato

SANT'EGIDIO ALLA VIBRATA - Il gruppo consiliare “Insieme Per Sant’Egidio” ha esaminato il provvedimento con cui l'Ufficio per i Procedimenti Disciplinari del Comune ha disposto l'archiviazione del procedimento nei confronti dell'agente di Polizia Locale. Un atto che non solo chiude definitivamente la vicenda senza alcuna sanzione disciplinare, ma difatti azzera tutto l'impianto accusatorio sostenuto e alimentato in questi mesi. Per lungo tempo il consigliere comunale Meco ha trasformato una vicenda amministrativa in un caso politico, alimentando polemiche e cercando di accreditare nell'opinione pubblica l'idea che vi fossero responsabilità disciplinari ormai acclarate, contribuendo a creare un clima che ha inevitabilmente danneggiato sia l'immagine dell'intero Corpo di Polizia Locale sia dell’Ente Comunale.

Oggi, però, sono gli atti ufficiali del Comune a raccontare una realtà diversa. Ed è proprio un atto ufficiale del Comune a certificare una realtà completamente diversa da quella raccontata per mesi.
Il provvedimento dell'Ufficio per i Procedimenti Disciplinari smonta e riscrive completamente i fatti contestati ritenendo totalmente condivisibili le controdeduzioni della dipendente e conclude che, per i singoli episodi contestati, non sussistono elementi sufficienti e specifici per irrogare una sanzione disciplinare. Queste non sono valutazioni dell'opposizione, ma sono le conclusioni dell'organo competente del Comune.
Vi è però un aspetto sul quale il consigliere Meco dovrebbe fornire una spiegazione politica ai cittadini. Le segnalazioni da lui raccolte e presentate al Sindaco riguardavano episodi autonomi verificatisi nell'arco dei mesi precedenti e protocollate tutte nello stesso giorno, oltre sei mesi dopo i primi fatti.
Se quei comportamenti erano realmente ritenuti così gravi da giustificare un procedimento disciplinare, perché non segnalarli immediatamente? Una tempestiva comunicazione avrebbe consentito all'Amministrazione di verificare subito il primo episodio incriminato e, se necessario, alla dipendente di adeguare immediatamente il proprio operato. Chi ritiene di assistere a comportamenti contrari ai doveri d'ufficio li segnala nell'interesse dell'amministrazione, del servizio e della stessa dipendente, non dopo mesi, raccogliendo episodi distinti in un'unica iniziativa.

La funzione di un amministratore non è quella di accumulare contestazioni, ma di consentire all'Amministrazione di intervenire tempestivamente ogni volta che ritenga vi siano comportamenti meritevoli di verifica. È questo che i cittadini si aspettano da chi ricopre un incarico pubblico
L’iniziativa di un consigliere, gestita in modo fallimentare, ha finito per creare un danno d’immagine al Comune e al buon funzionamento dell’organo di Polizia Comunale. Alla dipendente, inoltre, non può che andare la nostra solidarietà.
E allora una domanda politica diventa inevitabile: chi si assumerà la responsabilità di una vicenda che si conclude con un'archiviazione? 
Riteniamo che il consigliere Meco non possa sottrarsi al giudizio politico su questa vicenda. Chi sceglie di assumere il ruolo di accusatore pubblico ha anche il dovere di rispondere quando le proprie accuse non trovano conferma negli atti ufficiali.

Come gruppo “Insieme per Sant’Egidio’’ chiediamo che il Sindaco riferisca in Consiglio Comunale sull'intera vicenda e sulle ripercussioni che essa ha avuto, e potrà avere, sul funzionamento e sulla serenità del Corpo di Polizia Locale. La trasparenza non può essere uno slogan da utilizzare quando conviene. Deve essere un principio che vale sempre. Oggi sono proprio gli atti ufficiali del Comune a riportare il dibattito sul terreno dei fatti. Le polemiche passano. Gli atti amministrativi restano. - Luigino Medori, Simona Giovannini -