Eccellenza, rebus ripescaggi: sperano Sambuceto e Rosetana, arranca il Penne
I nuovi criteri valutativi della LND premierebbero teatini e rosetani ma occhio alle situazioni di Chieti e Angolana
- La Redazione
di Stefano Vecellio
TERAMO - I fuochi d’artificio che hanno tinto di giallorosso la notte di Sant’Egidio hanno chiuso il sipario sulla stagione calcistica abruzzese, ma anche aperto la porta alla costituzione di quella che verrà. La sliding door della promozione dei vibratiani in Serie D ha infatti “liberato” un nuovo posto per l’Eccellenza del futuro, riaccendendo la luce sui bui anfratti dei ripescaggi.
Ad una prima occhiata della classifica e della postseason appena conclusa, gli indiziati principali sembrerebbero Sambuceto, Rosetana e Penne, ma la questione è molto più intricata di come può sembrare. I teatini hanno risanato la società chiudendo di fatto l’era Vecchiotti e sono pronti a ripartire con un nuovo progetto per cancellare le ultime deludenti annate, mentre sulle rive dell’Adriatico il presidente Lamedica ha tracciato le linee guida per il salto di categoria, puntando sull’orgoglio rosetano e su una stagione da record, terminata con un +19 dal secondo posto, una Coppa Italia Promozione in bacheca, con l’unico neo della finale playoff persa ai rigori contro il Montesilvano. Discorso diverso invece in casa Penne, appena retrocesso dopo l’amara sconfitta casalinga nella finale playout contro il Montorio. Come trapela dall’ambiente biancorosso, la società presenterà regolarmente domanda ma l’ottimismo per un esito positivo sembrerebbe scemare sempre di più.
Condizionale d’obbligo, visti i nuovi criteri di valutazione per la domanda di riammissione al massimo campionato regionale redatti dalla LND, che come si legge nel Comunicato Ufficiale n.85 dell’11 giugno 2026, viene divisa in tre livelli che premierebbero Sambuceto e Rosetana. Il livello 1 dei ripescaggi comprende infatti “le società retrocesse perdenti le gare di play-out, quelle retrocesse senza la disputa dei play-out a seguito di distacco di punti nella stagione 2025/2026, le perdenti le gare spareggio play-off per la promozione al campionato superiore e infine le società che nella stagione 2025/2026 abbiano partecipato al campionato inferiore rispetto a quello per il quale si chiede il ripescaggio”. Gli altri due livelli prevedono invece i club retrocessi direttamente dai rispettivi campionati al termine della Stagione Sportiva 2025/2026 (livello 2) e le società che hanno usufruito del beneficio del ripescaggio nella stagione sportiva 2024/25 (livello 3).
Sambuceto e Rosetana rientrerebbero quindi in prima fascia, con i biancorossi vestini che sarebbero inseriti invece nel terzo e ultimo livello. I ripescaggi avverranno seguendo l’ordine dei tre livelli, ma per il livello 1 sarà applicato il principio dell’alternanza: verranno create cioè due graduatorie, una per le società retrocesse e una per le società non promosse, alternando una squadra della graduatoria delle retrocesse e una di quella delle non promosse. Non potranno invece presentare domanda le società con meno di due anni di anzianità di affiliazione, quelle già ripescate nel 2025/2026 e le società colpite da sanzioni per illecito sportivo o violazione del divieto di scommesse nelle ultime stagioni sportive. In caso di parità di punteggio nelle graduatorie, inoltre, quest’anno saranno decisivi la maggiore anzianità di affiliazione e la migliore posizione nella Coppa Disciplina. Norma alla mano, rientrerebbe in questo panorama anche il Pianella, prima retrocessa dell’ultima Eccellenza, ma la posizione della società vestina sembra per ora più defilata.
Addentrarsi nei tecnicismi pare però ancora troppo prematuro, considerando anche la precarietà delle posizioni di Chieti e Renato Curi Angolana, le cui situazioni pericolanti aprirebbero altri possibili scenari di ripescaggio. In casa neroverde si respira infatti aria pesante: la fumata nera nella trattativa con Pistilli e l’attesa per l’esito del ricorso al Collegio di Garanzia del Coni per una eventuale riammissione in Serie D dopo il -11 inflitto dalla Corte Federale d’Appello, portano il club a vagliare due ipotesi. La prima sarebbe quella di definire un nuovo assetto societario che garantirebbe per il momento l’iscrizione all’Eccellenza, mentre la seconda, e per ora la più accredita, vedrebbe la ripartenza dalla Promozione con il Città di Chieti, dando vita ad un progetto ambizioso che coinvolgerebbe soci dall’imprenditoria locale e la partecipazione attiva della tifoseria tramite azionariato popolare. Una prospettiva, questa, che lascerebbe così da colmare due tasselli per la prossima stagione, che diventerebbero addirittura tre in caso di liquidazione giudiziale dell’Angolana, il cui fascicolo è stato aperto dopo l’accoglimento, da parte dei giudici, del ricorso presentato dalla Prosport Adolfo De Cecco Srl, nell’ambito della gestione del complesso sportivo “Poggio degli Ulivi”: i dragoni avrebbero infatti contratto un debito di quasi 200 mila euro con la società ricorrente, corrispondente a dodici mensilità non pagate tra marzo 2025 e febbraio 2026, che si aggiungerebbe ad inadempienze precedenti per un totale di poco più di 900 mila euro. Un peso non da poco che pende sulla testa della società di Città Sant’Angelo, chiamata in primis a difendersi dalle accuse e poi a presentare domanda di iscrizione al prossimo campionato, che alla luce dei fatti di cronaca, parrebbe seriamente a rischio.
Le variabili sul tavolo sono tante, l’unica certezza è che a inizio luglio ci saranno i primi verdetti: la documentazione per la domanda di ripescaggio in Eccellenza dovrà infatti essere presentata nel periodo dal 6 luglio 2026 al termine ultimo perentorio del 13 luglio 2026. Fino ad allora Sambuceto, Rosetana e Penne resteranno alla finestra ad aspettare.