FOTO | Premio Di Venanzo: Esposimetro d’Oro a Dan Laustsen, Graziaplena e Wolski

Sabato 10 ottobre la cerimonia di premiazione nella tensostruttura in Piazza Martiri della Libertà a Teramo

- La Redazione

FOTO | Premio Di Venanzo: Esposimetro d’Oro a Dan Laustsen, Graziaplena e Wolski

TERAMO - Va al direttore della fotografia cinematografica danese Dan Laustsen l’Esposimetro d’Oro alla Carriera della 31^ edizione del Premio Di Venanzo.

Laustsen ritirerà il riconoscimento a Teramo, nel corso della cerimonia di premiazione che si terrà sabato 10 ottobre, in Piazza Martiri della Libertà.

Dan Laustsen è nato il 15 giugno 1954 ad Aalborg in Danimarca, vanta una carriera di oltre quaranta anni, lavorando in oltre 60 produzioni internazionali. Da ragazzo si appassiona alle immagini in bianco e nero delle riviste di moda e infatti, dopo essersi diplomato alla Scuola Nazionale di Cinema della Danimarca, si dedica alla fotografia di moda. Ma poi scopre la sua vera passione per il cinema. Conosciuto per l’uso audace della luce e del colore, collabora con registi visionari, come Guillermo Del Toro, Chad Stahelski e Ole Bornedal. Il suo è uno stile inconfondibile, carico di atmosfera e profondità emotiva, rilevabili in Crimson Peak (2015) e La forma dell’acqua (2017) regia di Del Toro, e nella saga di John Wick, regia di Chad Stahelski.

Il suo lavoro nei film "La forma dell'acqua" (2017) e "Nightmare Alley" (2021), diretti da Guillermo Del Toro, gli ha portato le candidature all'Oscar e al BAFTA per la migliore fotografia, mentre il lavoro in "John Wick: Chapter 4" (2023), regia di Stahelski, è stato premiato con il Florida Film Critics Circle Award per la migliore fotografia. Tra i numerosi riconoscimenti ottenuti da Laustsen figurano tre premi Bodil, cinque premi dell'Accademia del cinema danese, un premio Guldbagge svedese e il prestigioso premio Erik Balling alla carriera.

La filmografia di Laustsen spazia da cult come Il patto dei lupi (2001) e Silent Hill (2006) regia di Christophe Gans, La leggenda degli uomini straordinari (2003), regia di Stephen Norrington, alla rivisitazione di Il colore viola (2023), diretta da Blitz Bazawule, all'attesissimo Frankenstein (2025), che lo riunisce con il regista Guillermo del Toro per la quinta volta. Riesce sempre a creare mondi di struggente bellezza e scene d'azione adrenaliniche. Laustsen continua ad apportare profondità, arte e innovazione a ogni inquadratura.

Questa la motivazione della Giuria del Di Venanzo (Pres. Stefano Masi, Giorgio Treves, Adriana Chiesa, Gerry Guida, Giuseppe Venditti, Franco Mariotti e Laura Delli Colli):

Per la sua ricca carriera di “principe delle tenebre”, che non rifugge dalle pennellate pittoriche. Un percorso certamente autoriale partito dai cupi racconti girati in patria per il maestro del noir Ole Bornedal e giunto oltreoceano, dove Laustsen ha potuto dar sfogo al suo estro nei variopinti incubi di Guillermo Del Toro. Filmografia:

