Elisoccorso, Pietrucci: "La Giunta ascolti gli operatori"
"Caos nel passaggio a Elitaliana: scambio di elicotteri, addestramenti rinviati e dubbi sulle abilitazioni" si legge nella nota
- Walter Cori
L'AQUILA - "La situazione che si sta determinando nel servizio di elisoccorso abruzzese è sempre più preoccupante. Il rischio è che l'Abruzzo si ritrovi con due elicotteri nelle basi dell'Aquila e di Pescara, ma senza poter garantire le operazioni speciali di soccorso in montagna, comprese quelle con verricello. È questo lo scenario preoccupante che emerge dalle informazioni raccolte. Uno scenario che sarebbe il risultato di decisioni improvvise sull'assegnazione degli elicotteri, addestramenti rinviati e incertezze sulle abilitazioni del personale. La Giunta regionale deve intervenire immediatamente, ascoltando chi lavora sugli elicotteri e rischia ogni giorno la propria vita per salvare quella degli altri".
È il nuovo appello del consigliere regionale del Partito Democratico, Pierpaolo Pietrucci, che torna a intervenire sulle criticità del passaggio del servizio di elisoccorso da Avincis a Elitaliana, chiedendo un confronto diretto tra la Giunta regionale e gli operatori sanitari e del soccorso alpino.
"Tutto questo, ferme restando le perplessità e le denunce che abbiamo già sollevato sulle procedure di affidamento del servizio, dalle gare andate deserte al successivo affidamento diretto a Elitaliana. Su questi passaggi ci sono state negate le informazioni necessarie a fare piena chiarezza, tanto che abbiamo chiesto l'intervento delle Procure competenti. Una vicenda sulla quale continuiamo a pretendere trasparenza e alla quale oggi si aggiungono nuove preoccupazioni sulla sicurezza e l'operatività del servizio". "Dopo una riunione tenutasi tra il nuovo gestore e i vertici regionali, sarebbe stata decisa un'improvvisa inversione nell'assegnazione degli elicotteri: l'AW169, fino a quel momento impiegato a Pescara, verrebbe trasferito alla base dell'Aquila, mentre l'AW109 presente a Preturo sarebbe destinato a Pescara. Una decisione che solleverebbe problemi molto seri. I medici aquilani, infatti, non disporrebbero delle abilitazioni necessarie per effettuare le operazioni speciali con l'AW169. E questo mentre il personale sanitario delle due basi stava già svolgendo attività di familiarizzazione con l'AW109 a Preturo".
"A complicare ulteriormente il quadro ci sarebbe la questione degli addestramenti per le operazioni speciali, comprese quelle in hovering e con verricello. Le esercitazioni previste la scorsa settimana sarebbero state annullate per la mancata disponibilità del DUVRI, il Documento unico di valutazione dei rischi da interferenze, previsto dalla normativa sulla sicurezza sul lavoro nei casi applicabili. Non è chiaro se e quando siano state recuperate, né se la formazione sui dispositivi di protezione individuale di terza categoria, già effettuata con il precedente gestore, debba essere ripetuta". "Se queste circostanze fossero confermate, il rischio sarebbe quello di avere due elicotteri nelle basi abruzzesi senza poter garantire pienamente le operazioni speciali di soccorso in montagna. Una situazione gravissima per una regione come l'Abruzzo, dove la tempestività e la sicurezza degli interventi sul Gran Sasso, sulla Maiella e nelle altre aree montane possono fare la differenza tra la vita e la morte".
Per Pietrucci, però, il problema è anche il modo in cui viene gestita la riorganizzazione. "La Regione non può continuare a gestire questa situazione soltanto attraverso interlocuzioni con i vertici amministrativi e burocratici, senza ascoltare chi materialmente deve salire sugli elicotteri e affrontare le emergenze. Per questo rivolgo un appello preciso al presidente Marsilio e alla Giunta regionale: incontrino direttamente i medici, gli infermieri e il personale del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico coinvolti nel servizio di elisoccorso. Li ascoltino senza filtri, raccolgano le loro segnalazioni e verifichino con loro quali siano le condizioni operative effettive nelle basi dell'Aquila e di Pescara". "Non si tratta di convocare l'ennesima riunione formale o di affidarsi esclusivamente alle rassicurazioni dei dirigenti. Si tratta di capire se oggi il personale dispone di tutte le abilitazioni necessarie, se gli addestramenti sono stati completati, se la documentazione sulla sicurezza è in regola e, soprattutto, se le operazioni speciali di soccorso siano effettivamente garantite su tutto il territorio regionale".
"Qui non sono in discussione soltanto l'efficienza del servizio o le scelte organizzative di un appalto. Sono in gioco la vita dei cittadini abruzzesi e la sicurezza dei medici, degli infermieri e degli operatori del Soccorso Alpino che intervengono nelle situazioni più difficili. Nessuno di loro deve essere messo nella condizione di lavorare senza certezze sulle procedure e sulle garanzie di sicurezza". "La Giunta regionale si assuma la responsabilità politica di quanto sta accadendo, intervenga subito e faccia chiarezza. Prima di ascoltare altre rassicurazioni da chi dirige il servizio, ascolti chi quel servizio lo garantisce ogni giorno, mettendo a rischio la propria vita", conclude Pietrucci.