Impianto di telecomunicazione, Corropoli e Controguerra andranno al Consiglio di Stato
Il Tar ha dichiarato inefficaci il diniego e i pareri negativi dei due Comuni sulla struttura di località Colle
- La Redazione
CORROPOLI - Le Amministrazioni comunali di Corropoli e Controguerra intervengono sulla sentenza del TAR Abruzzo relativa al progetto di un impianto di telecomunicazione in località Colle, nel territorio di Corropoli, a ridosso del confine con Controguerra. Il TAR ha accertato la formazione del silenzio assenso sulla domanda presentata da Inwit, ritenendo che entro il termine previsto dalla legge non fosse intervenuta una determinazione idonea a impedire l’accoglimento dell’istanza. Ha quindi dichiarato inefficaci il successivo diniego del Comune di Corropoli e i pareri negativi espressi dai due Comuni.
Le Amministrazioni prendono atto della decisione, ma ritengono che la vicenda presenti questioni meritevoli di un nuovo esame. Nella lettera inviata al Comune di Corropoli, l’avv. Francesco Camerini ha evidenziato, in particolare, un punto che ritiene non correttamente risolto dalla sentenza: se il silenzio assenso possa formarsi quando, alla data individuata dal TAR, la società richiedente non aveva ancora stipulato il contratto di locazione dell’area interessata dall’intervento. Il contratto richiamato nella sentenza risulta infatti sottoscritto successivamente. Il legale ha inoltre richiamato le osservazioni presentate dalla società nel corso del procedimento e le questioni sollevate sulla documentazione contrattuale.
Si tratta di argomenti che saranno sottoposti alla valutazione del Consiglio di Stato, insieme all’eventuale richiesta di sospensione degli effetti della sentenza. Sarà il giudice d’appello a stabilire se possano incidere sull’accertamento compiuto dal TAR. I Comuni intendono affrontare questo passaggio con serietà, senza presentare come acquisito un esito che oggi resta aperto.
La posizione delle Amministrazioni nasce anche dalla volontà di tutelare un territorio che ha un valore per l’intera collettività. La zona collinare tra Corropoli e Controguerra è parte del paesaggio rurale che caratterizza i nostri Comuni: un insieme di campi coltivati, vigneti, abitazioni e visuali aperte costruito nel tempo dal lavoro delle famiglie e delle imprese agricole. Ogni intervento che modifica questo equilibrio merita attenzione per la sua collocazione e per il rapporto con i luoghi circostanti. La tutela del paesaggio non può essere affidata soltanto ai procedimenti amministrativi o alle aule di giustizia. Richiede una responsabilità condivisa. Per questo rivolgiamo un appello anche ai proprietari dei terreni: quando viene proposta la concessione di un’area per una nuova infrastruttura, è comprensibile valutare il beneficio economico individuale, ma chiediamo di considerare anche gli effetti che quella scelta può avere sui vicini, sulle attività agricole e sull’immagine complessiva del territorio. Un guadagno immediato per il singolo può accompagnarsi a difficoltà e preoccupazioni per una comunità intera.
Nessuno intende mettere in discussione i diritti dei proprietari o l’importanza dei servizi di comunicazione. Chiediamo però che le scelte di localizzazione siano compiute con sensibilità verso i luoghi e verso le persone che li abitano. Amministrazioni, cittadini, proprietari e operatori devono lavorare insieme per individuare soluzioni capaci di rispondere alle esigenze di connessione e, allo stesso tempo, di preservare il paesaggio rurale che abbiamo ricevuto e che vogliamo consegnare alle prossime generazioni.
I Comuni di Corropoli e Controguerra continueranno a seguire la vicenda nelle sedi competenti e a informare i cittadini sugli sviluppi. - Le Amministrazioni comunali di Corropoli e Controguerra -
(foto di archivio)