  • Skal vi danse først?, regia di Anette Mari Olsen (1979)
  • Danmark er lukket, regia di Dan Tschernia (1980)
  • Har du set Alice?, regia di Brita Wielopolska (1981)
  • Gummi-Tarzan, regia di Søren Kragh-Jacobsen (1981)
  • Den ubetænksomme elsker, regia di Claus Ploug (1982)
  • Otto er et næsehorn, regia di Rumle Hammerich (1983)
  • Isfugle, regia di Søren Kragh-Jacobsen (1983)
  • Min farmors hus, regia di Frode Pedersen (1984)
  • Claus Ploug, regia di Claus Ploug (1985)
  • Johannes' hemmelighed, regia di Åke Sandgren (1985)
  • Ansigt til ansigt, regia di Anne Wivel (1987)
  • Skyggen af Emma, regia di Søren Kragh-Jacobsen (1988)
  • Guldregn, regia di Søren Kragh-Jacobsen (1988)
  • Miraklet i Valby, regia di Åke Sandgren (1989)
  • Giselle, regia di Anne Wivel (1991)
  • I ragazzi di San Pietro (Drengene fra Sankt Petri), regia di Søren Kragh-Jacobsen (1991)
  • Il guardiano di notte (Nattevagten), regia di Ole Bornedal (1994)
  • Carmen & Babyface, regia di Jon Bang Carlsen (1995)
  • Nightwatch - Il guardiano di notte (Nightwatch), regia di Ole Bornedal (1997)
  • Mimic, regia di Guillermo del Toro (1997)
  • Qaamarngup uummataa, regia di Jacob Grønlykke (1998)
  • Lucky, re del deserto (Running Free), regia di Sergej Bodrov (1999)
  • Dykkerne, regia di Åke Sandgren (2000)
  • Il patto dei lupi (Le pacte des loups), regia di Christophe Gans (2001)
  • I Am Dina (Jeg er Dina), regia di Ole Bornedal (2002)
  • Al calare delle tenebre (Darkness Falls), regia di Jonathan Liebesman (2003)
  • La leggenda degli uomini straordinari (The League of Extraordinary Gentlemen), regia di Stephen Norrington (2003)
  • Nomad - The Warrior (Nomad), regia di Sergei Bodrov e Ivan Passer (2005)
  • Sex hopp och kärlek, regia di Lisa Ohlin (2005)
  • Silent Hill, regia di Christophe Gans (2006)
  • Vikaren, regia di Ole Bornedal (2007)
  • Wind Chill - Ghiaccio rosso sangue (Wind Chill), regia di Gregory Jacobs (2007)
  • Kærlighed på film, regia di Ole Bornedal (2007)
  • Fri os fra det onde, regia di Ole Bornedal (2009)
  • Headhunter, regia di Rumle Hammerich (2009)
  • Solomon Kane, regia di Michael J. Bassett (2009)
  • The Possession, regia di Ole Bornedal (2012)
  • Crimson Peak, regia di Guillermo del Toro (2015)
  • John Wick - Capitolo 2 (John Wick: Chapter 2), regia di Chad Stahelski (2017)
  • La forma dell'acqua - The Shape of Water (The Shape of Water), regia di Guillermo del Toro (2017)
  • Proud Mary, regia di Babak Najafi (2018)
  • John Wick 3 - Parabellum (John Wick: Chapter 3 - Parabellum), regia di Chad Stahelski (2019)
  • La fiera delle illusioni - Nightmare Alley (Nightmare Alley), regia di Guillermo del Toro (2021)
  • John Wick 4 (John Wick: Chapter 4), regia di Chad Stahelski (2023)
  • Il colore viola (The Color Purple), regia di Blitz Bazawule (2023)
  • Frankenstein, regia di Guillermo del Toro (2025)

La Giuria del 31° Premio Internazionale della Fotografia Cinematografica Gianni Di Venanzo assegna a Marco Graziaplena l’Esposimetro d’oro per la fotografia di un film italiano, Duse (2025) diretto da Pietro Marcello, e assegna a Dariusz Wolski l’Esposimetro d’Oro per un film straniero, Norimberga (2025) diretto da James Vanderbilt.

I due autori della fotografia cinematografica ritireranno il riconoscimento a Teramo, nel corso della cerimonia di premiazione che si terrà sabato 10 ottobre, in Piazza Martiri della Libertà.

