Eccellenza, è tempo di verdetti: il Lanciano cerca la spallata finale
A 5 giornate dal termine della stagione i playoff e i playout sono ancora un rebus
- La Redazione
di Stefano Vecellio
TERAMO - È iniziato ufficialmente il countdown di questa Eccellenza. Adesso si contano infatti sulle dita di una mano le scene che chiuderanno il sipario sulla regular season, sicuramente una delle più enigmatiche degli ultimi anni. Al vertice il Lanciano sta provando a mettere la freccia per tentare la fuga finale, con 5 punti in più dal secondo posto e 9 dal terzo. Un vantaggio importante, ma non risolutivo: se è vero che i frentani giocano il miglior calcio del torneo con un mix di tecnica e solidità, è vero anche che finora i rossoneri difettano della spinta decisiva al campionato, quella che per esempio hanno dato con forza L’Aquila e Teramo negli ultimi 3 anni.
Se all’Eccellenza manca ancora un vero padrone, il merito va soprattutto ai “nemici”, che dietro stanno facendo sempre più rumore. Più che un dragone, l’Angolana è un gatto a 9 vite: contro la Fucense la squadra di Memmo ha dimostrato di aver imparato la lezione di Cupello, tenendo ancora vive le speranze di rimonta. Domenica per i nerazzurri si prospetta una nuova fatica erculea al Pallozzi di Sulmona, contro un’Ovidiana in stato di grazia, reduce da 9 risultati utili consecutivi, mentre per il Lanciano ci sarà il match del San Marco contro la Folgore. Per i dragoni, Pianella e Pro Vasto saranno le avversarie prima della sosta pasquale, poi le trasferte a Sambuceto e a Montorio incastonate dalla gara interna con la Torrese. Il calendario è un campo minato anche per il Lanciano, con il trittico Virtus Cupello, Fucense e l’esterna di Sulmona a chiudere la stagione, in un confronto a distanza destinato ad intrecciarsi anche con l’ombra della rediviva Santegidiese. La cura Cappellacci funziona: i meccanismi sono oliati, il tabù casalingo è svanito e il secondo posto è lì, a soli 4 passi. La Serie D resta un miraggio matematico, ma i playoff sono ormai una certezza cromata di giallorosso: il punto di domanda resta ora sulla posizione in griglia, ma il big match di sabato al Rodi potrebbe far saltare il banco. I moscianesi di Di Fabio, traditi da un girone d’andata maledetto, tra le mura amiche stanno trovando invece riscatto, con 5 risultati utili di fila. Tuttavia, il pesante k.o. di Lanciano ha scavato un solco di 11 punti dalla terza piazza: un baratro che, ad oggi, cancellerebbe la postseason per Bruni e compagni. San Salvo, Torrese e Fucense restano alla finestra, ma la realtà è cruda: il rischio è che il tabellone playoff si riduca a un duello solitario tra Angolana e Santegidiese.
È un cubo di Rubik anche la situazione playout, dove non si incastrano ancora tutte le facce per risolvere il rebus. Se l’unica certezza sembra ormai la retrocessione diretta del Pianella, le variabili per la salvezza impazzano ogni settimana. Nonostante il periodo negativo, il Sambuceto è ancora in lotta per l’ultimo posto playout con il Montorio, distante solo 3 lunghezze: ad aprile, dopo la sosta, lo scontro diretto del Pigliacelli sarà dunque una finalissima anticipata. Più in alto c’è invece bagarre tra 6 squadre racchiuse in soli 6 punti. La sfida tra Penne e Pontevomano nella prossima giornata inizierà a delineare il volto della griglia spareggi, ma non possono dormire sogni tranquilli neanche Virtus Cupello e le due vastesi, appena sopra la zona rossa e braccate dalla Folgore, attesa da un calendario da incubo, con gli scontri con Lanciano, Santegidiese e Mosciano e le doppie gare con Penne e Pontevomano che pesano come un macigno. Se il campionato finisse oggi, i pescaresi sarebbero comunque salvi, visti gli 11 punti di distacco dal terz’ultimo posto, ma con 5 partite da giocare tutto può ancora succedere. Non c’è più spazio per i calcoli: è tempo di verdetti.