Farmaci salvavita, Taglieri (M5S): ex vertici Asl indagati, Marsilio chiede scusa alle opposizioni
Perché è proprio questo il punto: se i farmaci erano disponibili sul mercato, occorre comprendere perché non siano stati garantiti con regolarità a chi ne aveva bisogno
- La Redazione
CHIETI - «Per mesi abbiamo denunciato le criticità nell'approvvigionamento dei farmaci salvavita destinati ai pazienti oncologici della ASL Lanciano-Vasto-Chieti, chiedendo chiarezza sulle scelte aziendali e sulle conseguenze per i cittadini. In risposta abbiamo ricevuto accuse di sciacallaggio politico, attacchi e tentativi di delegittimazione. Oggi, alla luce di quanto riportato dal quotidiano Il Centro sull'inchiesta della Procura di Chieti che coinvolge gli ex vertici aziendali, quelle denunce assumono un significato ancora più importante. E credo che il Presidente Marco Marsilio debba delle scuse. Non soltanto alle opposizioni, ma soprattutto ai pazienti e alle loro famiglie, che hanno vissuto momenti di paura, incertezza e ulteriore stress durante una delle fasi più difficili della propria vita», dichiara il Capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale, Francesco Taglieri.
«Marsilio arrivò a definire le nostre denunce uno “sciacallaggio”, parlando di una campagna calunniosa e di una vergognosa speculazione politica. Parole gravissime, pronunciate nei confronti di chi chiedeva semplicemente che venisse garantito il diritto alla salute», osserva Taglieri.«Oggi apprendiamo che, secondo la ricostruzione giornalistica, l'Agenzia Italiana del Farmaco avrebbe smentito la presunta irreperibilità sul mercato italiano di alcuni medicinali. Un elemento che, se confermato, aprirebbe interrogativi pesantissimi sulle decisioni assunte dalla precedente direzione aziendale e sulle effettive ragioni delle difficoltà incontrate dai pazienti nell'accesso alle terapie.
Perché è proprio questo il punto: se i farmaci erano disponibili sul mercato, occorre comprendere perché non siano stati garantiti con regolarità a chi ne aveva bisogno. Non stiamo parlando di una semplice controversia amministrativa, ma di persone affette da patologie oncologiche, già costrette ad affrontare percorsi terapeutici complessi, alle quali non si può aggiungere il peso dell'incertezza sulla disponibilità delle cure.
Naturalmente sarà la magistratura ad accertare eventuali responsabilità penali, nel pieno rispetto della presunzione di innocenza. Ma la responsabilità politica è un'altra questione e non può essere elusa. Chi governa la sanità regionale ha il dovere di ascoltare le segnalazioni, verificare le criticità e intervenire tempestivamente, non di liquidare ogni denuncia come una strumentalizzazione politica.
Marsilio dovrebbe riflettere sul peso delle parole utilizzate e sul messaggio trasmesso a quei cittadini che chiedevano soltanto di potersi curare senza ulteriori preoccupazioni. Le scuse alle opposizioni sarebbero un atto di correttezza istituzionale. Quelle ai pazienti e alle loro famiglie rappresenterebbero invece un gesto di rispetto e sensibilità che considero ancora più necessario. «Come Movimento 5 Stelle continueremo a chiedere che venga fatta piena luce su quanto accaduto, sulle procedure di approvvigionamento, sulle decisioni assunte e sui controlli esercitati dalla Regione Abruzzo. Perché la tutela della salute non può dipendere da logiche di bilancio che rischiano di compromettere la continuità assistenziale. Denunciare una criticità sanitaria non significa fare sciacallaggio. Significa esercitare il proprio dovere istituzionale. E quando sono in gioco farmaci salvavita, il primo obbligo della politica non è difendere chi amministra, ma proteggere chi ha bisogno di cure», conclude Taglieri.