Il surrealismo italiano, a Teramo la mostra su Luca Crippa

Fino al 6 dicembre l'esposizione al Castello Della Monica che restituisce la complessità dell'artista nel panorama del Novecento

- La Redazione

Il surrealismo italiano, a Teramo la mostra su Luca Crippa

TERAMO - E' stata inaugurata questa mattina, presso la Sala Ipogea di Teramo, si terrà l’inaugurazione della mostra “Luca Crippa. Visioni tra immaginario surrealista e arte fantastica nel Novecento”. L’esposizione sarà visitabile presso il Castello della Monica, a Teramo, dal 16 ottobre al 6 dicembre 2026, proponendo un percorso dedicato alla figura e all’opera di Luca Crippa, artista particolarmente significativo nell’ambito delle ricerche legate all’immaginario surrealista. L’evento è promosso dalla Fondazione Pasquale Celommi ETS, in collaborazione con il Liceo Scientifico “A. Einstein” di Teramo, l’I.I.S. “Alessandrini-Marino-Pascal-Comi-Forti”, l’I. I. S. “Delfico-Montauti” e il Liceo Statale “G. Milli”, con il patrocinio della Regione Abruzzo, Provincia di Teramo, Città di Teramo e con il contributo di Falone Costruzioni in qualità di sponsor dell’iniziativa.

La mostra, curata dalla storica dell’arte Raffaella Cordisco e dal docente Nino Falini, nasce nell’ambito di un più ampio percorso di approfondimento promosso dalla Fondazione Pasquale Celommi ETS, che ha preso avvio con un ciclo di eventi realizzato tra ottobre 2025 e aprile 2026, dedicato al Surrealismo in Italia e in Europa, alla sua diffusione e alle sue principali declinazioni nel panorama artistico e culturale del Novecento.

Attraverso un nucleo di opere e materiali selezionati, l’esposizione intende restituire la complessità della ricerca artistica di Luca Crippa, mettendone in luce la particolare capacità di muoversi tra dimensione onirica, immaginazione fantastica e suggestioni surrealiste. La mostra propone così un percorso di approfondimento che consente di rileggere la produzione dell’artista all’interno del più ampio panorama culturale e artistico del Novecento, evidenziandone i rapporti con le correnti e gli autori che hanno contribuito alla definizione dell’immaginario fantastico e surrealista in Italia e in Europa. In questa prospettiva, il progetto assume anche una significativa valenza di valorizzazione della memoria artistica e culturale del territorio abruzzese, riportando l’attenzione su figure e relazioni che hanno contribuito alla storia della cultura contemporanea. 

Ospite d’eccezione sarà Remo Giatti, nato a Grosio nel 1954, artista che ha dedicato la propria ricerca al mondo dell’incisione e della grafica d’arte. Formatosi in Architettura al Politecnico di Milano, ha approfondito le tecniche incisorie e grafiche, sviluppando nel corso degli anni un percorso artistico caratterizzato dalla sperimentazione, dalla ricerca espressiva e da una profonda conoscenza delle tecniche di stampa. Nel suo percorso di formazione e di ricerca ha avuto modo di entrare in contatto diretto con importanti maestri della grafica italiana, tra cui Luca Crippa e Riccardo Licata, figure che hanno contribuito ad arricchire la sua esperienza artistica e il suo rapporto con il linguaggio dell’incisione. Incisore, xilografo, litografo e stampatore, Giatti ha esposto le proprie opere in Italia e all’estero, partecipando a mostre, biennali e rassegne internazionali. La sua produzione testimonia il valore della grafica d’arte come linguaggio capace di coniugare sapere tecnico, sensibilità artistica e libertà creativa, mantenendo vivo il dialogo tra tradizione incisoria e ricerca contemporanea.

In occasione della mostra sarà inoltre allestita una stanza dedicata a lui, con una selezione delle sue incisioni ispirate all’Iliade e all’Odissea. Il ciclo propone una rilettura in chiave contemporanea dei grandi poemi omerici, attraverso il segno incisorio e la forza evocativa della materia, restituendo immagini e suggestioni legate al mito, agli eroi, al viaggio e al destino umano. Un percorso espositivo che permetterà al pubblico di conoscere più da vicino la ricerca di Giatti e il suo personale dialogo con la tradizione classica.

La dimensione culturale della mostra si intreccia con quella educativa e didattica, attraverso il coinvolgimento delle istituzioni scolastiche partner e la partecipazione attiva degli studenti. In particolare, gli studenti degli istituti coinvolti hanno realizzato le audio guide della mostra, contribuendo direttamente alla costruzione dei contenuti destinati ai visitatori e sperimentando un’esperienza concreta di conoscenza, interpretazione e divulgazione del patrimonio artistico. Il percorso consente così alle nuove generazioni di avvicinarsi all’arte del Novecento non soltanto attraverso la fruizione delle opere, ma anche mediante un’esperienza di apprendimento attivo e produzione culturale, mettendo in gioco competenze di ricerca, comunicazione e collaborazione.

Ad arricchire l’iniziativa ci sarà inoltre un intermezzo musicale che contribuirà a creare un momento di incontro tra linguaggi diversi, valorizzando il dialogo tra arti visive e musica. La partecipazione dei giovani musicisti sottolinea il ruolo della scuola come spazio di crescita, sperimentazione e creatività, capace di favorire il coinvolgimento attivo delle nuove generazioni nella vita culturale del territorio.