Giornata della cultura artigiana, Urso: l'uomo al centro della rivoluzione dell'IA
Il ministro al convegno di Confartigianato. Taffo: in Abruzzo le imprese artigiane danno respiro all'economia
- La Redazione
L'AQUILA - "Noi siamo stati il primo Paese in Europa ad approvare una norma nazionale sull'intelligenza artificiale e abbiamo definito un contesto legislativo che pone sempre l'uomo e il lavoratore al centro di ogni cosa, per gestire e vincere questa sfida epocale, per far sì che essa diventi una preziosa risorsa anche per le imprese artigiane, i servizi al cittadino e per le amministrazioni". Lo ha detto del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ieri all'Aquila per partecipare alla Giornata nazionale della cultura artigiana, con il convegno “Artigianato anima del Made in Italy”, organizzato da Confartigianato Imprese, all'Auditorium di Renzo Piano. Urso nel suo intervento ha ricordato che nei settori di punta del made in Italy, che valgono 383,8 miliardi di export pari al 60,1% del totale nazionale, si registra una forte carenza di manodopera e ha poi illustrato le misure del governo per calmierare il caro carburanti con il taglio delle accise.
Ad intervenire oltre ad Urso, il presidente nazionale di Confartigianato, Marco Granelli, il presidente di Confartigianato Aquila, Angelo Taffo, il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, con interventi tematici del presidente di Fondazione Symbola, Ermete Realacci e del sociologo ed economista Mauro Magatti. Presenti in sala anche il sottosegretario di Stato alle Imprese e al Made in Italy, Fausta Bergamotto, l'assessore regionale allo Sviluppo economico, Ricerca industriale e Lavoro, Tiziana Magnacca, l'assessore regionale alla Formazione, Istruzione e Cultura, Roberto Santangelo, la presidente della Camera di Commercio Gran Sasso, Antonella Ballone. A portare la voce delle imprese le testimonianze di Erika Liberati, imprenditrice specializzata nella creazione di ceramiche d’arte, di Roberto Galbiati, produttore di arredamenti, del designer Giulio Iacchetti.
Nel suo intervento il presidente Taffo ha ricordato che "anche in Abruzzo le imprese artigiane a partire da quelle delle 4A, ovvero i settori dell’Alimentare e bevande, dell’Abbigliamento e moda, dell’Arredo e legno e dell’Automazione e meccanica, danno respiro all'economia, creano occupazione, sono capaci di innovazioni tecnologiche. Chiediamo dunque al governo le misure che consentano alle imprese di avere maggiore redditività, quindi meno burocrazia, più facilità di accesso al credito, condizioni favorevoli per la formazione e l'innovazione tecnologica. C'è un problema di reperimento di manodopera, occorre dunque investire nella formazione e anche attraverso il decreto flussi poter contare su personale extra comunitario che sia formato e che possa ovviamente arrivare ad operare nelle nostre aziende senza clandestinità".
Il ministro Urso ha dato seguito alle sollecitazioni di Taffo ricordando che "nella prima legge annuale sulle piccole e medie imprese e sull'artigianato, che è stata appena approvata dal Parlamento, tra le altre importanti e significative misure, c'è quella che riguarda la riforma dei confidi e anche la riforma della legge quadro sull'artigianato, che risale a oltre 40 anni fa, che finanzia il passaggio generazionale delle competenze tra un lavoratore ormai anziano, un maestro dell'arte artigiana, che in procinto di andare in pensione e il giovane lavoratore neo assunto sotto i 35 anni, con contratto a tempo indeterminato".
