Infortuni sul lavoro, Cisl: una piaga mai sanata e il caldo è un nuovo pericolo
In aumento dell'1,4% e del 3% nel settore costruzioni. 1 infortunio su 5 avviene fuori dai luoghi di lavoro per stress o infrastrutture stradali
- La Redazione
PESCARA - Quando si parla di infortuni sul lavoro, anche i freddi e asettici numeri perdono la loro caratteristica aritmetica e divengono carne, mente, anima e storie, nomi, luoghi e sgomento. Nel 2025, a livello nazionale, gli infortuni registrati raggiungono la cifra di 597.710, con un incremento del 1,4% rispetto al 2024, mentre nel settore delle costruzioni sono stati 42.637 con un incremento del 3%. Eclatante nel 2025 il fenomeno degli infortuni in itinere: a livello nazionale su un totale di 8139 infortuni in più, gli infortuni sui luoghi di lavoro e quelli in itinere hanno avuto una crescita numerica simile, nonostante una incidenza di 1 a 5 degli infortuni in itinere rispetto a quelli accaduti sul lavoro. Nel settore delle Costruzioni il dato è ancor più marcato: a livello nazionale, a fronte di un aumento generale degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni di 1240 pari a +3%, quelli in itinere, con 210 eventi, sono cresciuti del 3,7. Risultato? Il 20% degli infortuni avviene nei tragitti tra casa e lughi di lavoro.
Quali sono i fattori di rischio più incidenti: lo stress lavorativo, le condizioni delle infrastrutture stradali o una diversa allocazione del luogo in cui l’infortunio è realmente avvenuto? Di certo resta il fatto che 117.008 infortuni avvengono fuori dai luoghi di lavoro e occorrerebbe iniziare ad attenzionarli. In Abruzzo gli infortuni accaduti sono stati 12.033 con un incremento di circa il 2% rispetto al 2024, mentre nel settore delle costruzioni sono stati 1.301 con una crescita del 8%, quasi il triplo dell’incremento nazionale; gli infortuni in itinere nelle costruzioni della nostra regione crescono del 5,6% con 151 eventi su 1150 totali.
La differenza tra gli infortuni sul lavoro e quelli in itinere si evidenzia anche rispetto agli infortuni mortali. Nel 2025 in Italia 1093 lavoratori hanno perso la vita sul lavoro, con una diminuzione del 2,4% per gli eventi accaduti sul lavoro ed un incremento del 4,4% per quelli in itinere, che hanno toccato la soglia di 454 decessi. Ancor più marcato il dato nel settore delle costruzioni che vede gli infortuni mortali sul lavoro diminuire del 9,4% e quelli in itinere crescere 35,7% toccando quota 57 su 182 totali. In Abruzzo gli infortuni mortali nel 2025 scendono da 23 a 19 con -4 sul lavoro e +2 in itinere, e nel settore delle costruzioni diminuiscono passando da 5 a 3.
Tale analisi non è affatto esaustiva, in quanto gli infortuni hanno un senso solo se analizzati rispetto alla loro gravità, ossia i giorni di assenza dal lavoro e il grado di “invalidità lavorativa” attribuito dall’Inail. Emblematici, infatti, sono i dati sulle malattie professionali che crescono dell’11% a livello nazionale toccando quota 98.463 e del 19% in Abruzzo con 8700 richieste di malattia professionale, evidenziando il peggioramento costante e continuo delle condizioni lavorative, a fronte di una normativa sulla sicurezza fra le più avanzate al mondo. In Abruzzo tale incremento è doppio rispetto a quello nazionale, 8700 richieste di malattia professionale, 19% in più rispetto al 2024, con una crescita di oltre 1.300 casi.
Ma perché ci si fa male, perché si muore sul lavoro. Il 50% delle cause è legato all’ambiente di lavoro, il 30% alla formazione/istruzione ed il 20% a caratteristiche personali, ecco perché prevenzione e cultura della sicurezza sono le medicine da utilizzare per prevenire gli infortuni. I luoghi di lavoro devono essere resi SICURI eliminando ogni fattore di rischio; gli addetti ai lavori devono rispettare le norme, ma agire soprattutto con prudenza e buon senso, perché ogni rischio è un probabile infortunio e trascurarne il potenziale pericolo vuol dire sfidare il destino, mettendo in palio la propria vita.
È iniziata la stagione delle alte temperature ed è URGENTE che la Regione Abruzzo promulghi l’ordinanza caldo che permette ai lavoratori delle costruzioni di essere tutelati dai pericoli derivanti dai colpi di calore. Intanto abbiamo contrattualizzato nel contratto integrativo Aniem Confapi l’orario di lavoro da tenere nei periodi estivi. Informiamo nei cantieri aziende e lavoratori sui comportamenti da tenere nelle ore più calde per prevenire infortuni sul lavoro e sottoscriviamo accordi di cantiere laddove necessita una ulteriore tutela per la salute dei lavoratori.
Per diffondere e sperimentare nuove tecnologie nel campo della sicurezza nei cantieri occorre prevedere, anche attraverso l’Inail, un incentivo per le aziende che investono in sicurezza sperimentando tecnologie, sensoristica e sistemi avanzati di gestione della sicurezza, per un’azione di prevenzione e monitoraggio del cantiere. Fondamentali in questi ambiti sono le figure della sicurezza nei cantieri: l’RLST, l’RLS, l’RSPP, il medico aziendale; il senso di responsabilità e di rispetto delle funzioni legate al loro ruolo, salva la vita dei lavoratori. Ecco perché la bilateralità dell’edilizia, attraverso i Comitati Tecnici Paritetici ed i RLST, Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza Territoriale, ha permesso di diffondere cultura della sicurezza nei cantieri edili, formazione ed informazione, rispondenza reale dei documenti della sicurezza. Un’azione questa estremamente efficace che aiuta lavoratori ed imprese a comprendere che in sicurezza si lavora meglio e che la sicurezza non è un costo o una perdita di tempo, ma un investimento su capitale economico e soprattutto umano. - Giancarlo De Sanctis Segretario Generale della FILCA CISL Abruzzo-Molise -