Eccellenza, Angolana-Santegidiese vale una stagione intera
La Sant deve vincere per il pass alla fase nazionale. Via anche ai playout: in campo Virtus Cupello-Penne
- Walter Cori
di Stefano Vecellio
TERAMO - Il sipario sull'Eccellenza abruzzese non è ancora calato. Mentre la regular season ha già tracciato i primi verdetti tra chi ha festeggiato il ritorno in Serie D e tra chi, purtroppo, è scivolato in Promozione, resta ancora da assegnare l'ultimo pass per il gran ballo dei playoff nazionali.
Domani alle 16:30, sul palcoscenico del "Petruzzi” di Città Sant’Angelo, andrà in scena un duello tra due filosofie diverse, ma non del tutto opposte: da una parte i padroni di casa della Renato Curi Angolana, che hanno accarezzato a lungo il sogno del primato tallonando il Lanciano, dall'altra invece la Santegidiese, una nobile “mascherata” da matricola, che ha l’ultima chance di trasformare il suo altalenante ritorno in categoria in una commedia plautiana a lieto fine. Immaginava invece un finale diverso mister Memmo, che ora dovrà giocarsi l’all-in per cullare ancora il sogno Serie D: “Abbiamo chiuso bene la regular season, ma adesso dobbiamo resettare tutto e pensare solo alla partita di domani. Sarà una gara complicata, ma sono convinto che l’affronteremo con lo stesso spirito di sempre”. Sebbene si tratti di una gara “secca”, la strada verso la gloria sembra presentare qualche pendenza in meno per i dragoni. Oltre al fattore campo, infatti, la squadra di Memmo avrà a disposizione due risultati utili su tre in virtù del miglior piazzamento in classifica: in caso di parità al 90', si giocheranno i tempi supplementari e se l'equilibrio dovesse persistere anche dopo i 120 minuti, saranno i nerazzurri a staccare il biglietto per la fase successiva. Anche gli scontri diretti stagionali sorridono ai pescaresi, reduci da un pareggio per 2-2 all'andata e da un successo per 2-1 nel match di ritorno al Petruzzi, con la rete sul finale di Cesario che gelò il muro giallorosso.
Proprio sul fronte offensivo la sfida promette scintille, mettendo a confronto le due macchine da gol del torneo, con la cifra “monstre” di 93 reti messe a segno dai pescaresi e le 69 per i giallorossi, rispettivamente il migliore e il secondo attacco del campionato. Senza Boakye, squalificato per 4 giornate, e con un Cesario non al meglio, sarà una partita a scacchi tra la coppia Maroto-Foglia, 29 gol in due, e quella formata da Dal Cason-D’Egidio, già decisiva per la Sant nell’ultimo successo contro la Fucense, con l’italo-argentino che ha vinto anche la classifica marcatori con 24 timbri. Se il nueve è il leader indiscusso dell’attacco vibratiano, il fantasista teramano sembra essere tornato ai fasti biancorossi, con la rovesciata di Trasacco manifesto del suo “genio e sregolatezza”: “Abbiamo avuto un percorso un po’ altalenante, però adesso abbiamo trovato una quadra che ci ha portato buoni risultati – ha dichiarato l’ex Teramo -. Siamo partiti con ambizioni importanti che non abbiamo rispettato appieno, ma adesso abbiamo un’opportunità da non fallire. Arriviamo a questa finale in ottima forma, abbiamo lavorato bene in settimana. Sarà una gara secca, giocheremo a viso aperto: sono convinto che abbiamo tutti i mezzi per poter vincere”. Le qualità ritrovate dell’ex Ovidiana potrebbero essere un’arma in più per Cappellacci, che sogna di riportare i vibratiani in D esattamente 20 anni dopo esserci riuscito l’ultima volta, nella trionfale stagione 2005-06. La post season ha portato gioie e dolori al tecnico tortoretano, che dopo le eliminazioni nel 2007-08 con il Pescina in C2 e nel 2012-13 con il Teramo in Lega Pro Seconda Divisione, ha vinto gli ultimi, in ordine di tempo, due stagioni fa, in Serie D sulla panchina dell’Aquila contro la Sambenedettese. Playoff sfortunati anche per l’Angolana, che lo scorso anno si arrese 1-0 nella finalissima in casa del Castelnuovo Vomano. Precedenti a parte, chi uscirà indenne dal confronto di domani dovrà subito volgere lo sguardo verso l'Emilia-Romagna. Ad attendere la vincente abruzzese ci sarà infatti la seconda classificata del girone B, un posto attualmente conteso tra la storica Ars Et Labor Ferrara (ex SPAL) e il Mezzolara. Al momento i bolognesi guidano con due punti di vantaggio, ma il verdetto finale arriverà solo dopo l'ultima giornata di campionato. Domani sarà uno spartiacque decisivo anche il match tra Virtus Cupello e Penne: in palio la salvezza per una delle due squadre, mentre chi perderà dovrà giocarsi l’ultima occasione per mantenere la categoria nella finale playout contro il Montorio il 10 maggio. Al Comunale di Cupello andrà in scena un remake dell’incrocio nell’ultima giornata di campionato, terminato a reti bianche. Un pareggio che sembrava potesse comunque graziare i rossoblu, fino alla doccia fredda arrivata dall’Aragona, con il gol vittoria al 97’ della Pro Vasto che ha scombinato i piani della squadra di mister Di Francesco: “Le partite finiscono quando fischia l’arbitro, peccato perché avevamo avuto tante occasioni per vincere la scorsa domenica, ma non siamo riusciti a buttarla dentro. Domani sarà di nuovo una gara difficile, è pur sempre uno spareggio playout, ma la squadra sta bene: siamo sul pezzo e determinati a raggiungere l’obiettivo”. Come nel caso dell’Angolana, il miglior piazzamento in classifica premierà i teatini in caso di parità, ma i vestini di Montani venderanno cara la pelle: “I ragazzi hanno sempre buttato il cuore oltre l’ostacolo: abbiamo dato tutto, rischiando anche qualcosa, ma non siamo riusciti ad ottenere la salvezza diretta. Dobbiamo accettare questo verdetto e domani torneremo a Cupello per giocare al meglio questa sfida”. L'obiettivo per tutti è chiaro: se Cupello e Penne si aggrapperanno all’ultima scialuppa per salvarsi dallo spettro retrocessione, Angolana e Santegidiese dovranno replicare l'impresa compiuta lo scorso anno dal Castelnuovo Vomano per tornare nel panorama nazionale. Ma prima di guardare oltre il confine, c'è ancora una domenica di pura passione da vivere intensamente.