Il romano Marco Graziaplena si diploma al Centro Sperimentale di Cinematografica a Roma come direttore della fotografia. Cresce artisticamente sotto la guida di Giuseppe Rotunno, affinando una sensibilità visiva profondamente legata alla tradizione del cinema d’autore. La svolta arriva grazie a un direttore della fotografia che lo porta con sé in Francia come primo assistente e focus puller (o fuochista: responsabile della messa a fuoco dell’immagine). Da quel momento si consolida la carriera oltralpe, fino all’esordio come direttore della fotografia principale, avvenuto una decina di anni fa. Dopo gli esordi come assistente operatore, lavora su set internazionali collaborando, tra gli altri, con Spike Lee, J.J. Abrams e Doug Liman, e nel mondo della pubblicità con registi come Tarsem, Jonas Åkerlund e Johan Renck. Oggi, franco-italiano, è uno dei direttori della fotografia più interessanti del cinema europeo contemporaneo, con una filmografia che include lavori con Abdellatif Kechiche, Yohann Manca e Pietro Marcello, alternando cinema, cortometraggi e spot pubblicitari di alto profilo. Ha lavorato più volte con il regista teramano Marco Chiarini (Lo spazzolino da denti – Esercizio di stile – Esercizi di magia – Omero bello di nonna).

Per il film Duse, come racconta nell’intervista pubblicata dal numero 8 di AIC Bulletin: “Il linguaggio visivo è stato volutamente meno legato ai movimenti di zoomata continua dall’ampio allo stretto, preferendo stringere maggiormente sui primi piani… Abbiamo affrontato – dice ancora Graziaplena - questo film d’epoca con uno spirito squisitamente documentaristico. L’obiettivo non era una ricostruzione calligrafica o un’illuminazione accademica e patinata da “period movie” tradizionale; volevamo attualizzare l’epoca per parlare dell’oggi, evidenziando temi come la censura di Stato, la propaganda politica e la retorica bellica… Ho riscoperto il piacere e l’efficacia della cosiddetta “luce di piatto” (frontale e diretta). Piazzare un proiettore da 18K diretto in faccia agli attori è una scelta che oggi spaventa molti nel digitale, ma che in pellicola regala una resa dell’incarnato e una trasparenza dello sguardo semplicemente magnifiche. La pellicola possiede una morbidezza intrinseca che ti salva sempre e accarezza i volti”.

Duse (2025) - Paese di produzione: Italia, Francia. Durata: 122 minuti. Genere: biografico, drammatico, storico. Regia: Pietro Marcello. Sceneggiatura: Letizia Russo, Guido Silei, Pietro Marcello. Fotografia: Marco Graziaplena. Montaggio: Fabrizio Federico, Cristiano Travaglioli, Alessio Franco, Luca Carrera. Effetti speciali: Arianna Capra. Musiche: Fabrizio Elvetico, Marco Messina, Sacha Ricci. Scenografia: Gaspare De Pascali. Costumi: Ursula Patzak. Trucco: Maurizio Fazzini.

Interpreti e personaggi: Valeria Bruni Tedeschi (Eleonora Duse), Noémie Merlant (Enrichetta Checchi Marchetti), Mimmo Borrelli (Ermete Zacconi), Fausto Russo Alesi (Gabriele D’Annunzio), Giovanni Morassutti (Milo), Vincenzo Pirrotta (Benito Mussolini)…

Questa la motivazione della Giuria del Di Venanzo (Pres. Stefano Masi, Giorgio Treves, Adriana Chiesa, Gerry Guida, Giuseppe Venditti, Franco Mariotti e Laura Delli Colli). Esposimetro d’Oro per un film italiano a:

  • Marco Graziaplena per Duse – regia di Pietro Marcello

Per aver saputo cogliere tutte le suggestioni della luce naturale, in linea con le inclinazioni del regista Pietro Marcello. Un vasto campionario di visioni, che mescola ad arte la pasta dell’immagine di differenti pellicole e diverse ottiche.

Dariusz Wolski, nato a Varsavia il 7 maggio 1956, studia alla Scuola nazionale di cinema, televisione e teatro Leon Schiller di Łódź, emigra negli Stati Uniti nel 1979, a 23 anni. Esordisce alla fotografia nel 1988, lavorando in seguito a film come Il corvo - The Crow, Allarme rosso, The Fan - Il mito, Delitto perfetto e Dark City. Tuttavia il suo nome è principalmente legato alla saga di Pirati dei Caraibi nei primi quattro capitoli (2003-2011).

