FOTO | Fotovoltaico a contrada Giardino, termini scaduti e controlli assenti
FdI di Roseto degli Abruzzi: "L'amministrazione autorizza e poi si dimentica del territorio, faccia chiarezza"
- La Redazione
ROSETO DEGLI ABRUZZI - Fratelli d'Italia segue la vicenda del campo fotovoltaico di contrada Giardino da quando sono iniziati i primi movimenti. Dopo le segnalazioni ricevute dai residenti, il 5 ottobre abbiamo protocollato una richiesta di accesso agli atti, e il 19 ottobre il Comune ci ha trasmesso la documentazione della pratica.
"Le carte dicono con chiarezza chi ha deciso - dichiara Francesco Di Giuseppe, Capogruppo di Fratelli d'Italia in Consiglio comunale -. Il progetto è stato presentato al Comune nell'ottobre 2023, ed è stata questa amministrazione a concludere il procedimento con una determina dirigenziale del dicembre dello stesso anno. Si tratta di un impianto fotovoltaico a terra di circa 8 megawatt, su circa dodici ettari di terreno agricolo. In questi giorni si è parlato molto di agrivoltaico e di coltivazioni a rotazione. Ci limitiamo a osservare che negli elaborati trasmessi l'impianto è descritto come fotovoltaico a terra, e su questo chiediamo al Comune di fare chiarezza".
Il punto, per Di Giuseppe, è il modo in cui l'ente ha seguito ciò che ha autorizzato: "È stato il Comune a fissare al 31 ottobre 2026 il termine per completare i lavori, e ai primi di novembre in cantiere c'erano soltanto le strutture di sostegno, con i pannelli ancora imballati. È stato il Comune a imporre una garanzia per lo smantellamento dell'impianto a fine vita, che tra gli atti trasmessi non risulta. E il progetto approvato dal Comune prevede opere di mitigazione dell'impatto visivo che lungo la recinzione non risultano ancora realizzate, nemmeno dove l'impianto confina con le abitazioni. Non ci risulta che in questi mesi gli uffici abbiano effettuato verifiche sul cantiere. Dagli atti emergono anche passaggi del procedimento che meritano un chiarimento, a partire dal coinvolgimento di alcuni enti che avrebbero dovuto esprimersi e da un verbale della conferenza di servizi che riporta date incoerenti e persino il riferimento allo sportello edilizio di un altro Comune. Un'amministrazione che autorizza un intervento di queste dimensioni ha il dovere di seguirlo fino in fondo".
Di Giuseppe collega la vicenda a quanto denunciato nell'ultimo Consiglio comunale, durante la discussione sul Documento unico di programmazione: "L'ho detto in aula pochi giorni fa: in questi anni a Roseto l'urbanistica privata ha camminato a una velocità che quella pubblica non ha mai nemmeno avvicinato. Le iniziative dei privati sono andate avanti una dopo l'altra, mentre il piano urbanistico comunale, che dovrebbe stabilire dove e come la città può crescere, è ancora in fase di redazione. Contrada Giardino è il risultato di questa assenza di regia. Le scelte arrivano una pratica alla volta, e i cittadini le scoprono quando i pali sono già piantati".
Per questo Fratelli d'Italia ha protocollato una ulteriore richiesta formale al dirigente del Settore, con cui chiede i documenti mancanti e un sopralluogo sul cantiere, e un'interrogazione al Sindaco con risposta scritta e orale in Consiglio comunale: "Chiediamo all'amministrazione di dire se ritiene rispettato il termine che lei stessa ha fissato, cosa intende fare per la parte dell'impianto non completata, se la garanzia per lo smantellamento sia stata effettivamente depositata e quando verranno realizzate le opere di mitigazione - conclude Di Giuseppe -. Non siamo contrari alle rinnovabili. Chiediamo che chi governa questa città si occupi del suo territorio anche dopo aver firmato un'autorizzazione, e porteremo queste domande in Consiglio comunale finché non avranno risposta". - Fratelli d'Italia Roseto degli Abruzzi -