Handball A Silver, ruggito da primato per l'imbattuta Lions Teramo
Coach Izzi: “Gruppo vero e grande risposta della città. Ora comincia il bello, vietato appagarsi”
- La Redazione
di Stefano Vecellio
TERAMO - Passo travolgente, mentalità vincente e una vetta conquistata con merito. La Lions Teramo vola nel girone B di Serie A Silver di pallamano maschile al termine di una cavalcata finora impeccabile. Il capolavoro si è consumato lo scorso sabato sul parquet del Pala San Nicolò, dove i biancorossi hanno sconfitto nello scontro diretto Romagna con un nitido 32-27, scavando un solco arrivato fino al +5 finale, e regalandosi il sorpasso in classifica. Un ruolino di marcia da imbattuti nelle prime cinque giornate - quattro vittorie e un pareggio - che rompe un digiuno storico: per la pallamano maschile teramana, infatti, il primato mancava da quasi vent’anni. Artefice principale di questa partenza da sogno è coach Pierandrea Izzi, capace di plasmare un gruppo coeso e affamato. Ma con la cima della classifica arrivano anche le responsabilità: ad attendere la capolista c’è ora un’insidiosa trasferta contro Camerano.
- Coach Izzi, il successo contro Romagna vi ha regalato il primo posto in solitaria. Che partita è stata dal punto di vista tattico e caratteriale?
“Era un banco di prova davvero duro perché Romagna è una formazione di assoluto valore. Però dentro di noi c’era un desiderio enorme di vincere e di prenderci la vetta. Quella fame ha fatto la differenza: avevamo uno stimolo fortissimo e i ragazzi hanno risposto alla grande sul campo”.
- Una vittoria arrivata nonostante l’emergenza: assenze pesanti all'inizio e poi l'espulsione di Toppi a gara in corso. Che segnale dà questa reazione?
“Eravamo già privi di tre elementi chiave, poi l’espulsione di Toppi ha ulteriormente accorciato le rotazioni, lasciandomi quasi solo con i più giovani in panchina. Eppure la squadra ha reagito con un carattere straordinario. Questo dimostra che prima di essere una squadra siamo un gruppo vero, unito. Nello spogliatoio c’è un’atmosfera fantastica: non ci sono prime donne, tutti aiutano tutti e questo spirito altruista poi si vede chiaramente sul campo”.
- Teramo non vedeva una propria squadra maschile davanti a tutti da quasi vent'anni. Una bella soddisfazione, ma adesso la pressione aumenta.
“Non essendo di Teramo non ero a conoscenza di questo dato storico, ma è una grandissima soddisfazione. Certo, adesso viene la parte più difficile. Da capolista tutti giocano contro di te con il coltello tra i denti: battere la prima della classe offre sempre motivazioni extra agli avversari. Il mio compito ora sarà ancora più impegnativo: dovrò tenere i ragazzi sempre sulla corda, concentrati e mai sazi”.
- Domenica vi attende la trasferta di Camerano. Con che spirito la affronterete?
“Sarà una sfida complessa e insidiosa. Giocare fuori casa è storicamente difficile per chiunque. Voglio rivedere la stessa fame mostrata nelle trasferte di Siracusa e Fasano: vietato rilassarsi, non abbiamo ancora combinato nulla. Sul fronte infermeria contiamo di recuperare Scalzo e Rodi per allungare le rotazioni, mentre restano fuori D'Argenio e il pivot Perez Penedo, che è ancora fermo per un problema al polpaccio”.
- Al Pala San Nicolò si sta rivedendo anche un grande entusiasmo sugli spalti. La città si sta riavvicinando alla pallamano?
“Assolutamente sì. A Teramo la pallamano è sempre stata uno sport di casa, storicamente al pari del calcio per passione e tradizione. Il primo posto attrae e riaccende la curiosità. Sabato ho visto facce nuove, che non avevo mai visto in un anno e mezzo qui. C’era un bel colpo d’occhio e tanto rumore. Mi auguro che l'attenzione dei media e i risultati portino sempre più gente a sostenerci”.
- Volando ad alta quota, qual è l'obiettivo a lungo termine dei Lions per questa stagione?
“L'obiettivo concordato con la società è migliorare il quinto posto dello scorso anno. Questo significa centrare almeno la quarta posizione e qualificarsi per i playoff. Arrivarci da primi, secondi o quarti poco importa, anche se vincere aiuta sempre a vincere. La strada però è ancora lunghissima: siamo soltanto alla quinta giornata su 22 e può succedere davvero di tutto. Dobbiamo continuare a spingere, partita dopo partita”.