Indennità ai medici penitenziari, Cnpp-Spp: scelta condivisibile ma non risolve i problemi

Nardella: si deve investire anche in ambiti non esclusivamente retributivi, a cominciare dal polo unico per i ricoveri ospedalieri

- La Redazione

Indennità ai medici penitenziari, Cnpp-Spp: scelta condivisibile ma non risolve i problemi

L’AQUILA - "Vorrei tanto condividere l’entusiasmo del capogruppo in Consiglio regionale d’Abruzzo per la delibera approvata dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessore alla Salute, Nicoletta Verì, che riconosce un’indennità oraria aggiuntiva ai medici di medicina generale operanti all’interno degli istituti penitenziari, Massimo Verrecchia,  ma personalmente non mi sentirei di essere così ottimista". Interviene così il segretario nazionale Cnpp-Spp Mauro Nardella alla decisione presa di aumentare l'indennità ai medici penitenziari.

"Pagare di più i medici credo sia assai condivisibile come scelta da intraprendere, ma pensare che si risolveranno tutti i problemi legati alla sanità penitenziaria credo sia alquanto azzardato per non dire utopico se non si faranno investimenti anche in altri ambiti che non siano esclusivamente quelli di natura retributiva - sottolinea Nardella -. Ci vuole ben altro per risolvere le annose questioni legate alla salute dei detenuti specie quando a dover essere adottato è il ricorso alla sanità extramoenia".

"Il problema legato alle carceri non è infatti solo la paga dei medici, cosa che non contestiamo assolutamente anche perché cala sempre di più la voglia di venire a svolgere l’attività di medico in carcere. Il problema della sanità carceraria è legato alle continue visite specialistiche effettuate fuori le mura, alle visite urgenti presso i locali pronto soccorso, all’assenza di adeguati supporti strumentali, alla mancanza cioè di ambulatori attrezzati che evitino il sistematico ricorso alle visite ospedaliere. Se gli investimenti che si vorranno fare serviranno ad azzerare le 1100 visite ospedaliere effettuate ad esempio dal solo Nucleo traduzioni e piantonamenti di Sulmona e le centinaia di visite urgenti con ingresso al Pronto Soccorso ( 59 dall’inizio dell’anno) che sempre i soli poliziotti di Sulmona sono annualmente chiamati a fare allora si che potremmo parlare di successo", continua il segretario nazionale.

"Fermarsi alla sola indennità maggiorata per i medici crediamo servirà a ben poco. Se l’Assessore alla Salute Verì ci ascolterà e vorrà dedicare tempo e risorse per realizzare il Polo Unico per i ricoveri ospedalieri dei detenuti da me pensato (ma fermo al palo) e proposto, non solo concorrerà a ridurre i disagi per i penitenziari abruzzesi ma riuscirà, ne sono fermamente convinto, attraverso la razionalizzazione delle risorse umane e strutturali  che ne deriverebbero,  a concorrere al raggiungimento della gioia oltre che dei medici penitenziari anche dei Direttori e dei comandanti di carceri oltre che ovviamente dei tanti  poliziotti chiamati a svolgere il lavoro di traduzione e piantonamento ospedaliero", conclude Nardella.