Eccellenza play-off, rebus stadio per Sant-Grassina
Ottimista Amatucci: “Giocheremo a Sant’Egidio”. Più cauto il dg Di Antonio: “Fadini ipotesi migliore per i tifosi”. In giornata la decisione
- La Redazione
di Stefano Vecellio
TERAMO - Sale la febbre playoff per la Santegidiese, attesa domenica dalla decisiva gara di ritorno della finale nazionale di Eccellenza contro i toscani del Grassina. In palio c'è il pass definitivo per la promozione in Serie D, con i giallorossi chiamati a rimontare il 2-1 subìto all'andata in trasferta. Ma a tenere banco nelle ultime ore in Vibrata non è solo la preparazione tattica, bensì un vero e proprio dilemma legato allo stadio che ospiterà il match. La decisione ufficiale è attesa in giornata.
Sul tavolo restano le solite due ipotesi: giocare davanti al proprio pubblico al Comunale di Sant’Egidio alla Vibrata oppure trasferirsi nuovamente al "Rubens Fadini" di Giulianova, impianto che ha già fatto da teatro alla semifinale di ritorno vinta contro l’Ars et Labor Ferrara (ex Spal). Sul fronte istituzionale, il primo cittadino Annunzio Amatucci si mostra ottimista sulla possibilità di mantenere la partita tra le mura amiche, pur riconoscendo la complessità della gestione organizzativa: "In mattinata verrà nuovamente la Questura, la società ha avanzato delle proposte, vedremo se sono fattibili. La volontà è quella di giocare qui a Sant’Egidio. Magari è una scelta che penalizzerebbe alcuni tifosi, ma l’idea della società è di giocare qui in casa".
Più prudente e riflessivo appare invece il direttore generale della Santegidiese, Giuseppe Di Antonio. Il nodo principale non è l'ordine pubblico, quanto la capienza ridotta del Comunale, che rischierebbe di lasciare fuori centinaia di appassionati per una sfida storica: "Ancora non lo sappiamo, le due ipotesi sono sempre Sant’Egidio o Giulianova. Ieri abbiamo fatto un sopralluogo con la Questura ma la società ancora non ha preso una decisione. Il Fadini potrebbe essere l’alternativa più giusta per ospitare un maggior numero dei nostri tifosi. Noi vorremmo giocare a Sant’Egidio perché è la nostra casa e non vogliamo creare disagi per gli spostamenti a Giulianova, ma vista la capienza del nostro stadio non ci sembra giusto togliere la possibilità a tutti di godersi il match dal vivo. Non è una questione di ordine pubblico o la bramosia di fare più incassi, vogliamo solo cercare la soluzione più giusta per accontentare più persone possibili e dare a tutti la possibilità di vedere una partita che attende l’intero paese".
Oltre alla questione logistica, Di Antonio ha tracciato anche un bilancio tecnico della sfida d'andata, applaudendo gli avversari ma mostrandosi fiducioso per il ritorno dei giallorossi: "Non cerchiamo attenuanti. Dobbiamo fare i conti con i nostri limiti, loro ci hanno messo in difficoltà, avevano più corsa ed erano abituati a giocare su quel tipo di campo, più piccolo rispetto al nostro. Faccio i complimenti al Grassina, ma penso che se fossimo riusciti a pareggiare con quell’occasione di Dal Cason appena dopo il loro vantaggio, la partita avrebbe preso un’altra strada. Purtroppo il risultato è andato a nostro sfavore, ma il rigore che abbiamo trasformato allo scadere sarà importante per darci un ulteriore carica nella gara di ritorno".
Il conto alla rovescia è iniziato: entro oggi si saprà l’ultima stazione per l’atto finale per la Serie D.