FOTO | Patronato ACLI, a Teramo le nuove sfide della tutela sociale

Diritti e previdenza al centro del confronto con il presidente nazionale Paolo Ricotti

- La Redazione

FOTO | Patronato ACLI, a Teramo le nuove sfide della tutela sociale

TERAMO – Come cambia il ruolo del Patronato di fronte ad una società sempre più complessa? E come garantire che i diritti riconosciuti dalle norme diventino diritti realmente accessibili ai cittadini?
Sono stati questi alcuni dei temi al centro del confronto svoltosi nella sede provinciale delle ACLI di Teramo in occasione della presenza del presidente nazionale del Patronato ACLI Paolo Ricotti.

Un incontro che ha messo insieme rappresentanti delle istituzioni, dirigenti e operatori del sistema ACLI, offrendo l’occasione per riflettere sull’evoluzione di un servizio che, nato per la tutela previdenziale dei lavoratori, è oggi chiamato a confrontarsi con bisogni sociali sempre più articolati.
A sottolineare il valore istituzionale di questa funzione è stata il Viceprefetto Roberta Di Silvestro, intervenuta in rappresentanza del Prefetto di Teramo. Nel suo intervento ha richiamato la matrice costituzionale della tutela sociale e il ruolo del Patronato quale punto di raccordo tra le istituzioni e i bisogni concreti delle persone, esprimendo apprezzamento per il lavoro svolto dal Patronato ACLI di Teramo, divenuto negli anni un punto di riferimento per il territorio.

Una funzione che assume particolare importanza in un sistema nel quale la complessità delle norme rischia talvolta di creare distanza tra il riconoscimento formale di un diritto e la possibilità concreta di esercitarlo.
Su questo aspetto si è soffermata la presidente provinciale delle ACLI , avv. Paola De Federicis: "I diritti non esistono se non c’è chi ci aiuta ad esercitarli. Un diritto scritto sulla carta non basta: deve essere conosciuto, accessibile e concretamente esercitabile".
Il Patronato diventa così non soltanto un luogo nel quale svolgere una pratica, ma un presidio di prossimità capace di orientare e accompagnare il cittadino nelle diverse fasi della vita.
Un ruolo profondamente cambiato nel corso degli 81 anni di attività del Patronato ACLI, come ha ricordato il presidente nazionale Paolo Ricotti.
"Le leggi sono cambiate, il mondo è cambiato, ma una cosa non è cambiata: la nostra passione di stare vicino alle persone", ha affermato Ricotti, sottolineando come alla tradizionale competenza previdenziale si siano progressivamente affiancati nuovi ambiti di tutela.
Pensioni e previdenza restano il cuore dell’attività, ma ad esse si aggiungono oggi invalidità e disabilità, non autosufficienza, immigrazione e cittadinanza, tutela del lavoro e assistenza rispetto a un sistema normativo in continua evoluzione.

Tra le questioni sulle quali si giocherà il futuro, Ricotti ha posto in particolare l’accento sulla previdenza complementare e sulle nuove generazioni. La sfida, secondo il presidente nazionale, è intervenire prima, costruendo una cultura previdenziale già tra i giovani e aiutandoli a comprendere che le scelte compiute all’inizio della vita lavorativa avranno conseguenze decisive sulla loro futura condizione pensionistica.
Da qui anche l’idea di portare l’educazione previdenziale nelle scuole, avvicinando i ragazzi a temi che possono apparire lontani ma che riguardano direttamente il loro futuro. Un settore sul quale anche il Patronato ACLI di Teramo sta investendo attraverso la formazione e la specializzazione dei propri operatori.

Il confronto ha inoltre evidenziato il valore della presenza territoriale: dietro ogni pratica vi è una persona con una domanda, una difficoltà o una scelta da compiere. È su questa capacità di coniugare competenza tecnica e vicinanza alle persone che il Patronato intende continuare a costruire la propria funzione.
A chiudere la giornata, un momento dedicato all’identità culturale della provincia. La dirigente scolastica Eleonora Magno ha consegnato a Paolo Ricotti una mattonella in ceramica realizzata dagli studenti del Liceo Artistico “F.A. Grue” di Castelli.
La dirigente ha illustrato la particolare realtà della scuola e il suo impegno nella tutela e nella trasmissione della tradizione ceramica di Castelli, patrimonio profondamente legato alla storia e all’identità del territorio.
Un richiamo alla cultura locale che ha concluso simbolicamente una giornata nella quale il tema della prossimità è emerso come filo conduttore: istituzioni, Patronato e realtà del territorio chiamati, ciascuno nel proprio ruolo, a ridurre la distanza tra le persone e i loro diritti.