Eccellenza, è il Mosciano la regina delle teramane

Buon momento anche per il Montorio, la Torrese è ancora un rebus: Pontevomano e Rosetana in cerca di riscatto

- La Redazione

Eccellenza, è il Mosciano la regina delle teramane

di Stefano Vecellio

TERAMO - Mettiamo ai raggi X l'Eccellenza abruzzese per radiografare lo stato di salute delle cinque sorelle teramane, in un campionato che non fa sconti e dove, dopo le primissime battute stagionali, le gerarchie iniziano già a delinearsi tra sogni di gloria e brutti risvegli. L'esame clinico più esaltante è senza dubbio quello del Mosciano di mister Guido Di Fabio, che dopo due successi di fila si gode la vetta della classifica a suon di gol e prestazioni. Il poker calato in trasferta contro la Virtus Cupello ha spazzato via ogni residua incertezza delle ultime settimane, proiettando i giallorossi nel ruolo di lepre assoluta del torneo grazie a una tenuta di squadra che ha iniziato finalmente a viaggiare ai ritmi vertiginosi ambiti in estate.

L'elettrocardiogramma del Montorio '88 ha invece registrato una vera e propria fibrillazione agonistica: dopo un avvio a secco che aveva evocato i fantasmi della passata stagione, i ragazzi di mister Cerasi sono risorti prepotentemente a suon di vittorie, di cui l'ultima, stoica e pesantissima, conquistata ribaltando il Francavilla in inferiorità numerica, a dimostrazione di una ritrovata tempra mentale e di un cinismo da grande squadra.

Cantiere solido ma ancora incompiuto: la lastra della Torrese guidata da Del Grosso evidenzia una formazione vivacissima, che macina chilometri e geometrie in mezzo al campo, ma che pecca cronicamente di quel "killer instinct" sotto porta che l'ha costretta a lasciare per strada punti preziosi, accontentandosi di troppi pareggi. Un difetto già visto nello scorso avvio di stagione e che deve essere curato in fretta per non vanificare un'organizzazione tattica altrimenti impeccabile.

Scendendo verso le zone più fredde della graduatoria, l'analisi della Rosetana di Lamedica restituisce l'immagine di un gruppo sfortunato ma caparbio: la classifica deficitaria è il frutto fisiologico di una rosa ancora alla ricerca dei giusti automatismi e punita severamente da ingenuità fatali, pur mostrando a sprazzi un'identità che lascia intatte le speranze di uscire presto dalle sabbie mobili. Il referto si fa però da codice rosso a Villa Vomano, dove è calata una notte fonda e allarmante su un Pontevomano malinconicamente ancorato al fondo con un solo punto. I recenti passi falsi, compresa l'amara sconfitta interna contro il Chieti, hanno fatto emergere pericolosi cali fisici e fragilità individuali che impongono alla gestione tecnica di mister Monaldi una sterzata drastica e immediata, fondamentale per ritrovare quello spirito battagliero da "fortino" che ha sempre garantito le storiche salvezze dei gialloneri prima che il divario si faccia incolmabile.

Domenica potrebbe rappresentare la prima piccola svolta della stagione: tra chi cerca la fuga e chi deve disperatamente rialzarsi, la parola passa al campo. E per le cinque teramane il margine d'errore si fa già strettissimo.