Il presidente nazionale Granelli ha allargato lo sguardo alla difficile situazione geopolitica segnata dai conflitti e dal conseguente caro energia, spiegando che "questa giornata vuole essere un momento di riflessione e vicinanza per i nostri imprenditori. Sono momenti complicati e difficili, però credo che il compito di un imprenditore sia sempre quello di essere ottimista e fiducioso. Anche perché oggi l'artigianato, lo vediamo bene anche qui all'Aquila, ha coraggio, caparbietà, unita anche a una qualità e una creatività unica nel mondo. Non dimentichiamo mai che anche in questi momenti di difficoltà l'Italia è il secondo paese manifatturiero d'Europa, leader globale nei settori di eccellenza come arredo, legno, come alimentare, moda e meccanica e di questo noi dobbiamo essere orgogliosi".
Il presidente Marsilio ha definito la giornata "un prezioso momento di riflessione e approfondimento dedicato al valore profondo del saper fare italiano, non solo produzione e creatività, ma cultura e identità, una tradizione viva capace di innovare e di generare futuro. È un'idea di artigianato che sentiamo profondamente nostra perché parla di comunità, di bellezza, di qualità e di responsabilità verso i territori. E da questo punto di vista l'Abruzzo rappresenta una sintesi credo unica in Italia, forse nel mondo, tra i valori ambientali, naturali, paesaggistici, anche storico-archeologici, nello stesso tempo l'essere la settima regione industrializzata d'Italia, la prima del Mezzogiorno".
Prima dell'evento il sindaco Biondi ha accompagnato il ministro Urso in una passeggiata in centro storico. "La ricostruzione post sismica - ha poi commentato - porta con a con sé anche il valore della creatività degli artigiani, della tanta manodopera locale, italiana e straniera, degli artisti della pietra e del legno, dei restauratori: si deve a loro che hanno rimesso insieme i pezzi di questa città e ce l'hanno restituita così bella. Quindi è un grande privilegio per l'Aquila ospitare questa iniziativa, tra l'altro nel giorno di San Giuseppe. La congiuntura internazionale non è delle migliori, ma è un motivo in più per sostenere il Made in Italy".
Durante l’evento è stato presentato il rapporto dell’Ufficio studi di Confartigianato dedicato alle “4 A” del Made in Italy, dove operano 393 mila imprese con 2 milioni e 873 mila addetti, e che rappresentano insieme il 60,1% dell’export totale del Paese, per 383,8 miliardi di euro. Un settore che cuba in Abruzzo 9.907 imprese con 54.421 addetti, per un valore delle esportazioni di 6,4 miliardi di euro, in provincia dell’Aquila 230 milioni di euro. Il totale imprese dei settori delle ‘4 A’ all’Aquila è nello specifico di 1.538, con 4.151 addetti. Le imprese a conduzione giovanile sono 10.163 in Abruzzo, 2.192 all’Aquila, le imprese digitali 3.429 in Abruzzo e 717 all'Aquila.
Si tratta di un sistema produttivo in cui la dimensione delle imprese resta prevalentemente contenuta: oltre la metà degli occupati (50,5%) lavora in micro e piccole imprese. Quasi la metà del surplus (48,3%) è generata da Automazione e meccanica, seguita da Abbigliamento e moda (28,9%), Arredo e legno (11,9%) e Alimentare e bevande (10,9%). La forza del Made in Italy si riflette anche nella qualità dell’offerta. Nel 2025 il valore medio unitario dei prodotti italiani è cresciuto del 42,5% rispetto al 2019, un ritmo più che doppio rispetto all’aumento dei prezzi alla produzione sui mercati esteri (+19,1%).
Un risultato attribuito a diversi fattori: diffusione della produzione artigianale di alta gamma, migliore design, rafforzamento dei brand territoriali, qualità delle materie prime e innovazione tecnologica. A questi si aggiungono digitalizzazione dei processi, certificazioni, maggiore integrazione tra prodotto e servizi e una crescente specializzazione in nicchie ad alto valore aggiunto.
Accanto ai risultati economici emerge però anche una criticità strutturale: la difficoltà di trovare manodopera qualificata. Nel 2025, nei settori delle “4 A”, sono richiesti 719 mila lavoratori, ma 382 mila – il 53,2% – risultano di difficile reperimento.