Wolski inizia la sua attività realizzando video musicali: cura la fotografia di numerosi videoclip tra la fine degli anni ottanta e l'inizio dei novanta per artisti come David Bowie, Elton John, Neil Young, Aerosmith e Sting. Dal 1996 è membro dell'American Society of Cinematographers (ASC).

Dal 2012 collabora frequentemente con Ridley Scott. Nel 2021 è stato candidato per la prima volta al premio Oscar per Notizie dal mondo.

Nel film Nuremberg (Norimberga, 2025) diretto dal regista James Vanderbilt, il direttore della fotografia Dariusz Wolski insieme ai suoi collaboratori ha cercato di creare un linguaggio visivo che privilegiasse l'accuratezza storica, la sobrietà e la recitazione. Nel farlo, Wolski ha attinto a diverse fonti di ispirazione, tra cui i filmati d'epoca del processo di Norimberga, la fotografia di strada e l'esperienza maturata nella sua lunga collaborazione con il regista Ridley Scott. E le riprese all’interno della cella con gli attori Rami Malek, che interpreta lo psichiatra Kelley, incaricato di valutare i gerarchi nazisti, e con Russel Crowe, che interpreta Goring… - Wolski, nella intervsita raccolta da Panavision.com, dice - «Nella prigione c'è una sola fonte di luce», prosegue. «Si parte sempre dalla realtà. Eve Stewart, la scenografa, si è presentata con una fotografia autentica che ritraeva una lampadina nuda protetta da una gabbia metallica. E io ho detto: "Beh, fotografiamo proprio quella. Vediamo che effetto fa". Così abbiamo usato lampadine nude, ottenendo ombre molto nette…«Se posizioni la luce nel punto giusto, puoi girare l'intera scena in quel modo», - aggiunge il direttore della fotografia polacco - «Ascoltavo Vittorio Storaro, il quale sosteneva che l'ideale fosse girare un film con un'unica fonte di luce. Ci credo ancora e cerco sempre di farlo».”

Nuremberg (Norimberga, 2025)

Paese di produzione: Stati Uniti d’America. Durata 148 minuti. Genere: storico, drammatico. Regia James Vanderbilt. Soggetto: dal romanzo Il nazista e lo psichiatra di Jack El-Hai. Sceneggiatura: James Vanderbilt. Fotografia: Dariusz Wolski. Montaggio: Tom Eagles. Musiche: Brian Tyler. Scenografia: Eve Stewart. Costumi: Bartholomew Cariss. Trucco: Jan Sewell.

Interpreti e personaggi: Russell Crowe (Hermann Göring), Rami Malek (Douglas Kelley), Leo Woodall (sergente Howie Triest), John Slattery (colonnello Burton Andrus)…

 All’indomani della Seconda guerra mondiale, mentre il mondo è ancora sconvolto dagli orrori dell’Olocausto, al tenente colonnello Douglas Kelley, psichiatra dell’esercito americano, viene affidato un incarico senza precedenti: valutare la sanità mentale di Hermann Göring, il famigerato ex braccio destro di Hitler, e di altri alti gerarchi nazisti. Sul palcoscenico della storia si apre così il processo di Norimberga, un evento che ha cambiato per sempre la storia e l’umanità.

Questa la motivazione della Giuria del Di Venanzo (Pres. Stefano Masi, Giorgio Treves, Adriana Chiesa, Gerry Guida, Giuseppe Venditti, Franco Mariotti e Laura Delli Colli):

Esposimetro d’Oro per un film straniero a:

  • Dariusz Wolski per Norimberga, regia di James Vanderbilt - Per la potenza di una visione di tipo classico che si sposa con la semplicità degli interventi, talvolta attraverso un unico punto luce. Uno stile fatto di estrema eleganza, seppur mai esibita, in un racconto in bilico tra dramma giudiziario e film carcerario, potenzialmente avaro di bellezza fotografica.