Handball, Lions Teramo espugna il Sannio (16-19)
Solidità difensiva e lucidità in transizione la armi vincenti dei biancorossi
- Walter Cori
TERAMO - Non è mai una passeggiata quando si varca il confine del Sannio, e la sfida contro la Primo Service si è rivelata, sin dai primi battiti, la battaglia tattica e fisica che tutti si aspettavano.
Il Teramo esce dal primo tempo con il muso davanti (16-19), ma il punteggio è il frutto di una frazione vissuta sulle montagne russe, dove a fare la differenza è stata la capacità di soffrire e la profondità della panchina aprutina. I primi 20 minuti sono stati un inno all'equilibrio. Le due formazioni si sono studiate e colpite colpo su colpo, con i padroni di casa decisi a non concedere centimetri e un Teramo inizialmente contratto. In un’arena bollente, il tabellone è rimasto inchiodato su una parità quasi ipnotica, con le difese a prevalere sugli attacchi e i portieri chiamati agli straordinari. Il momento chiave della prima frazione arriva intorno alla metà del tempo. Con un Haifrej insolitamente sottotono e meno reattivo del solito, la panchina biancorossa decide di rimescolare le carte. La scelta di cambiare il guardiano dei pali si rivela una mossa da scacco matto, nei 10 minuti di permanenza tra i legni, il giovanissimo portiere Della Casa ha letteralmente sbarrato la strada ai cecchini sanniti.
Una serie di interventi prodigiosi ha disinnescato l’entusiasmo locale, agendo da propulsore per la manovra offensiva del Teramo. Forti della sicurezza ritrovata in difesa, gli uomini di punta hanno alzato i giri del motore: Bernachea un cecchino implacabile che ha bucato sistematicamente la difesa avversaria e Toppi il vero architetto della manovra, capace di dettare i tempi e servire palloni col contagiri che hanno permesso il break decisivo. Grazie a questo mix di solidità difensiva e lucidità in transizione, il Teramo ha messo la testa avanti, scavando il solco di tre reti che ha permesso di chiudere il primo tempo sul parziale di 16-19. Al rientro dagli spogliatoi, il Sannio Service scende in campo con un piglio diverso. Sotto nel punteggio dopo una prima frazione sofferta, i padroni di casa tentano immediatamente di accorciare le distanze con una difesa più aggressiva e transizioni rapide. Tuttavia, il piano di rimonta dei sanniti sbatte violentemente contro un ostacolo insormontabile, Hajfrej, l’estremo difensore del Teramo, apparso in stato di grazia, sfodera una serie di interventi prodigiosi su tiri dai sei metri. La sua "vena ritrovata" non solo nega il recupero del Sannio, ma inietta una dose massiccia di fiducia ai compagni di squadra nei momenti di massima pressione. Mentre la difesa teramana tiene botta, in attacco sale in cattedra la qualità dei singoli. Quando il match sembra poter riaprirsi, Tahar e Bernachea decidono di chiudere i conti. Le due bocche di fuoco teramane caricano il braccio con precisione chirurgica. Il cronometro corre veloce e il Teramo amministra con maturità il finale di gara. Al fischio degli arbitri, il tabellone recita 28-33 in favore degli ospiti.
Una vittoria voluta e meritata per la squadra di mister Iezzi. Con questi due punti, Teramo non solo espugna un campo difficile, ma si rilancia prepotentemente verso i piani più alti della classifica, confermando di raggiungere quella maturità mancata nella prima parte del campionato - Ufficio Stampa -